Addio “Nerbo”, è stato uno dei remi più forti

Umberto Lomi, in arte 'Nerbo', nato in Venezia e adottato dal Pontino, del quale è stato uno dei più forti remi degli anni 1954- 1963, ci lascia dopo ottantotto anni di vita vissuta da leone

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Umberto Lomi, in arte ‘Nerbo’, nato in Venezia e adottato dal Pontino, del quale è stato uno dei più forti remi degli anni 1954- 1963, ci lascia dopo ottantotto anni di vita vissuta da leone.
Cresciuto sugli scali della Venezia seicentesca, dopo lo sfollamento e la fine della guerra, era entrato nel gruppo dei lavoratori portuali a far parte – come amava ricordare – della mitica squadra 34.
La via Castelli, proprio nei pressi del Palazzo Stub, era stata la sua ‘dimora ideale’ dopo le nozze: a due passi dal Teatro Politeama, dal circolo di pesca Sampey, dalla Fortezza. Proprio nei pressi dello spazio antistante gli scali delle Cantine, aveva costruito una tesa per la caccia ai colombacci – poi innalzata su un pino alto 30 metri della pineta di Tombolo – e il suo capolavoro: la Vikinga. Un gozzo di 8 metri, che ancora oggi solca i mari verso il Gombo e la Meloria, insignito dal comune di Livorno del fregio di imbarcazione d’epoca dei maestri d’ascia livornesi.
Molti lo sfidarono a battaglie di braccio di ferro, nessuno mai riuscì a batterlo. Una forza della natura che si scioglieva come la neve al sole, quando era con i suoi nipoti. Le persone che lo hanno conosciuto lo ricordano, non solo per la sua forza possente e per la dedizione al suo lavoro, ma anche per la memoria storica degli anni del Fascismo e per la profonda magnanimità e generosità, degne di una generazione che ancora oggi costituisce un modello.
Alla moglie Iva, compagna di vita per 58 lunghi, intensi anni, ai figli Daniela e Maurizio ed ai nipoti Silvio, Elena e Giorgia giungano le nostre più sentite condoglianze. Per informazioni relative alla cerimonia funebre, che avverrà nelle acque antistanti il Molo Novo, mettersi in contatto con il Circolo di pesca Sampey.

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