Aci Livorno: i dubbi dell’Ente sul nuovo DdL ‘Concorrenza’ i

Fa discutere il nuovo Disegno di Legge sulla ‘Concorrenza’ elaborato dal Governo e in particolare, la disposizione che inserirebbe, tra le condizioni individuate per l’applicazione degli sconti da praticare a favore degli automobilisti, la rinuncia al diritto di cessione del credito e l’obbligo di riparazione presso le officine convenzionate delle assicurazioni.

“Dietro i principi legittimi di tutela del consumatore e riduzione delle tariffe assicurative, ancora una volta si attacca il mondo delle carrozzerie indipendenti” è stato l’attacco della Cna autoriparazioni per bocca del suo presidente Franco Mingozzi.

Dopo che anche il Consiglio Regionale ha approvato, all’unanimità, una mozione per chiedere “l’approvazione, in sede parlamentare, della proposta di legge presentata da Confederazione Nazionale dell’Artigianato e Confartigianato recante: ‘Modifiche al Codice delle assicuazioni private, di cui al decreto legislativo 7’”, lo stesso Automobile Club Livorno ha deciso di schierarsi al fianco di tale posizione.

L’Ente di via Verdi concorda sul fatto che lo sconto significativo del quale si parla nel Ddl in realtà risulti assai vago e la cui possibilità di calcolo non venga specificata neanche attraverso appositi parametri numerici o percentuali. Condivisione di vedute anche sull’altrettanto importante aspetto del ‘ricatto morale’ al quale l’automobilista si trova costretto a sottostare: appare ingiusta e ingiustificabile la scelta forzata tra il vantaggio del riconoscimento dello sconto e la libera scelta di riparare il mezzo presso un’officina nel cui operato si nutre magari ormai da tempo fiducia.

“Parlando delle assicurazioni la verità è che, con la scusa di limitare le frodi, le suddette cercano di mettere le mani sulle carrozzerie, costringendole a prezzi imposti ‘da fame’ e fornendo loro direttamente i ricambi. Se prima il cliente poteva scegliere quali ricambi e da quali carrozzerie di fiducia farsi assistere, d’ora in poi sarà soggetto alle decisioni imposte dall’alto dalle compagnie – sottolinea Riccardo Heusch, Presidente della Commissione Traffico e Mobilità – Tutto ciò in barba alla democrazia e alla, a questo punto, solo presunta libera scelta. Tutto questo senza contare che i vantaggi legati al risparmio risultano in pratica riservati solo alle stesse compagnie assicurative, mentre per gli automobilisti non credo cambi molto rispetto ad una oculata scelta del rinnovo della polizza.”

Sulla medesima linea d’onda anche il Presidente della Commissione Tutela degli Automobilisti, Virgilio Marcucci.

“Sono perfettamente d’accordo: il mondo delle assicurazioni è un altro dei tanti buchi neri della società italiana. Per esperienza personale, posso raccontare di un episodio che conferma questa totale assenza di trasparenza nello stilare le tariffe da parte delle compagnie di assicurazione in materia di Rc auto. Per il rinnovo della copertura di una Toyota Yaris, mi è stato presentato un preventivo che prevedeva un ingiustificato aumento del 5.2% rispetto all’anno precedente. Questo nonostante la parallela verifica di proposte, se possibile ancora più esose, proposte da altre società concorrenti e malgrado il fatto che, al momento della richiesta, la situazione e le condizioni del mezzo in questione si presentassero esattamente identiche (cosa che implica ovviamente il non essere stato coinvolto in alcun sinistro) a quelle prese in considerazione dalla stessa compagnia 365 giorni prima”.

Alla luce di questo semplice ma significativo esempio che conferma però un trend generalizzato su scala nazionale (quasi un +30% delle tariffe negli ultimi 10 anni nel nostro Paese, più del doppio rispetto al +13,6% registrato nell’intera area euro), “appare evidente – conclude Marcucci – che le presunte motivazioni per i citati potenziali sconti rappresentino in realtà, almeno al momento una mera e vaga promessa priva di qualsiasi fondamento concreto.”

 

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