Bracconaggio, due livornesi nei guai

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Un capriolo già ucciso e macellato all’interno del portabagagli della loro auto. E’ per questo motivo che sono finiti nei guai due livornesi di 69 anni (guardia venatoria) e 58 (cacciatore). Entrambi sono stati pizzicati dalla polizia Provinciale a Castell’Anselmo, presente sul territorio per controllare che durante la battuta di caccia alla volpe di contenimento non si sparasse ad altri animali e specie presenti nei boschi.
A seguito di un controllo però, gli agenti della Provinciale  diretta dal comandante Maurizio Trusendi, hanno trovato i due livornesi con alcune macchie di sangue sospette addosso ai vestiti a seguito di uno sparo udito all’interno della boscaglia ormai a fine caccia. La guardia venatoria e il cacciatore, fermati appena fuori dalla macchia, hanno affermato di non essere assolutamente stati responsabili di quel colpo d’arma da fuoco, ma la giustificazione non ha retto. Così è scattato il controllo e, dentro l’auto con la quale si erano portati sul posto, ecco spuntare un capriolo con zampe e testa tagliate e a cui erano già state tolte le interiora.
Per i due è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria per il reato di bracconaggio. Il fascicolo d’inchiesta è nelle mani del pubblico ministero Luca Masini

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