In ufficio con 35 gradi. Difficile lavorare

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35/40 gradi centigradi è la temperatura di questi giorni all’interno degli uffici della Polizia Amministrativa di Viale Boccaccio!!! Una sauna gratuita a tutti i cittadini che ogni giorno affollano la piccola sala d’aspetto, in attesa di fare le pratiche di passaporto, porto d’armi ecc.. Stipati un una stanza di pochi metri quadrati sono anche costretti, anziani e invalidi, a farsi due piani di scale. Tutto questo perché l’impianto di condizionamento è rotto, come anche
l’ascensore: sebbene il Questore abbia più volte sollecitato il superiore Ministero a finanziare le dovute riparazioni, a tutt’oggi nessuna risposta da quegli uffici. Spesso si vedono anziani, genitori con bambini in braccio e persone con
disabilità costrette ad arrampicarsi su per le scale, vano corredato di ampie vetrate che assicurano un bell’effetto serra, dove la temperatura supera di certo quella di 40 gradi.
Tutto il personale addetto, civile e di polizia, è costretto a lavorare in questa struttura, apparentemente nuova ma di concezione anni ’80 e per questo priva di qualsiasi moderno isolamento termico in quanto la progettazione contemplava obbligatoriamente un impianto di condizionamento funzionante. Inoltre nella “nuova” struttura che ospita detti uffici amministrativi, più volte modificata per i diversi usi a cui era destinata, sono stati realizzati dei servizi igienici senza finestre e senza aspirazione, vere e proprie camere a gas, prive di ogni sistema
di dispositivo di emergenza. La ciliegina sulla torta, poi, è stata quella della centrale elettrica dell’intera
struttura che, per mancanza dell’impianto di raffreddamento, ha raggiunto temperature di oltre 80 gradi facendo scattare gli allarmi e saltare la corrente elettrica in tutto lo stabile. La soluzione è stata quella di staccare la corrente a tutti gli altri ascensori ancora funzionanti, arrecando non pochi disagi funzionali, anche in considerazione del fatto che i locali infermieristici si trovano al secondo piano. Non tralasciamo, tra le altre cose, le porte di emergenza di accesso alle scale antincendio che non si aprono e quelle tagliafuoco che si aprono male ed a volte non
si aprono neppure! Noi della Polizia di Stato lo abbiamo sempre saputo di essere figli di un Dio minore rispetto a coloro che hanno la fortuna di lavorare in Prefettura, dove tutto funziona e viene riparato a tempo di record in caso di guasto. Solo per la Polizia di Stato NON CI SONO SOLDI! Noi non ci stiamo e con forza denunciamo tutto questo: ci vorrà una tragedia per far aprire gli occhi a qualcuno, magari un anziano colpito da malore che, sfinito dalla fatica e dal caldo, cada giù per le scale?

Segreteria Provinciale Livorno UGL Polizia di Stato

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