Pochi investimenti. Sciopero del turismo

Sono oltre tremila i lavoratori impiegati nel settore del turismo in provincia di Livorno, più della metà dei quali sono lavoratori stagionali

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Sabato 12 settembre a Livorno (presidio davanti all’Hotel Palazzo dalle 10 alle 12 e 30) culminerà la protesta dei lavoratori del turismo con una manifestazione di carattere regionale in occasione dello sciopero indetto dalle tre sigle confederali di categoria.
Sono oltre tremila i lavoratori impiegati nel settore del turismo in provincia di Livorno, più della metà dei quali sono lavoratori stagionali: ai primi, da due anni e mezzo, non viene rinnovato il contratto nazionale e per il sostegno al reddito dei secondi, gli stagionali, messo a repentaglio dal Jobs Act, è stata studiata una norma paracadute per il 2015, ma il 2016 resta ancora un’incognita.
Il turismo è considerato un settore strategico per il rilancio dell’economia nazionale, così come per quello della provincia che, nel complesso, ha visto riconosciuto alle sue due aree produttive principali, Livorno e Piombino, lo stato di aree di crisi complessa. Gli stessi accordi di programma sottoscritti indicano il turismo come settore trainante, dato confermato dai primi numeri a disposizione sulla stagione balneare, che si avvia alla conclusione.
Ancora, naturalmente, non è possibile stilare un bilancio definitivo, ma i primi dati di fine agosto sembrano particolarmente soddisfacenti in tutta la provincia, tanto che negli annunci di offerte di lavoro sono ancora presenti figure chiave legate all’attività turistica. Non si parla, quindi, di un settore in crisi, così come confermato anche dai dati disponibili a livello nazionale: quello del turismo piuttosto è un ambito nel quale si dovrebbero potenziare gli investimenti per favorire la destagionalizzazione e l’incremento delle presenze.
In questo quadro si inserisce il lavoro, la qualità e la professionalità degli addetti del settore, che, visti i risultati, sono elementi consolidati ma, puntualmente, né la politica né le aziende scelgono di investire sulla buona accoglienza, mortificando proprio l’attività di coloro che ne sono volto e sostanza.
Per questo Filcams, Fisascat e Uiltucs Regionali Toscana hanno proclamano, in capo alle imprese che applicano i contratti del Turismo, sottoscritti da: Confindustria Alberghi e Federturismo; FIPE e FIAVET di Confcommercio; Confesercenti che in coro dicono: “Il tempo della pazienza per un milione di lavoratrici e lavoratori del turismo è scaduto!”.

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