Catturato dalla municipale 38enne ricercato

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Nella mattinata di mercoledì 18 novembre la polizia municipale di Livorno ha arrestato un uomo di 38 anni, di nazionalità tunisina, irregolare sul territorio nazionale, destinatario di un ordine di carcerazione emanato dalla Procura della Repubblica di Avezzano per reati connessi al traffico di stupefacenti.

I FATTI – Nelle prime ore del mattino una donna ha allertato una pattuglia del reparto motociclisti del Nucleo Sezioni Territoriali Sicurezza e Mobilità, diretto dalla dirigente Michela Pedini, riferendo che il proprio convivente non voleva aprire la porta dell’appartamento all’interno del quale lo stesso si trovava e che quindi poteva essersi sentito male.
Gli agenti si recavano immediatamente sul posto e constatata la situazione facevano intervenire una squadra dei vigili del fuoco che provvedeva ad aprire l’alloggio. All’interno è stato trovato un uomo  di nazionalità tunisina che, date le sue precarie condizioni fisiche, veniva trasportato immediatamente al pronto soccorso. Gli agenti del reparto motociclisti, verificato che la persona non era in possesso di documenti, hanno subito provveduto ad informare  dell’accaduto la Sezione di Polizia Giudiziaria – Investigativa del Corpo che ha assunto immediatamente la direzione delle indagini e, a fronte anche dell’intensificazione dei controlli sulla regolare presenza di soggetti extracomunitari sul territorio nazionale, ha disposto il piantonamento in attesa delle necessarie verifiche.
LE INDAGINI – La Sezione diretta dall’ispettore Marco Vaccai e dal dirigente Fabio Cerini ha proceduto a far effettuare il foto-segnalamento del soggetto, con l’aiuto del Gabinetto Provinciale di polizia scientifica della questura di Livorno, e a verificare se nei suoi confronti esistessero carichi pendenti.
Dalle indagini è emerso dunque che l’uomo era ricercato perché doveva scontare una pena di otto mesi per reati legati al traffico degli stupefacenti. La sezione di polizia Giudiziaria – Investigativa ha dunque arrestato immediatamente il tunisino accompagnandolo al più vicino istituto penitenziario delle “Sughere”, per l’espiazione della pena definitiva e ad informare l’Autorità Giudiziaria procedente.

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