Officina dello Sport, tuteliamo i posti di lavoro

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Agitazione tra i lavoratori dell’Officina dello Sport. L’assemblea del personale ha infatti condiviso unanimemente l’analisi e le proposte delle organizzazioni sindacali. Mentre l’iter della procedura della Legge 223/91 segna il fatto concreto di 6 lettere di licenziamento, il sindacato -richiedendo la revoca del provvedimento- evidenzia che se non ci fosse un ripensamento della società i lavoratori sarebbero anche sotto il numero dei dipendenti previsti dalla Convenzione col Comune di Livorno.

“Resta inaccettabile il ricorso ad applicazione di personale precario in sostituzione dei licenziati – spiegano dal sindacato – per cui le Segreterie di Slc e Fisascat produrranno una relazione, con richiesta di intervento urgente alla Dtl e Welfare, a tutela del rispetto del contratto nazionale del lavoro e della sicurezza nell’esercizio degli impianti. Le organizzazioni sindacali – prosegue la nota stampa -rigettando qualsiasi ipotesi di ricorso ai nuovi contratti di lavoro previsti dal Jobs Act, proclamano lo stato di agitazione del personale dell’Officina dello Sport, con un pacchetto di 8 ore di sciopero, da declinare secondo l’esito dell’incontro con la società già programmato per il 7 aprile, nel quale, richiedono all’Officina dello Sport di fornire due cose”.
La prima richiesta avanzata dai sindacati è  “l’organigramma preciso, con nominativi, mansioni e tipologia di contratto, con cui si intende mandare avanti gli Impianti, della Bastia e in via dei Pensieri”. Il secondo punto su cui si batte il sindacato è “un programma di azioni concrete atte a garantire il ripristino dell’efficienza degli Impianti e delle strutture che sono costati soldi pubblici e privati”.

Lavoratrici, lavoratori e Organizzazioni Sindacali fanno appello a tutti i frequentatori – clienti ed utenti- per poter fare la stessa battaglia che è, insieme, per il lavoro ma anche per garantire alla cittadinanza, ai frequentatori e agli atleti, Impianti efficienti e sicuri, con un’offerta adeguata e in linea con le richieste e le attese dei livornesi.

Giuseppe Luongo, Alberto Faccendoni

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