Ecco come si presenta l’orto botanico. Il museo risponde

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Gentile Redazione, ho avuto l’idea di portare all’orto botanico di Livorno alcuni visitatori. Quindi arrivato al museo di villa Henderson ho fatto vedere il museo ed era meglio che non concludessi la visita all’orto. Ecco le foto delle erbacce e non aggiungo altro.

Antonio Caprai

La risposta di Anna Roselli, direttrice del museo di via Roma –  Sì a Livorno c’è un orto botanico! E’ l’orto botanico del Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, inaugurato nel giugno del 2000, 5.000 mq dedicati alla flora e vegetazione dell’area geografica del mediterraneo. Il complesso museale è di proprietà della Provincia. Non è un orto “classico” sviluppa aree collinari con diverse tipologie di substrato rappresentative di ambienti pedologici specifici delle aree continentali ed insulari della provincia di Livorno, quindi l’idea progettuale era ed è la ricostruzione di “associazioni vegetali” più che la analitica raccolta di singole specie. L’orto ha comunque anche un’area più “classica” ovvero l’Area della Farmacoetnobotanica. Quest’area ha un preminente utilizzo didattico divulgativo ed ospita specie vegetali aromatiche ed officinali la maggior parte delle quali presenta un ciclo annuale e quindi l’aspetto delle vasche varia stagionalmente. Detto questo può accadere che:

 

–          con solo 8 dipendenti (nessuno con stipendio dirigenziale) per tutto il Museo;

–          nessun giardiniere dato che tre anni fa è stato interrotto il rapporto a contratto con l’unico che lavorava nel Museo;

–          nessuna risorsa disponibile per spese di manutenzione e/o reimpianto;

–          nessuna risorsa per rinnovo attrezzature, impianti didascalici, strutture, acquisto concimi, terricci, ecc.;

 

può accadere che il visitatore trovi l’Orto botanico non al meglio delle sue potenzialità. Il museo per ovviare il più possibile alle ristrettezze di mezzi e personale ha attivato da anni una convenzione con la cooperativa Sociale Blu Cammello che lavora con malati psichiatrici che una volta alla settimana operano presso le aree verdi del complesso museale; ha chiesto aiuto al volontariato ed in particolare l’Associazione Amici del Museo di Storia Naturale ha reso possibile l’acquisto di cancelli in legno per la messa in sicurezza dell’Orto ed alcuni volontari nella passata stagione estiva hanno operato con lo staff del Museo per la manutenzione, mentre il Gruppo Botanico Livornese da anni collabora con il Museo per la raccolta sul campo dei semi delle piante che vengono poi studiate e conservate nel “Banca per la conservazione del germoplasma vegetale”. A tutti i nostri volontari va il nostro caloroso ringraziamento sperando che il numero possa continuare a crescere. Ma lo sanno i livornesi che il museo e’ della Provincia e che rischia la chiusura? Noi operatori museali combattiamo ogni giorno non solo e soltanto per difendere il posto di lavoro ed il salario ma per tenere il museo vivo e aperto per tutti i cittadini, per le scuole (media di 15.000 studenti ad anno scolastico), per le famiglie, per il volontariato culturale (oltre 5.000 adulti che seguono ogni anno le attività pomeridiane di formazione), per chi studia, per i turisti che Livorno riesce ad intercettare (utenza del 2013 68.076 persone). Teniamo aperto il Museo per 305 giorni all’anno, sempre il sabato e la domenica, l’impegno personale di chi lavora al museo è altissimo e tutti fanno di tutto. La battaglia si gioca e la giochiamo su tutti i fronti, dal mantenimento dei servizi classici quali: apertura, visite guidate, attività didattiche per la scuola, found raising, conservazione/ricerca/studio; alla creazione di nuovi servizi quali ad esempio: l’organizzazione del Bookshop – gestito direttamente dal personale del museo, l’apertura del Minizoo – nuova area didattico/espositiva dedicata alla zoologia degli invertebrati e piccoli vertebrati viventi, l’avvio di nuovi servizi: “Compleanno al Museo” (insieme agli animatori scientifici i bambini trascorrono il pomeriggio imparando e divertendosi); possibilità di festeggiare matrimoni, battesimi, comunioni, ecc.; attivazione di servizi di “ludo – scienza” e dei “Campus estivi”, aumento delle aperture serali con organizzazione di eventi speciali culturali, musicali, teatrali, osservazioni astronomiche, ed in collaborazione con il territorio: Notti Bianche e Blu, Notti dell’Archeologia, sviluppo del complesso museale come Centro Congressi, creazione dell’area Book Crossing per la libera lettura e scambio libri; attivazione della WiFi free, ecc. E’ chiaro che per sostenere tutto questo il personale, compreso il Direttore (che non ha stipendio da dirigente), ha svolto in questi anni il lavoro di propria competenza ed anche tutto il resto “non di competenza”. Lunga sarebbe la lista delle diverse azioni svolte – improvvisandosi altro rispetto alle proprie specifiche mansioni – da ognuno dei dipendenti del Museo.
La necessità costringe il personale ad agire, comunque, per interventi irrinunciabili quali ad esempio: la pulizia di tutti gli spazi (sale, servizi igienici, aree accoglienza) nei giorni di assenza (sempre sabato pomeriggio e domenica) della ditta deputata alle pulizie, la tinteggiatura di spazi; oppure il direttore deve intervenire gioco forza, quando necessario, anche per interventi di pulitura degli scarichi della fogna nera (vedi foto); Combattiamo perché, come recita il Codice dei Beni Culturali (Legge dello Stato): I musei sono servizi pubblici e come tali vanno preservati e mantenuti aperti!!! Invitiamo tutti i livornesi a visitare e a sostenere il museo di storia naturale del mediterraneo ed il suo orto botanico.

 

 

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