Livornese al polo sud per studiare ghiacciai

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Ecco la lettera che ci aveva inviato un livornese di 41 anni, Andrea Brongo, con cui illustrava la difficile, ma al tempo stesso interessantissima, “missione” al polo sud. La riproponiamo in quanto si avvicina il rientro in Italia.

La lettera – Sono Andrea Brongo, 41 anni, livornese che lavora al dip.to di chimica dell’univeristà di Pisa. Le prime due settimane di settembre 2014 ho svolto un corso di sopravvivenza ed addestramento in preparazuione alla XXX spedizione Antartica. Il corso si è svolto la prima settimana a Brasimone al centro enea (ENEA che finanzia la spedizione) con lezioni teoriche e prove pratiche di addestramento a scenari pericolosi che potrebbero verificarsi durante la spedizione. la seconda settimana siamo andati sotto il piccolo San Bernando in campo tendato in completo isolamento da cellulari e roba varia sempre come addestramento e poi sul monte bianco a 3300 metri in tenda sotto il dente del gigante. dopodiche ho svolto delle visite mediche molto approfondite al centro aeronautico a Roma, praticamente quelle che fanno i piloti militari, alla fine di queste mi  hanno rilasciato l’idoneità psico-fisica per poter andare. Praticamente il mio gruppo di lavoro al dip.to di chimica collabora da molti anni con l’enea per le spedizioni in antartide, dove altri miei colleghi sono gia’ stati. Io dovrei fare del monitoraggio ambientale e il progetto è finalizzato allo studio degli effetti dello scioglimento dei ghiacci, con particolare riguardo alla presenza di inquinanti organici. Gli obiettivi principali sono determinare la presenza di inquinanti organici e sostanze inorganiche in antartide al fine di valutare il loro andamento temporale e spaziale. Contribuire alla comprensione degli effetti legati al riscaldamento globale ed alla corrispondente accelerazione dei processi di scioglimento dei ghiacci. Dovrei fare prelievi di campioni di ghiaccio e di acqua, sedimenti, terreni e se possibile muschi di lago semighiacciati. Oltre a questi dovrò fare delle misure e analisi sull’aria grazie a degli strumenti specifici. dopo che avro’ fatto le operazioni necessarie in laboratorio in base alla fine del mio periodo, dopo aver congelato a -20°C tutti i campioni li spedirò in italia dove poi faremo ulteriori verifiche ed analisi. Mi dovro’ spostare con elicotteri per poi portar in base i campioni prelevati per poterli lavorare in un laboratorio chimico all’interno  della base italiana “Mario Zucchelli” dove starò dai primi di dicembre a metà febbraio circa. Dovrò fare un viaggio lunghissimo per arrivare in antartide: giorni  di volo partendo da pisa passando da Londra, Dubai, Sidney, Hobart (in Tazmania). Da li prenderò una nave francese per fare la traversata in una decina di giorni in una mare tremendo! dalla base francese con un piccolo aereo mi porteranno in base italiana.

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