Folla per l’ultimo saluto al nostro “Gianni Stampa”. Le sue ceneri nel mare di Antignano. I vostri ricordi

Mauro Martelli, grande amico di Gianni, campione di remoergometro e volto di Sportlandia) e tutti gli atleti del Labrone (dalle ragazze all’equipaggio a dieci remi) vogheranno con il lutto al braccio in occasione della Coppa Barontini

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Poche parole, volti rigati dal sale e  un salmo per accompagnarlo al suo ultimo articolo, alla sua ultima vogata, al suo ultimo palcoscenico, davanti a tanta gente, tanti amici che a stento trattengono le lacrime mentre sfila via accompagnato dai cipressi. Ci sono gli amici di una vita con un po’ di neve tra i capelli, ci sono i giovani colleghi di penna che Gianni “Stampa” ha tenuto a battesimo insegnandoli quello che c’era da fare in un mestiere fatto, spesso e volentieri, di volpi e squali. E lui, il nonno buono dello sport e del giornalismo livornese, il gufo saggio, era sempre lì pronto per un consiglio, pronto per una strategia vincente. Lui che ne aveva viste tante, lui che ne aveva assaggiate d’ogni. Così in un assolato venerdì di giugno don Placido ha celebrato il suo addio all’interno della cappella della camera mortuaria. Gianni Picchi se n’è andato con indosso la tuta amaranto del Livorno Calcio, quella squadra che ha sempre amato con passione fino all’ultimo, nella buona e nella cattiva sorte. A dirgli “ciao” anche i dirigenti della Pro Livorno Sorgenti di cui Gianni era dirigente e addetto stampa, gli amici della Promosport Livorno con cui “Stampa” collaborava da tempo per presentazioni e interviste.
funerale gianni picchiE poi il mondo del Remo. E una distesa di sguardi, giornalisti, allenatori, attori e commedianti. A intonare “il Signore è il  mio pastore” è proprio il regista di Vernacolo Pancaccini con cui Gianni si è divertito spesso a recitare. Ma anche l’amico regista Antonio Cristiano assieme al quale aveva recitato nel film “Un uomo chiamato March”.  Tutto è pronto. Gianni, si parte. La macchina è in moto. In ognuno di noi c’è un pezzo di te. Adesso l’ultimo tuffo nel mare di Antignano dove verranno sparse le tue ceneri. Un tuffo per sempre. Per sempre Gianni.

Gianni se n’è andato, lo sport livornese è in lutto- Il “nostro” Giovanni Picchi, per tutti Gianni, ribattezzato anche “Gianni Stampa” se n’è andato. Il giornalista di Quilivorno.it si è spento all’età di 74 anni a seguito di un’operazione chirurgica affrontata mercoledì 17 giugno nella mattina per un tumore alla prostata. Durante l’intervento però l’arresto cardiaco, le sue condizioni si sono poi aggravate durante il resto della giornata fino a questa mattina, giovedì 18 giugno, quando Gianni si è dovuto arrendere. Picchi è morto intorno alle 11 nel suo letto di ospedale. Gianni “Stampa” era un volto conosciutissimo a Livorno per i suoi molteplici interessi e le sue tante passioni. Nella vita professionale infermiere (ormai in pensione da qualche anno), fuori dall’ospedale allenatore di calcio, presentatore, attore vernacolare e logicamente giornalista. Gianni Picchi fu il creatore del giornale sportivo degli anni ’80 “Az”, conduttore di trasmissioni per televisioni locali e giornalista sportivo per il Corriere di Livorno e attualmente per Quilivorno.it dove seguiva con estremo amore il mondo delle gare remiere. In autunno sarebbe dovuta uscire la sua autobiografia che stava preparando da qualche mese a questa parte con la dedizione di sempre.
Di Gianni ci mancherà la sua parola buona sempre, il suo sorriso, la sua voglia di essere sempre in prima linea, la passione per questo lavoro. I funerali saranno celebrati venerdì 19 giugno alle 15,15 alla camera mortuaria dell’ospedale di Viale Alfieri. Mauro Martelli, grande amico di Gianni, campione di remoergometro e volto di Sportlandia) e tutti gli atleti del Labrone (dalle ragazze all’equipaggio a dieci remi) vogheranno con il lutto al braccio in occasione della Coppa Barontini. Il comitato della gara remiera lo ricorderà nel corso della manifestazione.

Ciao Gianni ci mancherai

giannipicchi2Il ricordo del caporedattore Giacomo Niccolini – Non ci posso credere. Mi hanno telefonato. Te ne sei andato. Non è vero. Te non te ne vai mai. Anche quando ti arrabbiavi perché magari non ti passavo un pezzo: mi chiamavi mi sgridavi mi dicevi che non avresti più scritto. Poi dopo due minuti era tutto finito, mi sorridevi mi facevi una delle tue solite battute, scherzavamo sul futuro del palio marinaro, si parlava della tua Pro Livorno Sorgenti e finiva lì. Martedì ti sono venuto a trovare nel tuo letto al sesto padiglione. Il giorno dopo ti saresti operato. Mi hai lasciato le “consegne” per questi giorni in cui non saresti potuto venire, in cui non avresti potuto scrivere a causa della degenza della “tua” Barontini della Triglia Livornese e di tutti gli eventi che seguivi sempre con passione. Mi hai insegnato tanto. Anche ai tempi del Corriere di Livorno quando venivi e ti mettevi accanto a me e insieme facevamo il “paginone” delle Cantine. Mettevamo in pagina le tue interviste, i titoli, le foto. La tua passione rimarrà sempre con me. Non ci credo Gianni. Non sei andato via. Sei sempre con noi. Lo sarai sempre. Adesso da lassù continua a fare quello che hai sempre fatto con passione: regalare sorrisi e raccontare. Fai due battute agli angeli e racconta come è bello il nostro Palio Marinaro. Che poi io non l’ho mai capito, e tu come i veri giornalisti me lo hai tenuto nascosto, sei stato bravo. Ma te per chi tifavi?

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