“Sos pista ciclabile, che litigi!”

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Torna a far parlare la problematica della convivenza tra pista ciclabile e passaggio per pedoni. A sollevare la questione è un nostro lettore, Massimo Sarrettini, che, passando spesso e utilizzando la pista, non ha potuto far a meno di notare che nascono soventi dei malintesi tra pedoni e ciclisti che sfociano poi in accesi battibecchi. Ecco perché.

La sua lettera-denuncia – “Ritengo opportuno e doveroso segnalare al Comune di Livorno l’incompatibilità  della pista ciclabile e per pedoni riguardante soprattutto la zona della rotonda di Ardenza-Accademia Navale. Le discussioni diventano, in maniera preoccupante, ogni giorno sempre più accese ed animate da entrambe le parti e fin quando non scoppieranno diverbi, che poi  inevitabilmente finirebbero male, non si prenderanno mai i dovuti provvedimenti per quella pista “nata male”.  Se  non la avessero “ideata”  in quel tratto tutto sommato sarebbe stato meglio farne a meno oppure farla meglio cioè delimitando ed allargando il percorso pedonale che spesso vede costrette appunto persone ad invadere necessariamente la corsia a loro riservata per non camminare sullo sterrato come passeggini o persone non autosufficienti che sono costretti a muoversi  con l’ausilio di carrozzine o altri mezzi  idonei allo spostamento. Allora, a parte il fatto che ci sono ciclisti che sfrecciano a tutta velocità credendo di essere in diritto di poterlo fare in quanto il Comune gli ha fatto la loro bella pista ma che forse non sanno che pista ciclabile vuol dire passeggiare, e non correre o gareggiare, e che costituiscono soprattutto  un pericolo per i pedoni che costeggiano il tracciato laddove  tanti bambini frequentano quel tratto maggiormente  negli orari di balneazione. Ma ci sono anche ciclisti che se malauguratamente ti sposti distrattamente sul tratto a loro riservato ti scampanellano minacciosamente per dire o ti scansi o ti “arroto” e a volte ti apostrofano anche  maleducatamente.
Dall’altra parte invece ci troviamo dei pedoni che contro-ribattono e  credono di essere in diritto di poter passeggiare sulla pista ciclabile vuoi per distrazione, vuoi perché non sapevano (come tanti turisti che non sanno) e vuoi perché a dire il vero passeggiare sulla parte non curata della pista ti riempi le scarpe di sassolini. In proporzione infatti una pista ciclabile a due corsie sembra eccessiva rispetto alla strisciolina riservata ai pedoni che devono procedere per utilizzarla, in fila indiana.
Insomma questa pista ciclabile dal percorso dubbioso e misto, in quel tratto sopra citato, non ha fatto altro che far interpretare in modo sbagliato il corretto utilizzo della stessa, in una città alla quale non mancano i prepotenti, gli ignoranti e gli attaccabrighe vari  che spesso trovano terreno fertile, è quindi facile anche innescare accese diatribe tra pedoni e ciclisti e viceversa. Probabilmente il Comune prospettava  una convivenza diversa ed una tolleranza civile da entrambe le parti ma sembra proprio che così non è visto che tutti i giorni vedo con i miei occhi che questa pista ancora tutta da interpretare è teatro di litigi. E se un pedone dovesse venire investito mi piacerebbe sapere chi risponderebbe dei danni e chi sarebbe il responsabile (il Comune, il ciclista o il pedone)  visto che appunto ci sono tanti irresponsabili che usano questo percorso come una vera e propria pista da gare e che il Comune non ha provveduto a regolamentare e segnalare una volta per tutte che quella pista costituisce un potenziale pericolo per i pedoni”.

Massimo Sarrettini

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