Il cane abbaia e la vicina di casa lancia l’allarme. “La mia storia-film: multata e finestra ko”

Il cane abbaia, la vicina di casa dà l'allarme. Alla fine la padrona dell'animale viene multata dalla municipale e dovrà riparare, a sue spese, una persiana. Ecco la rocambolesca avventura di una livornese 56enne

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Il cane abbaia, la vicina di casa dà l’allarme. Alla fine la padrona dell’animale viene multata dalla municipale e dovrà riparare, a sue spese, una persiana. Ecco la rocambolesca avventura capitata mercoledì 17 febbraio ad una livornese di 56 anni, M.G, residente in via del Leone, zona San Marco. La donna, come leggerete nella lettera inviataci la mattina del 19 febbraio e qui sotto riportata, era uscita di casa senza accorgersi che il suo Piero (uno Schnauzer) aveva fatto altrettanto. Il suo abbaiare davanti alla porta ha attirato l’attenzione della vicina che preoccupata dalla possibilità che all’interno dell’abitazione vi potesse essere qualcuno non cosciente, ha allertato le forze dell’ordine. Risultato: persiana danneggiata (250 euro) e verbale (50 euro) alla proprietaria del cane in quanto quest’ultimo era sprovvisto di guinzaglio. Ecco la lettera che spiega l’accaduto da film.

La lettera – Come tutte le mattine alle 4.45 mi preparo per andare al lavoro alle 7 a Bibbona. Alle 5.30 porto fuori il mio canino, vado alla stazione e prendo il treno alle 5.57. Alle 8.55 ricevo una telefonata dal 118 che mi chiede se posseggo un canino nero. Alla mia risposta affermativa, mi dicono che la vicina (che non mi conosce), vedendo abbaiare insistentemente il mio cane alla porta di casa e pensando che mi fosse accaduto qualcosa, ha chiamato i pompieri. Questi hanno scassato la persiana della finestra, causando un danno di circa 250 euro, e sono entrati cercandomi in tutte le stanze. Premetto che nessuno della mia famiglia si era rivolto a nessun ente (118, vigili urbani, vigili del fuoco, ospedale) per cercarmi perché non rispondevo al telefono o non aprivo alla porta (al campanello c’è il mio nome). Se proprio volevano rintracciarmi, bastava prendere il cane e leggere il microchip. A quel punto ho subito chiamato mio padre per evitare che potesse sentirsi male nel vedere quel “film” visto che si reca tutti i giorni a casa mia per portare fuori il cane. Praticamente tutta la via era bloccata, immaginate la gente che era attorno al portone del palazzo. Tutto questo perché una signora ha pensato che avrei potuto sentirmi male o addirittura essere morta. Da questa storia ho capito che oggi giorno non occorre avere le chiavi di casa perché se uno non risponde si chiamano i pompieri e loro ti tolgono subito la curiosità entrando in casa, spaccando porte o finestre, e facendo pagare a te i danni. La signora mi ha fatto fare un verbale per non aver custodito bene il cane (non l’avevo lasciato fuori di proposito). Secondo me bastava un lettore microchip o cercare un familiare.

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