Santa Trinita: possibile non vedere il degrado

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Possibile non vedere che il ponte che consente l’accesso al palcoscenico più bello della nostra città, vale a dire la spianata dei pescherecci con lo sfondo dei Quattro mori e la fortezza vecchia con il Porto Mediceo, versi attualmente in uno stato di degrado insopportabile. Se è vero che in origine il danno alla transenna venne arrecato da un automezzo coperto sicuramente da assicurazione, la compagnia dovrebbe risarcire l’Amministrazione Comunale proprietaria del tratto di strada interessato e quest’ultima, di conseguenza, provvedere quanto prima alla riparazione. In aggiunta, siccome il verificarsi d’incidenti stradali in quello specifico tratto è ormai reiterato e cadenzato nel tempo, si potrebbe almeno fare un tentativo concreto per mettere in atto qualche sistema o meccanismo che funga da deterrente ad un fenomeno tanto fastidioso quanto potenzialmente rischioso anche per l’incolumità dei tanti cittadini e turisti che spesso si trovano a camminare lungo il marciapiede all’altezza della curva in questione. Qualora al momento dell’impatto di una vettura o di qualsiasi altro mezzo  fossero infatti presenti dei pedoni, oltre che una ringhiera anonima e malmessa potremmo trovarci a dover piangere anche qualche vita umana troncata da una sventurata fatalità ampiamente evitabile.

Ad esempio, ci permettiamo di suggerire l’apposizione di una semplice ma pur sempre efficace misura di contenimento come il tradizionale guardrail; oppure, si potrebbe optare per l’installazione di un rilevatore di eccesso di velocità, opportunamente segnalato e preannunciato mediante apposita cartellonistica. Secondo l’articolo 4 della legge 168/2002 che disciplina i controlli di velocità da “remoto”, per le strade categorizzate come “urbane di scorrimento” occorrerebbe l’autorizzazione del Prefetto. L’Autorità di Governo potrebbe comunque autorizzare l’apposizione di un autovelox in quella zona sulla base di alcuni elementi quali: la pericolosità, il traffico o la difficoltà di fermare il veicolo. Peraltro, il carattere sanzionatorio della misura intrapresa sarebbe a nostro avviso in questo caso quanto mai giustificato e giustificabile. In conclusione, qualsiasi sarà la decisione presa in materia, ben venga. A condizione che quest’ultima maturi con una certa sollecitudine: in tema di mobilità e traffico, gli automobilisti livornesi hanno assistito sino a oggi a troppe mancate iniziative. Oppure a soluzioni intermedie e indecise, che non hanno portato successivamente risultati effettivi e soddisfacenti.

Riccardo Heusch  Presidente Commissione Traffico e Mobilità AC Livorno

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