“Poster ai portici e verde in via Grande”

"Speriamo che queste iniziative possano essere di spunto per l'amministrazione"

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Domenica scorsa quattro grosse navi da crociera hanno sbarcato a Livorno una cifra record di 12.000 turisti, insieme a molte delle polemiche sul fatto che, nonostante questa ricca possibilità offerta alla città e ai commercianti, diverse serrande dei negozi di via Grande sono rimaste chiuse. Ma siamo sicuri che qualche negozio aperto in più sarebbe stato sufficiente per distogliere i turisti da altri obiettivi come Firenze, Pisa e Bolgheri? Può una via grigia, sporca e trafficata mettersi in competizione con queste mete? Ecco alcune semplici iniziative per riqualificare via Grande.
Dopo anni di completo disinteresse da parte della città e delle amministrazioni (nonché dei giornali) sul tema dell’accoglienza turistica, finalmente sembra che l’argomento susciti interesse fra tutti i livornesi, tanto che molti hanno deciso di dire la propria sui vari social. Ma fra tutte le prese di posizione, sono due quelle che hanno riscosso maggior interesse tanto da essere riportate da tutti i quotidiani locali, quella del poliedrico Simone Lenzi (scrittore, musicista e mancato assessore alla cultura per Marco Ruggeri) e quella del Neoassessore al turismo, Nicola Perullo. Se il primo ha commentato causticamente facendo notare che nonostante il cambio di amministrazione e l’entusiasmo suscitato da esso fra i cittadini, i livornesi all’impegno ancora preferiscono le infradito per andarsene al mare, l’assessore al turismo della giunta Nogarin ha chiarito la sua posizione, dicendo, a mio avviso, la cosa più sensata: i turisti non sono vacche da mungere, ma persone che meritano di vivere la città e di usufruire di una corretta e pronta accoglienza e non di essere percepiti solo come portafogli pieni di Euro da spendere.
Certo un primo doveroso passo deve essere quello di coinvolgere il maggior numero di esercenti, per far trovare una via Grande viva ai turisti. Per farlo si potrebbe pensare di redigere dei calendari settimanali con il numero di arrivi previsti, gli orari e magari altri dettagli utili (nazionalità, età, ecc), che la Camera di Commercio o il Comune dovrebbero diffondere agli esercenti e alle istituzioni turistiche del centro e non.
Detto questo, io non credo che comunque via Grande sia molto appetibile per un turista solo perché vicina agli sbarchi delle navi da crociera (lo è anche la Venezia, di cui nessuno si stupisce che la Domenica si presenti come un deserto). Una via sporca e con i muri ingrigiti dove attraversare è un’impresa e dove l’arredo e il decoro urbano sono stati completamente aboliti, i negozi poi sono poco caratteristici essendo perlopiù catene e store, e dove non vi è alcuna iniziativa né di tipo culturale né di tipo turistico.  La situazione, a mio avviso, potrebbe essere completamente capovolta con un diffuso impegno e alcuni decisivi ma fattibili interventi. Quelle che vi vado ad illustrare sono alcune proposte che potrebbero essere vagliate dalla città e dal Comune, e a cui devo un grosso contributo a Massimo Polese, ideatore dei fotomontaggi.
Via Grande è stata per anni vista solo come principale arteria del centro, e quindi fondamentale per il traffico veicolare, con il risultato di aver una via insicura e quasi tutta votata al traffico, ingrigita dallo smog e con un progetto di valorizzazione che si rispecchia nell’incoerenza dei portici: infatti pavimentazione, pilastri e colonne si presentano omogenei solo nel degrado, dando così una impressione visiva pessima. Ad un’ incuria generalizzata e dilagante, che fa sembrare la via una città balcanica appena strappata alla guerra, si aggiunge il fatto incomprensibile che i punti di forza e di attrazione, che qui sarebbero presenti, sono anch’ essi degradati, abbandonati e inservibili, se non destinati alle sole macchine, sto parlando ad esempio diPiazza Guerrazzi e del povero monumento del fiero politico livornese attorniato dalle auto, così come le piazzette dove si trovano le Fontane del Tacca diventate parcheggi, o il Palazzo del Picchetto abbandonato e chiuso, così come chiuso è il Cisternino. Eppure via grande potrebbe e dovrebbe essere qualcosa di diverso: dovrebbe essere la strada maestra di Livorno, fra le più vecchie e caratteristiche, puntellata di diverse emergenze architettoniche, vicina alla Fortezza Nuova, a via della Madonna e alle sue Chiese, a Piazza della Repubblica, al Cisternone e al Museo Diocesano, e punto di raccordo fra i principali monumenti del centro città e il porto mediceo e turistico, nonché passeggiata resa piacevole dalle molte vetrine e dalle attrazioni presenti. Tutte caratteristiche che sono state volutamente ignorate portando la situazione ad aggravarsi tanto che per rivalorizzare degnamente la via, ci vorrebbero grossissimi sforzi e fondi che non credo siano di facile reperimento in questi tempi: penso alla chiusura totale del traffico, alla riqualificazione omogenea dei portici e delle pavimentazioni, oltre che della Casa della Cultura e al Palazzo del Picchetto. Questo non preclude però la possibilità di attuare altri interventi che se non altrettanto radicali, sarebbero comunque incisivi e sicuramente di più facile realizzazione. E allora diamo spazio alla fantasia e immaginiamoci di percorrere insieme Via Grande, da turisti dopo esserci lasciati alle spalle il porto e i Quattro Mori. La prima cosa che vediamo imboccata la via, sono due piccole piazzette quasi gemelle, decorate da aiuole, alberelli e panchine, con fontane funzionati: incuriositi leggiamo un cartello informativo e scopriamo che le fontane con i mostri marini sono un calco di quelle del celebre Tacca, dato che il Granduca vedendole così belle le volle per sé a Firenze. Uno spettacolo decisamente diverso dall’attuale abbeveratoio per piccioni circondato da auto.
Continuando poi e avventurandoci sotto i portici il nostro sguardo è attirato da illustrazioni e foto, adattate per ricoprire i pilastri. Vediamo foto di angoli della città che non conosciamo, così come i ritratti di quei personaggi che l’hanno abitata e fatta grande o ancora dipinti e opere degli artisti che qui sono nati. Grafiche, foto, disegni che potrebbero essere applicati sotto delle teche di vetro/plexiglass per difenderli da atti vandalici e magari per permettere di ricambiarli.
Così facendo la via sarebbe davvero la principale vetrina della città, colorata e caratteristica. Inoltre le immagini potrebbero essere cambiate per le più disparate esigenze, magari per esaltare e festeggiare una celebrazione (il centenario di un artista, la ricorrenza di un evento, ecc), altre magari potrebbero essere decise e acquisite tramite contest aperto a fotografi e artisti livornesi, così da rendere i cittadini i principali protagonisti del decoro urbano. Si avrebbe in questo modo una passeggiata omogenea e colorata, che potrebbe essere integrata anche con del verde. Continuando grazie alla cartellonistica veniamo a sapere che se giriamo a destra in una traversa, troveremo la Chiesa di San Sebastiano con due tavole di Giorgio Vasari e altre opere di valore. Ritornando poi sulla strada principale, sappiamo grazie a un’immagine collegata alla targa, che in un palazzo sul lato sinistro ha soggiornato Alessandro Manzoni.
Arriviamo poi nei pressi di Piazza Grande, dove ancora della cartellonistica ci segnala che sempre sotto i portici possiamo visionare la Collezione della Cassa di Risparmi con splendide opere e una collezione aperta al pubblico, così come troviamo aperto il Duomo dove scopriamo un Cristo del Beato Angelico (per citare solo l’opera più importante) e anche un piccolo museo e il chiostro attigui alla Chiesa di Santa Giulia, dove c’è una pala che viene attribuita alla bottega di Giotto. Riprendendo il percorso in via Grande sempre scortati da foto e dipinti sulle colonne dei portici, scopriamo altre innumerevoli curiosità, dalla via delle chiese straniere, alla targa integrata sul pavimento che segnalata dove prima si ergeva una vecchia chiesa, e altre cose ancora. Arriviamo poi ad altre due piccole piazzette, una dove si erge la statua di Guerrazzi non più assediata dalle auto, l’altra colorata e verde dove non dominano scritte vandaliche ma come per la via Grande, la riproduzione di opere e foto colorano l’ambiente.
Finiamo qui questo gioco di fantasia, anche se continuando avremmo potuto immaginare anche la statua di G.Fattori fra Piazza della Repubblica e Via Grande adeguatamente valorizzata. Io credo che queste iniziative renderebbero più piacevole la via, e magari in un secondo momento si potrebbero fare interventi più decisi su edifici come Casa della Cultura ePalazzo del Picchetto, che si presterebbero assai bene a ruoli culturali, artistici e turistici. Potremmo avere così una via che offre accoglienza e intrattenimento, oltre alla presenza di molti negozi, che certo da tali innovazioni trarrebbero solo vantaggio, senza dimenticare  che la promozione dell’arte e della città sensibilizza ed educa i cittadini ad essere più rispettosi del il patrimonio pubblico. Sperando che queste iniziative possano essere da spunto.

Jacopo Suggi

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