Cariche in piazza Cavour: condannato agente

Condannato per lesioni colpose l'ispettore di polizia Basilio Curasì per i fatti relativi alle cariche della polizia andate in scena il 1° dicembre del 2012 in piazza Cavour

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Sotto i riflettori in via Falcone e Borsellino le cariche della polizia di sabato 1° dicembre 2012, giorno precedente agli ormai noti fatti passati alla cronaca come “assalto alla Prefettura”. Nel fatto specifico l’imputato era l’ispettore di polizia Basilio Curasì, 55 anni (difeso di fiducia dall’avvocato Massimo Gambacciani), all’epoca dei fatti autista del dirigente della questura Zerilli. Alla sbarra con l’accusa di lesioni volontarie aggravate dall’abuso della posizione e dal tipo di arma impropria (un’antenna della radio di servizio) con cui avrebbe colpito alla schiena Federica Palmina, madre di uno dei manifestanti e presente anche lei quel giorno in piazza Cavour, durante la cosiddetta carica di alleggerimento.

L'ISPETTORE CURASI' E L'AVVOCATO MASSIMO GAMBACCIANI IN AULA PRIMA DELLA SENTENZA

L’ISPETTORE CURASI’ E L’AVVOCATO MASSIMO GAMBACCIANI IN AULA PRIMA DELLA SENTENZA

Il processo a carico dell’agente iniziato il 27 marzo 2015 si è concluso martedì 12 gennaio 2016 con la condanna derubricata dal giudice Cardi da lesioni volontarie aggravate a lesioni colpose.
I cinque mesi di reclusione richiesti dal pubblico ministero Fiorenza Marrara in fase di requisitoria finale si sono dunque trasformati in un ammenda di 300 euro e in un risarcimento danni di 3.000 euro nei confronti della parte civile in causa curata dall’avvocato Manuela Demurtas.
La difesa rappresentata da Massimo Gambacciani ha puntato molto sul fatto che la parte civile non ha presentato alcun referto di lesioni se non per un colpo di manganello ricevuto durante la carica ma da un altro poliziotto prosciolto nei mesi scorsi perché ritenuto il fatto “facente parte delle sue funzioni”. Per quel colpo che le provocò una ferita al naso ricevette 7 giorni di prognosi referto medico al pronto soccorso. “Ma per questo caso specifico -ha sottolineato Gambacciani in aula e a margine del processo-  non sono state riportate lesioni. Anzi il mio cliente ha soccorso la donna che stava sanguinando”.
Il giudice ha comunque acclarato le lesioni ma non di tipo volontario. Come se il fatto fosse causato da uno scontro involontario.
La difesa ha comunque annunciato la volontà di ricorrere in appello contro la sentenza emessa alle 17,15 nell’aula “B” del tribunale penale di via Falcone e Borsellino.

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