BuongiornoLivorno: il futuro di Aamps si decida a Livorno

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La vicenda Aamps occupa da molti mesi gran parte del dibattito politico cittadino e si svolge su un piano tecnico, burocratico e amministrativo molto complesso che per molti cittadini, anche per i più attivi politicamente, risulta di difficile comprensione e lettura. Con questo commento alla vicenda ??#‎BuongiornoLivorno‬ intende offrire un piano di lettura diverso, più generale, che affronta aspetti legati al ruolo delle istituzioni nell’interesse primario della collettività e del rilancio dell’economia cittadina.

I riferimenti che riteniamo importanti sono di carattere generale e riguardano l’attuale procedura di concordato in continuità aziendale di Aamps, che è stata ammessa dal tribunale civile fallimentare.
In tale quadro si inserisce l’intervento regionale sulla procedura concorsuale di concordato di Aamps, attraverso una lettera, indirizzata direttamente al commissario giudiziale che sta curando la procedura di concordato preventivo, e quindi in una fase tutt’altro che definita, riguardo il ruolo di Ato Toscana Costa e l’affidamento del servizio rifiuti.
Qui sono almeno due i punti su cui occorre riflettere: il primo riguarda il ruolo istituzionale della Regione, in una fase così delicata della procedura concorsuale e il significato di tale intervento rispetto allo stato di diritto legato al percorso tecnico della procedura di concordato.

Il secondo è invece relativo all’azione incessante svolta dalla stampa cittadina a supporto della tesi del primato assoluto di Reti Ambiente di procedere come meglio crede rispetto alla gestione del servizio rifiuti. Tale tesi non risulta a nostro avviso percorribile, poiché la concessione del servizio dei rifiuti ad Aamps è valida fino al 2030 e poiché la stessa Reti ambiente non sarebbe in grado di svolgere tale servizio poiché non ha acquisito quote e rami di azienda tali per svolgere la gara entro il 2017.

Sull’impostazione della Regione Toscana, si inseriscono ulteriori prospettive, che non trovano riscontro nello stato di diritto, rispetto alla ricapitalizzazione e alla negazione della continuità aziendale, al fine di indurre il Comune a rinunciare al concordato preventivo, mentre è all’interno di quest’ultimo che si risolve la ristrutturazione, proprio per evitare il fallimento.

Anche sul piano degli atti amministrativi c’è da dire che è vero che la delibera del dicembre 2014 costituisce solo un atto di indirizzo per uscire da Reti Ambiente, ma è anche da non sottovalutare il fatto che la delibera del 2011 non è vincolante nei riguardi del Comune sull’obbligo a conferire futuro “gestore unico” il servizio di gestione dei rifiuti previo conferimento di azienda.

Vi sono questioni strategiche per il futuro di Aamps e quindi del territorio e dell’economia livornese, che non possono passare dal piano della contrapposizione e dello scontro politico nazionale tra Pd e 5stelle, che non può assorbire tutto il dibattito tra aspetti e dispetti legislativi e burocratico-amministrativi, ma che devono rimanere su un piano istituzionale.
Lo stesso Consiglio Comunale potrà essere centrale se con il suo lavoro sarà in grado di garantire che siano perseguiti gli obiettivi per una gestione in house dei rifiuti.

È fondamentale, al punto in cui siamo, che le valutazioni sul futuro di Aamps e sulla gestione dei rifiuti in house restino dentro e non fuori la procedura, evitando interferenze e salti in avanti che hanno contribuito troppo spesso all’assunzione di toni inquisitori nel dibattito, che vanno a scapito della città, dei lavoratori e degli utenti finali del servizio.

Direttivo #BuongiornoLivorno

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