Io, 17enne incinta, offesa sull’autobus

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Brutto episodio quello accaduto il 5 giugno su un autobus extraurbano partito da Cecina e diretto a Livorno. A raccontare la vicenda è, suo malgrado, la protagonista di questa storia: Lucia, livornese di 17 anni, incinta, raggiunta il 7 giugno mattina al telefono.
La ragazza si trovava alla fermata degli autobus a Rosignano, dove frequenta un istituto di bellezza, in attesa dell’autobus delle 17,32 che l’avrebbe dovuta riportare a casa. E’ qui che è iniziato il calvario: “Appena sono salita ho notato che circa metà posti erano occupati da ambulanti. Ho potuto capire che lo erano in quanto nei sedili anteriori avevano sistemato decine di borsoni”.
La 17enne, poiché in stato interessante, ha chiesto gentilmente di poter spostare qualche borsa per potersi sedere senza però ottenere risposta. “A quel punto si è fatto avanti un signore, cardiopatico fra l’altro”. Tuttavia, l’intervento dell’uomo non ha ottenuto l’esito sperato e Lucia è dovuta rimanere in piedi. “Per provare a spaventarli un minimo, il signore ed io, abbiamo detto loro che avremmo gettato le borse dai finestrini. Volevamo solo spaventarli naturalmente. Non era nostra intenzione fare una cosa simile. Ebbene… Ci hanno risposto con insulti e sorrisi beffardi”.
Visto che la situazione non si sbloccava ma anzi stava divenendo al quanto delicata, Lucia ha deciso di chiamare la polizia. “Ho dovuto telefonare diverse volte perché cadeva la linea sul Romito, fino a quando poco prima di Chioma sono riuscita a parlare con la sala operativa del 113. Ho spiegato la situazione indicando la nostra posizione e richiedendo anche l’intervento di una ambulanza. Il poliziotto mi ha invitato a parlare con l’autista chiedendogli di fermarsi alla prima fermata utile e di chiudere le porte per consentire agli agenti, una volta sul posto. di poter identificare i presenti. Devo dire purtroppo che l’autista non è stato molto collaborativo. Credo avesse capito cosa stava accadendo”. E così quando l’autobus si è fermato le porte si sono aperte. “Chi ha potuto, spingendo e urlando, è sceso al volo, e solo grazie all’intervento di un ragazzo che neppure conoscevo non mi sono presa diversi colpi all’altezza della pancia”. L’autobus poi è ripartito fermandosi nuovamente in piazza Sforzini. “Qui gli ultimi ambulanti rimasti sull’autobus sono scesi e così alla fine nessuno è stato identificato. Anch’io, esasperata, sono dovuta scendere e farmi venire a prendere. In realtà sarei dovuta arrivare in piazza Grande”. A Lucia non è rimasto altro che sporgere denuncia alla questura in viale Boccaccio.

 

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