Nessun intento persecutorio verso Peter Pan

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Si è svolto lunedì 7 marzo, l’incontro tra il settore “Educazione e Sport” del Comune di Livorno e l’Associazione “Peter Pan” di Via Cimarosa. Nell’incontro il Comune ha precisato che non c’è stato alcun “intento persecutorio” nei confronti dell’Associazione “Peter Pan”. I controlli effettuati alla sede fanno parte dell’ordinaria attività ispettiva. Inoltre i tecnici comunali del Settore “Educazione e Sport”– ricevuta segnalazione, da parte della Polizia Municipale, della presenza, nela sede dell’Associazione, insieme ad altre attività di una indicata come “Baby Club 3-6 anni – L’alternativa alla scuola materna”- hanno ritenuto verificare che, la stessa attività, non fosse rivolta anche a bambini di età inferiore ai 36 mesi.
Dalla primaria funzione di tutela dell’infanzia sancita dalla legge, discende l’obbligo per il Comune di verificare che le attività rivolte alla prima infanzia rispondano ai requisiti definiti dalla citata normativa regionale qualunque sia la denominazione, l’ubicazione, la natura giuridica del soggetto titolare e la modalità gestionale di queste attività. Quindi, avendo riscontrato che nella sede dell’Associazione “Peter Pan” le attività denominate “Baby Club” coinvolgevano anche bambini di età inferiore a 3 anni, il Comune –in applicazione della richiamata normativa regionale- ha diffidato l’Associazione a proseguirle in assenza di autorizzazione al funzionamento.
L’Associazione “Peter Pan” sostiene di non “essere un asilo” ma le attività realizzate nella sede di Via Cimarosa nei fatti sono assimilabili a quelle di un “asilo nido”, di uno “spazio gioco” , di un “centro bambini e famiglie” – anche se si chiamano “Baby Club” – e devono quindi essere autorizzate al funzionamento. Alle rimostranze dell’associazione – che sostiene non esserci affidamento di minori perché i genitori o sono presenti o possono controllare i bambini attraverso il cellulare- il Comune ha risposto specificando: che, in assenza dei genitori, i minori devono comunque essere affidati a qualcuno (e una videocamera non è un soggetto giuridico verso cui è possibile farlo), altrimenti sarebbero minori “in stato di abbandono”; che l’autorizzazione al funzionamento è obbligatoria anche se le attività (che coinvolgono bambini sotto i 3 anni) sono realizzate con la presenza dei genitori (attività che nel regolamento regionale è disciplinata come “centro bambini e famiglie”).
Il Comune quindi conferma la propria valutazione (e la diffida) a tutela dei bambini e nel rispetto di tutti gli altri soggetti privati (Imprese, Cooperative, Associazioni) che svolgono attività rivolte alla prima infanzia nel rispetto della legge, dopo aver richiesto ed ottenuto l’autorizzazione al funzionamento da parte del Comune. Nulla vieta anche all’Associazione “Peter Pan” – se vuole proporre attività ai bambini di età compresa tra 3 e 36 mesi – di chiedere l’autorizzazione al funzionamento: se la sede e le persone utilizzate hanno i requisiti previsti dalle norme regionali, potranno averla nel tempo massimo di un mese (come prevede la procedura comunale).

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