Festa del Pd alla Rotonda. Un errore!

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Una pubblicazione curata da Paolo Castignoli, allora direttore dell’Archivio di Stato, del gennaio 1993, dal titolo ”Il lungomare di Livorno da Costa Vigilata a Promenade” consente di rendersi conto di come sia ricca di storia la nostra città, come ricorda Anna Rocchi, una della curatrici della pubblicazione. “All’inizio del 1800 Livorno, prediletta dalle corti reali come soggiorno estivo, era considerata una stazione balneare alla moda, una fama che non solo sopravvisse all’abbandono dei principi dopo l’epidemia del 1835, ma si estese e si affermò per tutto il secolo ad uso e consumo del ceto medio”. Certo non si può invertire l’orologio della storia ma si può evitare di snaturare la vocazione di una città nata e vissuta grazie al suo splendido lungomare.
Purtroppo chi è solito passeggiare nello splendido scenario della Rotonda d’Ardenza non può non aver notato con grande dispiacere il degrado e l’abbandono dello Chalet, all’interno della pineta, ormai ridotto ad un rudere. Tutti i sindaci che si sono succeduti dal 2003 ad oggi hanno sempre promesso di valorizzare la Rotonda e all’ingresso c’è un cartello con la muova proposta di ristrutturazione ma i lavori al momento non sono in corso e leggiamo della inquietante decisione di fare di nuovo nella splendida pineta la festa del PD. Sembrava arrivato il momento di rendere la pineta amata da Fattori e Modigliani un piccola ’Versiliana’ quando, durante il Premio Nazionale d’arte dell’agosto scorso, gli organizzatori avevano messo in calendario un fitto programma di iniziative culturali, ma così non è stato. Vedremo di nuovo gli orrendi tendoni che snaturano il paesaggio, le bancarelle, sentiremo il puzzo di fritto, assisteremo al traffico impazzito ed al il parcheggio selvaggio. Proprio da Nogarin non mi aspettavo questa capitolazione e vorrei sapere da lui in cambio di cosa.

Donatella Nesti

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