Io disabile multato per l’auto in controsenso

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Spesso il ligio rispetto delle regole surclassa il buonsenso. E’ proprio questo il caso di Fabrizio Torsi, responsabile dell’Associazione Paraplegici di Livorno, che ha trovato un fogliettino rosa sul parabrezza della sua auto perché parcheggiata in controsenso in un parcheggio riservato ai portatori di handicap. Ma andiamo con ordine. Era il 10 marzo scorso quando Fabrizio, dopo alcuni giri a vuoto in centro città, decide di entrare in controsenso negli scali del Corso, strada parallela al Comune, nota a tutti perché sede de “Il Vernacoliere”. Fabrizio prende questa decisione non tanto perché è un pirata della strada ma per un semplice motivo (che si evince anche dalla foto che lo stesso Torsi ha inviato a Quilivorno.it e che abbiamo pubblicato in pagina): la necessità di far scendere l’ascensore da sotto l’auto per poter scendere. E l’unico modo di parcheggiare e uscire dall’auto è proprio quello, visto che parcheggiandola non infrangendo il codice della strada non sarebbe potuto scendere a causa della mancanza di spazio sul marciapiede.
“Al mio ritorno – spiega Fabrizio questa mattina al telefono alla redazione di Quilivorno.it – ho trovato la multa e l’agente della municipale che aveva appena strappato il fogliettino rosa. Ho provato a spiegargli la situazione e gli ho mostrato anche il funzionamento del mio ascensore. Non avrei potuto far altrimenti. La mia auto non è solo un vezzo, è essenziale per me per spostarmi, per vivere. A volte diventa anche il mio bagno personale in quanto non tutti i locali sono provvisti di bagni accessibili per disabili”.
L’amarezza di Fabrizio Torsi è tanta. “A questo punto dico ok, pago la multa – spiega Torsi-  ma voglio che da domani, cioè oggi, tutto sia a misura per noi disabili: tutti i negozi in centro abbiano una scivolo all’ingresso, i bagni siano a nostra portata, sia fatta vigilanza seria agli scivoli per disabili lungo i marciapiedi. Se tutto ciò accade allora ben venga essere ligi al dovere e pagare questa multa. Ma se devo pagare questi 39 euro, e non è per la cifra, e poi tutto rimane così com’è, completamente noncuranti della situazione in cui noi siamo costretti a vivere, allora non mi va bene. L’agente che mi ha fatto la multa mi ha detto che aveva capito la storia e che avrebbe fatto di tutto per togliermela. Ma il problema rimane. E’ che questa città non è a misura di disabile”.

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