People Care: ancora incertezze per il futuro di 450 lavoratori

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Nel livornese, già in grave sofferenza per un declino occupazionale che non conosce precedenti, non sono solo Trw o Eni e il loro indotto ad accendere la profonda preoccupazione per una città e un territorio che sembrano in agonia.
C’è un’altra realtà che è da mesi sotto pressione e vede incombere il rischio della dismissione.
Si tratta di People Care, il call center di Guasticce: 360 lavoratori a tempo indeterminato, oltre 100 lavoratori a contratto interinale o a progetto, per un totale di oltre 450 posti di lavoro, sul cui futuro non vi è, ad oggi, certezza.
Una realtà occupazionale per la quale il territorio e le istituzioni si sono spese nel recente passato e che avrebbe dovuto vedere uno sviluppo nei livelli occupazionali e nella qualità dei servizi.
Così non è stato.
E oggi il poco lavoro di qualità che l’azienda aveva impiantato a Guasticce è stato trasferito nella sede torinese del Gruppo Contacta, mentre ai lavoratori di Livorno non resta che sperare che Seat Pagine gialle rinnovi a People Care la commessa per i servizi del 892424 e 1240.
In questi ultimi mesi e in questi giorni a Roma le Organizzazioni sindacali di categoria si sono adoperate nel tentativo di costruire le condizioni per un’intesa tra le due aziende, Seat e People Care, perché si chiarissero le prospettive che si offrono alla struttura livornese a maggio, quando scade l’attuale commessa per i servizi.
Ma nonostante l’impegno sindacale si registra una tendenza, sia pure non esplicita, al disimpegno.
Da un lato Seat non risponde alle sollecitazioni e agli inviti; dall’altro People Care è sorda a qualunque ipotesi alternativa a quella che vede solo nel rinnovo della commessa Seat la condizione di sopravvivenza della struttura di Guasticce né vale la disponibilità dei lavoratori e del sindacato a cercare soluzioni che consentano una riduzione del costo del lavoro per rendere l’azienda più concorrenziale nell’acquisizione di commesse.
I lavoratori di People Care e le organizzazioni sindacali chiedono, quindi, che le istituzioni locali, che già hanno mostrato sensibilità alla questione così come a tutti gli altri livelli istituzionali,si rinnovi l’attenzione a una situazione che, in caso di evoluzione negativa, aumenterebbe di altre 450 e più unità il popolo dei disoccupati livornesi e il numero di famiglie che pagano il prezzo più drammatico a questa crisi economica infinita.
Comunicato stampa Segreterie Slc-Cgil Uilcom-Uil Fistel-Cisl ed Rsu People Care

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