Addio al mitico Graniero, pescò l’Anfora di Baratti

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Se n’è andato all’età di 86 anni Gaetano Graniero, il pescatore livornese che nel 1968 ha accidentalmente rinvenuto la pregiatissima “Anfora di Baratti” (foto tratta da wikipedia) nelle sue reti andata persa in antichità nel corso di un naufragio al largo del golfo di Baratti. Quella pesca rese famoso Graniero poiché finì inevitabilmente su tutte le prime pagine dei giornali dell’epoca. Graniero si è spento il 16 giugno mattina. L’anfora, 6 chili e 800 grammi di argento, presenta 134 applicazioni ovali con figure, legate al culto di Cibele, diffuso soprattutto in Siria e Anatolia (Frigia), e rappresenta un documento sul persistere della cultura pagana in alcune frange di popolazione dell’Impero Romano anche dopo la conversione statale al Cristianesimo. L’anfora, dopo essere stata a lungo al Museo archeologico nazionale di Firenze, è oggi conservata nel Museo archeologico del territorio di Populonia a Piombino. Una scoperta quella di Graniero di cui il nipote, che porta lo stesso nome del nonno, e la famiglia tutta va senz’altro orgogliosa.

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