Prof livornese in Antartide. “Tutto grazie ad un link”

Racconterà tutto quello che succederà intorno a lei attraverso un blog creato dai suoi alunni e chiamato "Vespucciinantartide"

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di Filippo Ciapini

Si trova in “casa nostra” l’unica insegnante italiana che a dicembre partirà per l’Antartide per un progetto di ricerca organizzato dal Cnr. Marianna Daniele, docente al Vespucci, rivela come la sua curiosità per questa iniziativa si sia subito trasformata in interesse: “Mi è capitato di aprire un link dove vi era scritto “Bando di selezione Scuola Polare Estiva e così è iniziato tutto”. “La scuola polare estiva – continua – è un corso di formazione, in accordo col Miur,specifico per insegnanti. Lì non solo vengono studiati ed approfonditi nuovi strumenti di conoscenza alle scuole medie e superiori, ma si tratta di un vero corso di sopravvivenza dove si impara a fronteggiare le possibili situazioni di pericolo”. Dopo aver partecipato alla scuola estiva, che si è tenuta lo scorso anno in Valle d’Aosta, la professoressa di geografia ha deciso di sviluppare un nuovo progetto chiamato “Scopriamo l’Antartide” che ha coinvolto i suoi alunni, chiamati per l’occasione “Pinguini”, e le varie scuole medie della provincia. Grazie a questa iniziativa si garantisce il posto nella XXXI edizione della spedizione in Antartide organizzata dal Pnra (Programma Nazionale
di Ricerca in Antartide).”Avrò il compito della divulgazione scientifica per la scuola. Racconterò tutto quello che succederà intorno a me attraverso un blog creato dai miei alunni chiamato “Vespucciinantartide”. Pubblicherò video e tratterò vari ambiti, soprattutto quello biologico umano”.
La partenza avverrà tra un mese circa e comprenderà tappe come gli Emirati Arabi, l’India e la Nuova Zelanda. Proprio da lì prenderà un nave che, dopo 40 ore di viaggio, la porterà direttamente alla base Mario Zucchelli.”Mi aspetto di poter trasmettere ai miei studenti le emozioni che vivrò a livello personale e spero inoltre di poter trasformare questa esperienza in un’opportunità didattica” conclude la prof.ssa Daniele.

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