Sono caduta in una buca, ecco la mia odissea per il rimborso. Il Comune risponde

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In seguito ai vari interventi di lettori caduti nelle buche di cui è disseminato il manto stradale di Livorno, desidero portare a consocenza anche la mia esperienza. Sono caduta il giorno 22 dicembre 2012 in una buca e che è tristemente nota a Livorno per le “vittime” che ha fatto, antistante la biglietteria ATL, in largo Duomo 2, procurandomi varie lesioni fisiche, refertate il giorno successivo dal Pronto Socorso di Livorno, che mi hanno causato perdita di giorni di lavoro e successiva riabilitazione fisica, oltre alla perdita del ponte dentale destro.
A distanza di otto mesi tramite l’agenzia di assicurazioni alla quale mi sono rivolta, il Comune di Livorno ha soltanto saputo respingere verbalmente la domanda di rimborso da me presentata, adducendo il fatto che il marciapiede non è di loro competenza. Nonostante questo non si può procedere a richiesta di rimborso danni al presunto proprietario condominiale, finchè il Comune non si degnerà di rispondere per scritto, cosa che avverrà, come mi è stato comunicato dall’assicurazione “forse fra un paio d’anni”.
Quindi oltre al danno la beffa, lavoro in un ente pubblico ed ho a che fare quotidianamente con procedimenti amministrativi, che devono essere rispettati entro un determinato numero di giorni, e non certo fra un paio d’anni e per grazia ricevuta. Quindi lamento tramite il quotidiano le vessazioni alle quali noi cittadini siamo sottoposti, senza ricevere nemmeno una risposta certa e plausibile in tempi non dico brevi, ma quantomeno accettabili.

Loretta Bani

IL COMUNE RISPONDE
“Il Comune non ha potuto completare la pratica alla quale si riferisce la signora Loretta Bani (che segnala di essere caduta in buca in largo Duomo 2) in quanto la signora non ha prodotto la documentazione medica successiva a quella del Pronto Soccorso (in specie la chiusura della malattia che è quella che dà il via alla fase di perizia medica da parte del Comune qualora si riconosca che esiste una responsabilità). Questa documentazione è stata richiesta (con raccomandata a/r spedita il 16 gennaio) alla “Taddia”, società di infortunistica che gestisce il sinistro per conto della signora Bani”. Ad oggi non è arrivata alcuna risposta. Il Comune deve seguire delle specifiche procedure previste dalla legge. Quindi, come detto, la mancata presentazione della documentazione da parte della signora Bani ha di fatto bloccato la pratica

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