Coppa Barontini dedicata a Ciampi, ma lo merita davvero?

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La 49esima edizione della Coppa Barontini, importante gara remiera livornese che si svolgerà il prossimo 18 giugno, è stata dedicata all’ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, perché, secondo Massimiliano Talini, Presidente della Coppa Barontini, Ciampi è un livornese che ama Livorno.

Evidentemente Talini sa cose che io non so perché mi risulta che Ciampi non abbia mai dimostrato molto amore per gli italiani ed è noto che i livornesi sono italiani. Non mi sembra che abbia dimostrato amore quando, come Governatore della Banca d’Italia, difese in modo inopportuno la nostra moneta facendo perdere all’Italia 60mila miliardi di lire ed anche quando, come Capo del Governo, cedette agli americani, a prezzi stracciati, un nostro gioiello industriale (Nuovo Pignone) e perfino in occasione delle frettolose chiusure di fabbriche, come l’Enichem di Crotone (dava lavoro a 5000 addetti) ed il cui prodotto (fosforo) siamo costretti a comprare all’estero, ecc.

Ma non lo ha dimostrato nemmeno con il ripristino della costosissima festività del 2 giugno, o per il mantenimento del dispendioso apparato del Quirinale (ci costa più del Presidente americano e della Corte d’Inghilterra) e neppure per i suoi viaggi in India e Cina durante i quali ha invitato i nostri imprenditori ad investire in quei paesi, senza pensare che, così facendo, avrebbe favorito l’aumento della nostra disoccupazione. Non dimentichiamoci, poi, che è uno dei due responsabili (l’altro è Prodi) della sciagurata entrata nell’Euro i cui effetti negativi sono, ormai, più che evidenti.

Per rispetto verso Ciampi che, comunque, è stato il nostro Presidente, ometto di elencare altre “perle” contenute nel suo curriculum, ma non posso esimermi dal sollecitarlo a rinunciare a parte dei suoi introiti, più di 50.000 euro al mese (chissà cosa se ne fa), e dei suoi molti, troppi, privilegi che, come è noto, per noi contribuenti sono solamente un costo, sempre più difficilmente sostenibile in questa fase di lacrime e sangue per gli italiani, livornesi compresi.

Gennaro Ceruso (un cittadino che ama, veramente, Livorno)

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