People Care, incontro “salva-call center”

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Un incontro sulle prospettive della società People Care, call center con sede a Guasticce, Livorno, è stato convocato oggi in Regione dall’assessore alle attività produttive credito e lavoro Gianfranco Simoncini. All’incontro hanno partecipato il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci, un rappresentante della Provincia di Livorno e i vertici della società. L’assessore ha ribadito che la Regione e le istituzioni condividono le preoccupazioni espresse, in un precedente incontro, dalle organizzazioni sindacali che hanno, in particolare, sottolineato i timori di possibili conseguenze negative rispetto alla prossima scadenza del contratto commerciale con Seat e al mantenimento delle commesse che a quel contratto sono collegate.

L’azienda, per parte susa, ha informato che il call center di Livorno, che conta circa 400 addetti, sta lavorando oggi a pieno ritmo, con in dotazione un buon livello di commesse, cui dovrebbero aggiungersene di nuove a breve da parte di Seat. L’azienda ha inoltre informato di star lavorando per il rinnovo del contratto commerciale, in modo da salvaguardare le commesse anche oltre il 2015.

“Prendendo atto di quanto detto dall’azienda – ha concluso l’assessore Simoncini – come Regione ed istituzioni abbiamo ritenuto di dover chiedere a Seat, sia pure nel rispetto della libertà d’impresa, un segnale di attenzione verso la realtà di Collesalvetti che, negli anni, ha dimostrato di avere competenze e di saper fare un lavoro di qualità”.

Il Comune di Livorno: “Disponibili a far parte di un percorso condiviso” – “Anche se il Comune di Livorno non è stato invitato ieri all’incontro in Regione fra le istituzioni e i vertici di People Care, l’Amministrazione ribadisce la propria disponibilità a far parte di un percorso comune, per poter affrontare con maggiore incisività le criticità dell’azienda e far sì che resti radicata nel nostro territorio”.
Lo dichiara il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, ricordando di aver scritto, il 10 novembre scorso (subito dopo che in terza commissione consiliare erano state ascoltate le problematiche dei lavoratori di People Care), all’assessore alle Attività Produttive della Regione Toscana Gianfranco Simoncini, per chiedergli la sua disponibilità a contattare i vertici di People Care, azienda che opera in locali della SPIL, società controllata dal Comune di Livorno e dove lavorano molti livornesi.
Nella stessa lettera il sindaco aveva manifestato all’assessore Simoncini la sua intenzione di proporre un incontro al sindaco del Comune di Collesalvetti, al presidente della Provincia di Livorno e all’amministratore delegato di People Care, per individuare, con l’apporto tecnico di Spil, un percorso comune.
“Non si comprende francamente perché il Comune di Livorno non sia stato coinvolto, a differenza di altre vicende come quella di Eni”, rileva il sindaco. “Detto questo, ciò che ci sta a cuore è che il call center, che conta circa 400 addetti, resti nel territorio livornese e siamo disposti a questo scopo anche ad agire tramite Spil per mettere in campo tutti i possibili strumenti per favorirne la permanenza”.

Simoncini risponde: “Apprezziamo l’attenzione del Comune di Livorno per la vertenza”- Ai tavoli di crisi, per prassi non solo regionale ma nazionale, sono invitati gli amministratori dei territori dove hanno sede gli stabilimenti delle aziende interessate. Questo e soltanto questo spiega l’invito alla riunione di ieri sulla vicenda People Care di Guasticce del sindaco di Collesalvetti, oltre che dei rappresentanti della Provincia e dell’azienda stessa.

“Voglio rassicurare il sindaco Nogarin – spiega l’assessore a lavoro e attività produttive, Gianfranco Simoncini – che non c’è stata alcuna esclusione nei confronti del comune di Livorno. E’ importante – prosegue – l’interesse della sua città per una realtà produttiva dove lavorano anche tanti concittadini. Non posso quindi che registrare positivamente l’attenzione dell’amministrazione livornese per la vicenda People Care. Solo per precisione – conclude – ricordo che gli inviti ai tavoli Eni erano dovuti essendo buona parte della presenza Eni anche sul territorio del Comune di Livorno”.

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