“Noi, educatrici escluse”. Il Comune risponde

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Siamo le due idonee al concorso per educatrici che l’amministrazione comunale ha deciso di non assumere (leggi qui).
Questa decisione sembrerebbe nascere come conseguenza della Legge 114/2014, entrata in vigore il 18 agosto di quest’anno, che alza il tetto di spesa per le risorse da destinare alle assunzioni. Infatti, in un primo momento, l’amministrazione comunale, riferendosi all’impossibilità di assumere tutte noi 8 educatrici, ha parlato esclusivamente di “problema economico”, dichiarando tuttavia la necessità di dover trovare i fondi non per il tempo indeterminato bensì per quello determinato. Azione che, in realtà, è risultata impossibile da concretizzare. La colpa di questa mancanza economica è stata data alla vecchia amministrazione comunale la quale è stata accusata di aver tagliato circa 500 mila euro sul personale, tuttavia la nuova amministrazione non ha avuto alcun problema a procurarsi circa 150 mila euro per assumere un direttore generale ed assumere 10 assessori invece dei 5 dichiarati in campagna elettorale.
Vogliamo anche ricordare che questa realtà legislativa dell’innalzamento del tetto di spesa era già conosciuta con il Decreto Legislativo 90/2014 (diventata poi Legge 114/2014) entrato in vigore il 25 giugno 2014. Nonostante ciò, noi 8 educatrici siamo state contattate dagli uffici, a partire dalla fine di luglio, per espletare le normali procedure assuntive, comprese le visite mediche, fino a scoprire, da voci di corridoio, a pochi giorni dalla firma del contratto, la sospensione della procedura e la conosciuta conclusione.
L’amministrazione comunale ha scaricato le colpe della decisione di assumere 6 educatrici e non 8 al governo Renzi e ancor prima all’amministrazione precedente, senza tener alcun conto delle aspettative disattese di noi educatrici escluse che, dopo anni di battaglie per rivendicare il nostro diritto all’occupazione, oggi ci troviamo non solo non assunte, ma anche disoccupate.
Noi veniamo dal mondo del precariato e troppo spesso questa amministrazione comunale ricalca su di sé i disagi del precariato, si paragona alla nostra situazione, e dunque non si eleva a super partes. In questo senso, ci risulta, essendo anche noi cittadine elettrici, che in questo momento il precariato, che lamentano gli attuali consiglieri ed assessori, è colmato da quello che noi tutti paghiamo per dare loro un lauto stipendio.
Da parte nostra ci aspettiamo ancora di vedere riconosciuti i nostri diritti ed useremo ogni mezzo affinché ciò avvenga.

 Il Comune risponde – L’assessore al personale del Comune di Livorno, Francesca Martini, in merito alle dichiarazioni pubblicate sulla stampa relative al concorso per educatrici, afferma quanto segue:

“Ritengo sia opportuno intervenire in ordine alla scelta della Giunta Comunale di assumere sei educatrici e tre vigili, non per non assumermi politicamente il peso e la responsabilità di tale scelta, della quale sono consapevole, ma per chiarire i presupposti di legge che ci hanno costretto a farla. Appena insediata, gli uffici mi hanno informato che era in fase di completamento l’attuazione del piano delle assunzioni 2014,e che erano previste sia le assunzioni delle 8 educatrici che dei 3 vigili e che la normativa in essere avrebbe consentito di procedere ad entrambe le tipologie di assunzioni oltre ad avviare le procedure per un’assistente sociale.
Preciso che tutte le posizioni inserite nel piano delle assunzioni erano e sono provviste di copertura economica e che, se fosse possibile procedere, tale copertura è ancora presente. Preciso anche che in nessun modo hanno influito sulla rimodulazione del piano delle assunzioni le scelte dell’Amministrazione di nominare un direttore generale.
Dunque che cosa è cambiato? L’Amministrazione può assumere se ricorrono due condizioni: copertura economica e rispetto del turn over. Il turn over è il rapporto fissato dalla legge fra pensionamenti e cessazioni e nuove assunzioni. Ai fini del calcolo fino al 18.08.2014 vigeva una regola di favore proprio per le categorie delle assistenti sociali, delle educatrici e dei vigili il cui costo impattava sulle potenzialità assuntive per 50% anziché il 100%.
Come un fulmine a ciel sereno è arrivata l’ennesima riforma Renzi con la Legge 114 del 2014 di conversione del decreto legge 90 del 2014 che innalza la percentuale del turn over al 60%, ma poi evidentemente giudicando politicamente non più di fondamentale rilievo le funzioni del sociale, educative e di sicurezza ha abrogato la deroga di favore prevista sopra riportata.
Risultato: in quota 2014 residua la possibilità di aumentare l’organico non più di 12 unità ma di 9. Da qui la scelta dolorosa che la Giunta ha dovuto prendere avendo come obiettivo la massima occupazione possibile a legislazione vigente e quindi concretizzata nella copertura di tutti i 9 posti disponibili, oltre alla previsione di una mobilità in entrata di un’assistente sociale in considerazione delle forti esigenze del settore. Nella scelta operata la Giunta ha riconosciuto pari dignità ad ogni categoria di lavoratori coinvolta, senza operare distinzioni fondate sulla natura delle funzioni, tutte fondamentali per la comunità. La programmazione che attualmente andiamo ad adottare per il 2015 terrà conto delle posizioni sacrificate ovviamente nella speranza che il Governo Renzi non intervenga ancora in modo sostanzialmente peggiorativo sulla disciplina del turn over. Altra e diversa cosa è stata invece la variazione di bilancio di 270.000 euro necessaria per provvedere al lavoro in somministrazione per l’anno scolastico che si aprirà a settembre, lavoro che viene legittimamente utilizzato per provvedere alle tante sostituzioni necessarie ai fini di assicurare la continuità del servizio in caso di assenza del personale in ruolo”.

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