Clochard livornesi aiutano il Mozambico

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di Roberto Olivato

E’ dal 2002 che la Comunità di Sant’Egidio opera in Mozambico a sostegno di quelle popolazioni per aiutarle a combattere l’Aids, la malnutrizione, soprattutto quella infantile, e tutte le malattie croniche quali tubercolosi, malaria ed altre patologie. Per far fronte a queste esigenze la Comunità ha predisposto il programma Dream che ha permesso nel corso di quest’anno di registrare la nascita di bambini sani pur se partoriti da madri sieropositive. A questo importante progetto, che è in piedi da oltre un decennio, hanno partecipato anche esponenti di Livorno come ci racconta Sabatino Caso rientrato da pochi giorni da Maputo dove ha collaborato per quasi un mese in un centro che assiste oltre duemila persone: “La nostra prima presenza in Mozambico fu per ridurre il contagio dell’Aids, dove distribuivamo latte in polvere per i neonati evitando l’allattamento materno che in moltissimi casi trasmetteva la malattia. Oggi dopo l’evoluzione medico-scientifica che ha permesso la somministrazione di particolari farmaci, il pericolo di trasmissione dell’Aids per allattamento è scomparso”.
In quanti siete partiti da Livorno e per fare che cosa? “Il numero dei volontari non è sempre lo stesso, quest’anno eravamo tre ed oltre collaborare con gli operatori sanitari, abbiamo offerto assistenza a donne, bambini e ad anziani soli nelle città e nei villaggi “.
Livorno come partecipa al progetto Dream? “Oltre che col volontariato a cui accennavo, anche con adozioni a distanza sia di bambini che di anziani grazie al contributo di tanti amici”.
Ma quello che è più toccante e che meglio descrive lo spirito della Sant’Egidio è che il 28 aprile, in occasione del sabato delle Palme, circa una sessantina dei cosiddetti clochard di Livorno hanno offerto dei loro spiccioli per aiutare i loro omologhi mozambicani. La somma raccolta di trecentonovanta euro è stata consegnata dai responsabili livornesi, in occasione di quest’ultima loro missione. Un significativo segnale di fratellanza, reso ancor più toccante per i soggetti che vi hanno partecipato e che nel più assoluto anonimato hanno impartito una grande lezione di civiltà e di umanità a tutti noi.

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