Fare per fermare il declino: Renzi, le disillusioni hanno un prezzo molto alto

Primo Levi diceva: “Tutti coloro che dimenticano il proprio passato sono condannati a riviverlo”. In questi giorni, in maniera inquietante, il ricordo va a quel 31 ottobre 1922 quando un monarca aprì le porte alla dittatura in questo Paese. Si dirà, non sono più quei tempi. Ma Giorgio Napolitano, che già ci ha regalato Monti, Letta e prossimamente Renzi, sta massacrando la democrazia. Ma è proprio tutta colpa del monarca? O di una classe politica tanto incapace di affrontare i problemi reali del Paese e attaccata alla poltrona, quanto terrorizzata dal mettere coraggiosamente mano ad una legge elettorale decorosa che potrebbe minacciare il piccolo potere conquistato? Re Giorgio, burocrate del PCI, è l’espressione di questa classe politica che pur di non rischiare di perdere le proprie posizioni di rendita, si stringe attorno al nuovo dictator, giovane, brillante, simpatico, toscano, che sembra proprio il messia del nuovo che tutti ci aspettiamo. Certo, è indubbio, ha faticato a combattere la nomenclatura del suo stesso partito, ma darà veramente un colpo mortale anche all’establishment di questo Paese? La sua forza è proprio la mediocrità dell’attuale classe politica, ed il prezzo che noi paghiamo per questa speranza è il più odioso schiaffo alla democrazia che si potrebbe pensare. Che fare? Mantenere i nervi saldi, l’attenzione massima ed incrociare le dita. Si ricordi Renzi che le disillusioni hanno un prezzo molto alto.

Restiamo vigili!

Celeste Vichi

Coordinatore Comitato Fare per Fermare il Declino Livorno

 

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