Edilizia, Confindustria: “Persi oltre 2mila posti”

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Ecco l’analisi di ANCE Livorno-Confindustria, CNA e LegaCoop sulla situazione del settore edilizio. La crisi del settore edile della nostra provincia ha assunto dimensioni veramente allarmanti; un settore costituito da aziende di medio piccole dimensioni operanti in quattro principali campi di intervento: Edilizia civile (nuovi edifici, manutenzioni, restauri e ristrutturazioni), Edilizia industriale (manutenzioni e nuovi impianti), Appalti pubblici e Filiera dei materiali da costruzione (cave, produttori di laterizi, conglomerati e componenti per l’edilizia). Negli ultimi 5/7 anni le aziende del settore sono state schiacciate da un micidiale mix di fattori dovuti alla crisi: mancanza di credito dal sistema bancario, semi-azzeramento degli investimenti pubblici e degli interventi privati, blocco del mercato edilizio, problematiche nella riscossione dei crediti ed una forte rigidità normativa del sistema fiscale. Le conseguenze dirette sulla nostra provincia sono misurabili nel numero impressionante di aziende cessate, con il relativo personale dipendente, dal 2008 ad oggi. 406 imprese in meno in soli sei anni, più di 2000 posti di lavoro dipendente persi, una stima che vede una media di oltre 350 posizioni lavorative l’anno scomparse. Uno stillicidio impressionante, che ha avuto – però – molta meno enfasi mediatica di altre analoghe situazioni di crisi, perché avvenuto in modo lento ma inesorabilmente progressivo. E’ giusto quindi affermare che è praticamente finito un intero settore economico? No. Ha subito un durissimo colpo dal quale potrà riprendersi attraverso una profonda trasformazione e solo con la giusta attenzione degli enti locali. Rigenerazione, riqualificazione, efficientamento energetico, ecosostenibilità, sono i termini che caratterizzano questa nuova stagione del settore delle costruzioni: l’Edilizia 2.0. Un nuovo corso, tracciato dalle modifiche normative nazionali e regionali rispetto alle quali occorre che la Regione ed i Comuni indirizzino fortemente gli interventi e le scelte di politica urbanistica (attraverso coerenti scelte di pianificazione e di sostegno fiscale). Vi sono alcune situazioni che galleggiano nell’inerzia generale, mentre necessiterebbero di rapide risposte:

i lineamenti del nuovo Piano Regolatore sul tema degli incentivi concreti al riuso ed alla rigenerazione di immobili abitativi e/o produttivi;
le scelte sulle aree di riqualificazione urbana come ex Pirelli, Mercato Ortofrutticolo, quartieri Nord, Piazza del Luogo Pio;
le politiche inerenti le aree produttive dove insediare quelle aziende che dovranno trattare i materiali di recupero dei processi rigenerativi come Puntone del Vallino;
garantire e tutelare la disponibilità – possibilmente a chilometro zero – dei materiali naturali da costruzione (laterizi, calci, pietre, legname, ecc.) e di quelli tecnologicamente avanzati.

E’ su questi temi che le Associazioni si augurano che possa incardinarsi quanto prima un confronto collaborativo con l’Amministrazione Comunale di Livorno. Una situazione di questa gravità richiede un approccio assolutamente diverso rispetto a quanto registrato fino ad oggi. Senza continuare a guardare indietro – quindi – fare decisi passi in avanti, promuovendo un’agenda strategica che detti le priorità, i tempi ed i modi con cui procedere con spirito di collaborazione che le Associazioni ribadiscono ancora una volta. L’imminente accordo di programma rappresenta l’occasione per dimostrare la capacità e la determinazione con cui il territorio vuole reagire alla crisi.  Quindi la parola d’ordine deve essere “fare presto e fare bene”.

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