“Belli gli attrezzi alla Terrazza, peccato siano per adulti”. Il Comune risponde

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Vi scrivo in quanto vorrei condividere con tutti voi la mia gioia ed il mio stupore nel vedere che finalmente alla Terrazza Mascagni, uno dei parchi più belli di Livorno dove affluiscono migliaia di bambini e turisti ogni mese, hanno messo dei giochi per i bambini…, no scusate, era un abbaglio, sono attrezzi ginnici per adulti! Ma come! Tutti i livornesi si lamentano perché alla terrazza non vi sono giochi per bambini, come del resto nelle altre zone di Livorno e loro mettono attrezzi ginnici! In queste feste era una cosa comica, vedevi questi poveri bambini fare lo scivolo nelle panche inclinate in legno per gli addominali e montare nelle parallele per atletica arrampicati sui babbi esausti, che vergogna. Ma poi li hanno messi vicino all’acquario ed alla passeggiata, quindi secondo quelli del Comune i Livornesi vanno a fare addominali ed a sudare un mezzo ai bambini ed in mezzo alla gente che tranquilla passeggia compresi i turisti che vanno all’acquario?
Non è per essere a tutti i costi critico, ma non si rendono conto che a Livorno le uniche cose che funzionano sono quelle dedicate ai bambini? Vi prego Quilivorno.it, aiutaci a sensibilizzare il Comune di Livorno rispetto a questo aspetto.

Daniele Fiorini

IL COMUNE RISPONDE
In riferimento alle lamentele relative alla collocazione di attrezzi ginnici presso la Terrazza Mascagni, attrezzi per “adulti” anziché giochi per bambini , l’Ufficio Gestione del Verde Urbano del Comune risponde. “La scelta di collocare nuove attrezzature ginniche nell’area a verde della Terrazza Mascagni è dovuta a specifiche richieste da parte della circoscrizione del territorio (circoscrizione 3). Più volte infatti la circoscrizione ha evidenziato la necessità – anche su esplicito sollecito di vari comitati di zona- di dotare l’area di attrezzi da ginnastica per i numerosi cittadini che frequentano la zona ed hanno fatto del lungomare un vero e proprio percorso ginnico. Da sottolineare poi che già in passato erano state installate attrezzature ginniche nelle stesse aiuole. Quanto al fatto di non collocare giochi per bambini in quest’area della Terrazza, così come su tutto il lungomare, rientra in una scelta tecnica dell’Amministrazione. La scelta è quella – a parte qualche rara eccezione come in piazza della Vittoria o in Banditella ( dove c’è un’altalena) – di posizionare giochi specifici per bambini solo nei parchi, in spazi chiusi e recintati, per meglio preservarli da atti vandalici durante le ore notturne”.

La contro-risposta del lettore Daniele Fiorini: “I bambini sono tutto per una città”
Ringrazio il Comune della risposta e dell’attenzione prestata. In ogni caso però il problema non è quello di aver fatto gli attrezzi ginnici, bensì la poca priorità rispetto ad attrezzature per il gioco dei bambini e la collocazione degli stessi. Quello è uno dei luoghi più frequentati dai bambini e dai turisti ed a me pare poco idoneo collocare attrezzi ginnici, oltretutto, riguardo la paura per gli atti vandalici, anche gli attrezzi ginnici sono soggetti ad atti vandalici ma ogni altra cosa lo è: allora non dovrebbe essere fatto niente se non in luoghi recintati.
Per ovviare a quel problema basta utilizzare materiali idonei antifuoco ed anti-usura (non legno pur essendo un materiale bellissimo) e non meno intensificare i controlli in quei posti, tra l’altro mai o meglio raramente nei posti più frequentati di Livorno si vedono vigili atti al controllo…Comune di Livorno, voglio ricordare che i bambini sono tutto per una città, sono gioia, sono turismo, sono presente e futuro, sono l’humus per una città e vi assicuro che questo non sembra un filo conduttore della gestione dell’Amministrazione Comunale di Livorno (vedi anche la situazione dei nidi e delle materne). Lo so, vi sono problemi di costi, ma investire nei bambini vuol dire avere un ritorno in futuro. Basta guardare il Museo Civico di Storia Naturale, da quando è gestito con attività per i bambini, ha trovato nuova vita.
Spero che il Comune non interpreti queste parole come critiche o insulti fini a se stessi bensì come consigli di una persona che ama questa città e che l’ha vissuta in pieno sia da ragazzo che da padre.

 

 

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