“Potatura sbagliata”, enologo sporge una denuncia. Il Comune risponde. La Lipu all’attacco

L'assessore Aurigi risponde a un enologo livornese che sporge denuncia e invia una lettera a Quilivorno.it: "Il verde pubblico del lungomare è stato trascurato per molti anni, abbiamo portato avanti un lavoro di trasparenza". La Lipu all'attacco

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Scoppia la guerra della potatura. Un enologo livornese, Alessio Carnemolla, scrive a Quilivorno.it dicendo di aver sporto denuncia. A sostegno della tesi del lettore interviene la Lipu. Mentre l’assessore Aurigi prova a fare chiarezza e dice: “E’ stata fatta un’opera di trasparenza”. Nello specifico, oggetto di polemica sono i lavori di riorganizzazione delle siepi e di squadratura, nel tratto compreso tra l’Accademia Navale e Antignano, di quelle che erano già state risagomate negli anni scorsi. In concomitanza si sta provvedendo anche al rifacimento di parte dei vialetti della passeggiata a mare e dei vialetti interni; un grosso intervento manutentivo del lungomare che l’Amministrazione comunale intende portare avanti e completare per dare un “volto” più ordinato e curato all’intera zona.

La lettera dell’enologo Alessio Carnemolla – In questi giorni sono state effettuate le potature invernali degli alberi del nostro bel lungomare. Queste non sono potature ma veri e propri danneggiamenti al verde urbano pubblico (tutelato da un regolamento comunale e nazionale ben preciso e dettagliato). Questi bellissimi alberi secolari sono stati da decenni deturpati e tagliati in modo pessimo. La macchia mediterranea DEVE essere preservata e tutelata. L’organismo comunale che dovrebbe supervisionare il lavoro non ha mai fatto il suo dovere. Purtroppo questi alberi sono destinati a morire in pochi anni in quanto affetti da vari patogeni che hanno attaccato il sistema vascolare. Si vede molto chiaramente dalle macchie scure nelle ferite. Invito tutti voi a fare qualcosa e ad opporvi a tutto ciò. Personalmente ho sporto una denuncia penale nei confronti di chi ha compiuto tutto questo.

La risposta del Comune – L’assessore all’arredo urbano e verde pubblico Alessandro Aurigi tiene a precisare quanto segue: “Il verde pubblico del lungomare cittadino è stato trascurato per molti anni, impedendo ai turisti e agli stessi livornesi di apprezzare completamente la bellezza del nostro lungomare.
L’ufficio del Verde ha portato avanti un lavoro di trasparenza molto importante e approfondito che sta “restituendo” alla percezione dei frequentatori del lungomare il rapporto visivo diretto con una delle cose più belle di Livorno … il mare, appunto.
Sono molto soddisfatto del lavoro svolto, nonostante le immancabili critiche che sono state fatte e che ancora si faranno. La drasticità delle potature è necessaria a seguito dell’incuria che ha permesso la formazione di arbusti fuori controllo e che adesso dovranno essere ricondotti al loro disegno originario, attraverso una manutenzione costante nel corso dei prossimi anni.
Progressivamente le siepi tenderanno ad infoltirsi nuovamente con i nuovi germogli intorno ai tronchi, ricreando l’armonia originale dei giardini e dei vialetti. Contemporaneamente viene scongiurato definitivamente l’utilizzo improprio delle siepi come gabinetti all’aperto, migliorando l’illuminazione e quindi la sicurezza della fruizione, soprattutto nelle ore notturne.
Credo che sia un importante passo verso il progressivo miglioramento del decoro urbano e della valorizzazione della città, un tema da estendere sempre di più, soprattutto nella cultura e nella sensibilità dei livornesi”.

Anche la Lipu contesta la potatura – Siamo ancora costretti, per l’ennesima volta, a tornare sul problema della gestione del verde urbano nella nostra città. Non possiamo che essere d’accordo con la lettera di un lettore, apparsa in questi giorni su “Quilivorno.it”, a riguardo dell’intervento di potatura delle siepi e degli alberi sul viale Italia, che è iniziato l’anno scorso e sta terminando la sua “opera” nella zona di Antignano. Il giardino storico ha subito, nel corso degli anni, pesanti stravolgimenti, in particolare quando fu approvato il progetto delle cosiddette baracchine agli inizi del 2000. All’epoca furono abbattuti più di 150 alberi, di cui alcuni secolari, per far spazio alle strutture. Una cementificazione che ha interessato diverse aree della città, e che nel corso del tempo ha portato ad ulteriori danni e degrado del patrimonio verde. Già nella storiografia dell’800 si parlava della piantumazione della siepe come barriera a protezione delle piante retrostanti, come i lecci, sottoposti quotidianamente all’influenza dei venti salmastri. La siepe, costituita soprattutto da pitosfori e tamerici, si era sviluppata in tutta la sua bellezza, con piante di notevoli dimensioni. Essa non solo rappresenta un elemento storico-paesaggistico di notevole importanza, ma costituisce un habitat fondamentale per le specie di uccelli, sia in inverno che durante la stagione riproduttiva. Ma c’è dell’altro: con 84mila morti in Italia all’anno per tumori ai polmoni causati dall’inquinamento atmosferico (i dati sono dell’Agenzia Europea per l’Ambiente), le piante rappresentano una protezione dalle polveri sottili e dai rumori del traffico veicolare per la passeggiata sul mare. Questi “servizi ecosistemici” sono stati adesso compromessi gravemente, a danno della salute pubblica. E non è possibile giustificare un taglio così drastico con il pretesto di risolvere il problema dei rifiuti abbandonati tra le piante. Peraltro, avevamo più volte segnalato la nostra disapprovazione all’amministrazione comunale su questo ed altri interventi di tagli drastici o comunque inutili alle alberature, che si sono ripetuti anche in altre aree verdi, vedi via Galilei, via Torino, la pineta di Barriera Roma, l’Ospedale, Borgo S. Jacopo e Villa Fabbricotti, tanto per citarne alcuni. Da quasi un anno, come associazioni ambientaliste, abbiamo fatto proposte concrete per un nuovo regolamento del verde urbano, che rappresenti finalmente uno strumento per una gestione più ecologica e lungimirante. Purtroppo, questo non è stato ancora approvato, come del resto un piano del verde opportuno. Le nostre richieste sono confermate dalle indicazioni gestionali della scienza e degli esperti agronomi: possiamo ad esempio citare le recenti pubblicazioni dell’Università di Padova, dove sta scritto che “nell’arco di 2 anni è bene non potare più del 10-20% della chioma” o il manuale sulla gestione del verde urbano della Provincia di Bergamo che recita “il diradamento di un albero adulto può essere considerato severo già con una rimozione del 10-15% dei rami”. Provocatoriamente, concludiamo dicendo che, o gli alberi vengono mantenuti come tali (vale a dire con la chioma che esplica tutte le funzioni positive di miglioramento dell’ambiente, ombra compresa), altrimenti non servono.

Sezione Lipu di Livorno Comitato per la Salvaguardia del Verde cittadino

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