Barriera architettonica davanti al tribunale…e la sedia a rotelle per strada

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Scrivo questa lettera alla redazione di Quilivorno.it, per portare l’attenzione sulla barriera architettonica creata davanti al tribunale civile di via de Larderel. Stamani tornando a casa ho notato un padre che trasportava  il figlio, penso colpito da Sla, sulla sedia a rotelle, costretto a dover scendere dal marciapiede dove è situata la barriera architettonica, fare un pezzo in strada con le macchine che arrivano in senso contrario per poi rimontare sul marciapiede. Vi sembra giusto?
Qualcuno potrebbe obbiettare: “poteva passare dall’altro marciapiede?” Peccato che nell’altro marciapiede battesse il sole!
Tale barriera è stata creata per far si che i ciclisti non passassero più dal tratto di marciapiede stesso.
Premettendo che il primo errore fu proprio l’ideazione della pista ciclabile sul marciapiede,  ora non si potrebbe porre rimedio togliendo tutti quei paletti in modo che le persone in carrozzella o le carrozzine dei bambini possano passare liberamente.
Per quanto riguarda i ciclisti, vi costa davvero tanto rientrare in strada nel pezzo di Via de Larderel per poi riprendere la pista quando ricomincia…
Basta poco per poter vivere serenamente , rispetto reciproco e educazione civica.

Angela Mazzantini

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