Possedeva casa popolare e villa con filo spinato. Denunciati dalla municipale 32 “furbetti”

Ecco i numeri delle indagini condotte dal nucleo investigativo e antievasione della municipale dal 2012 ad oggi sulla irregolarità degli inquilini negli alloggi Erp

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Solo nel 2015 restituiti 33 alloggi popolari abitati dai cosiddetti “furbetti”, 36 le case restituite per decadenza in quattro anni, 21 indagini (di queste 17 sono state concluse, 2 sono in attesa di disposizioni dall’Autorità Giudiziaria e due sono ancora in corso), 32 denunciati (tutti livornesi, 20 per falso ideologico, 27 per truffa aggravata e 1 per molestie), 4 indagini in corso da gennaio 2016 ad oggi da parte del nucleo investigativo e antievasione della municipale. Sono questi i numeri snocciolati il 19 aprile nel corso di una conferenza stampa volta a illustrare i risultati delle indagini condotte dal 2012 ad oggi sulla irregolarità degli inquilini negli alloggi Erp. Gli accertamenti hanno portato, tra le altre cose, a smascherare una famiglia, livornese, che pur risultando titolare di una alloggio popolare nel quartiere La Rosa abitava in una villa in località Castellaccio con tanto di filo spinato lungo i muri, cani rottweiler e telecamere non rintracciabili neanche con i satelliti.
polizia municipaleQuesta, come tutte le altre operazioni, che hanno portato a restituire gli alloggi e a denunciare 32 livornesi sono state condotte sia sul campo, attraverso pedinamenti, che con l’incrocio di dati quali reddito, isee, mense scolastiche, utenze domestiche attive e non. Nello specifico sono state condotte comparando i dati delle domande per le agevolazioni scolastiche o per altri contributi, con quelli delle dichiarazioni presentate nel 2015 dagli assegnatari degli alloggi, sono emerse delle incongruenze che hanno permesso di identificare gli abusivi.
Altri casi “anomalo” e particolari che sono stati segnalati sono quelli relativi a due coniugi entrambi destinatari di alloggi popolari e di una donna titolare di una casa Erp che affittava l’appartamento indebitamente al prezzo di 150 euro al mese e molestava l’inquilino affinché gli pagasse la quota mensile.
Presenti alla conferenza l’assessore alle politiche sociali Ina Dhimgjini, il comandante della Polizia Municipale, Riccardo Pucciarelli, gli ispettori della sezione specializzata investigativa Fabio Cerini e Marco Vaccai, il responsabile del nucleo antievasione Alessandro Mariani e il responsabile dell’ufficio casa Giovanni De Bonis.

NOGARIN PUCCIARELLI POLIZIA MUNICIPALE SINDACOTutti i dati – E’ stata una lunga e accurata attività investigativa quella messa in atto fin dal 2012 dalla Sezione Investigativa della Polizia Municipale su richiesta e in collaborazione con il servizio sociale del Comune per individuare gli inquilini abusivi degli alloggi popolari. Complessivamente gli alloggi oggetto di indagine sono stati 23, ma il dato più significativo è quello delle persone denunciate per reati vari che sono risultate 32. Fra queste 20 per falso ideologico, 27 per truffa aggravata e 1 per molestie. Inoltre sono state accertate 5 false separazioni coniugali, finalizzate ad abbassare il punteggio ISEE e quindi mantenere l’alloggio. Alcuni di questi procedimenti sono già stati definiti con il rito abbreviato del patteggiamento.
Le ispezioni effettuate nel corso degli anni sono state 35: 10 ai veicoli e 25 le perquisizioni alle persone o alle case.
Alla fine delle indagini ben 9 alloggi sono stati restituiti alla disponibilità di Casalp, che provvederà alla loro rassegnazione sulla base delle graduatorie vigenti. Dal 2015 l’attività investigativa ha avuto un ulteriore impulso attraverso la creazione del Nucleo Antievasione (NAE) della Polizia Municipale, specializzato nel controllo dei tributi comunali. Il reparto in particolare si occupa di verificare i dati fiscali dichiarati dalle famiglie per ottenere le agevolazioni di scuola. Da questo lavoro sono emersi i seguenti dati statistici:

municipale comune palazzo civicoPosizioni controllate 18
Verifiche per effettive anomalie 11
Incongruenze accertate 10
Pratiche passate alla sezione investigativa per accertamenti 03
Segnalazioni per verifiche dell’ufficio anagrafe 06
Comunicazione notizia di reato per truffa nei confronti dell’Ente 02
Segnalazioni qualificate all’Agenzia delle Entrate 03

Entrambi i Nuclei che si sono occupati delle diverse indagini (Sezione Investigativa e Nucleo Antievasione), singolarmente e in collaborazione, hanno analizzato tutti i casi che sono emersi dalle verifiche dei dati fiscali dichiarati dagli interessati a Casalp o ad altri uffici comunali, in particolare i dati delle residenze dei componenti i nuclei familiari e l’eventuale possesso di beni immobili. L’attività investigativa sta proseguendo anche nel 2016, al momento le indagini in corso sono 4. A queste indagini si aggiunge l’azione di costante controllo portata avanti dall’Ufficio fabbisogno abitativo in collaborazione con Casalp e la PM, che verifica il mantenimento da parte degli assegnatari dei requisiti per la permanenza nell’ERP ed il corretto uso del patrimonio di edilizia popolare.

LA SEDE DI CASALP

LA SEDE DI CASALP

Nel 2015 le verifiche della PM sono state 82 su altrettanti assegnatari per verificarne lo stabile utilizzo dell’alloggio assegnato. Nello stresso sono stati inoltre disposti 36 provvedimenti di accertamento di occupazione abusiva/decadenza e sempre nello stesso periodo l’attività di esecuzione dei provvedimenti di rilascio ha permesso di recuperare 33 alloggi ERP occupati abusivamente.

Le parole dell’assessore – “L’Amministrazione Comunale – conclude l’assessore Dhimgjini – ringrazia per questo importante lavoro svolto il Comando di Polizia Municipale in particolare la Sezione Investigativa e il Nucleo Antievasione, nonché i Servizi Sociali, Casalp e tutti i dipendenti del comune coinvolti a vario titolo nel progetto, perché si sono impegnati in sinergia sul versante dei controlli e degli accertamenti negli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il dialogo costante e la collaborazione li hanno sicuramente accompagnati nei mesi di intenso impegno, raggiungendo un importante risultato a tutela del patrimonio pubblico e del principio di equità sociale”.

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