Body builder, l'autopsia: "Daniele è morto per un infarto legato a stress fisico"

"L'infarto con molta probabilità è legato a una condizione di stress fisico a cui il soggetto aveva sottoposto tutto l'organismo per l'attività che svolgeva"

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E’ morto per un infarto del miocardio Daniele Seccarecci, di 33 anni, nato a Livorno ma residente a Taranto, noto body builder conosciuto a livello internazionale, e trovato morto mercoledi’ mattina in un residence nella frazione tarantina di Lama, Taranto. E’ quanto emerso dall’autopsia eseguita, su incarico del sostituto procuratore, dal medico legale. L’ischemia ha poi provocato la caduta del culturista, che si e’ procurato anche una ferita alla testa.
”Ma si tratta – ha spiegato Chironi all’ANSA – di un evento secondario e ininfluente. L’infarto con molta probabilità è legato a una condizione di stress fisico a cui il soggetto aveva sottoposto tutto l’organismo per l’attività che svolgeva”. L’atleta, una star del culturismo italiano, era tornato lunedi’ scorso dalla Finlandia, dove aveva partecipato ad una manifestazione. ”Ci sono degli elementi – sottolinea il medico legale – che ci inducono a pensare che il problema cardiaco sia stato innescato anche da un iperlavoro a cui era stato sottoposto il fisico”.

La sua ascesa nel mondo del culturismo era iniziata tra il 2000 e il 2001 con le vittorie in campo Juniores del Gran Prix Venice Beach e del Campionato Italiano Ifbb mentre nel 2006 al GP Spain Pro, sfiora la qualificazione per Mister Olimpya, la più importante manifestazione mondiale di culturismo. Una settimana fa Mtv gli aveva dedicato una puntata del programma di culto “Il Testimone” dove il conduttore Pif lo aveva seguito fino in America, a Sugarland, dove si era classificato 8° in una competizione mondiale di body building. Nel 2010 era stato inserito nel guinness dei primati come l’uomo con il braccio più grande del mondo. Nell’ottobre del 2011 Seccarecci venne  tratto in arresto  e finì ai domiciliari con l’accusa di commercializzazione e ricettazione di sostanze dopanti, all’interno di  un’inchiesta condotta dai magistrati milanesi. Giovedì 5 settembre il pm di turno deciderà se disporre l’autopsia per far luce sulle cause del decesso

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