Al Goldoni la duchessa di Chicago

La Compagnia Italiana di Operette oggi si avvale di una ricca scenografia e lussuosi costumi con il comico Matteo Micheli e la soubrette Silvia Santoro

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Tutto il fascino dell’operetta viennese con il gusto del musical americano: è “La Duchessa di Chicago”, un titolo brillante e melodico del compositore ungherese Emmerich Kàlmàn, atteso domenica 26 gennaio, alle ore 17 al Teatro Goldoni di Livorno nell’interpretazione di una delle compagini storiche più affermate nel repertorio della “piccola lirica” quale la Compagnia Italiana di Operette.
Prosegue così la Stagione Lirica della Fondazione Goldoni, aperta dal grande successo della “Carmen” inaugurale e della “Cavalleria rusticana” per il 150° anniversario della nascita di Mascagni, opere salutate dal pubblico con tutti “sold out”, con uno spettacolo che porterà l’ascoltatore in una dimensione sognante avvicinandolo sempre più ad un genere la cui classicità e comicità sono uniche ed indiscusse.
Soprattutto quando l’autore è un musicista come Kàlmàn, considerato insieme a Franz Lehár l’autore principale delle operette nell’Europa dell’inizio del XX secolo: “La Duchessa di Chicago” ha un taglio chiaramente satirico, sullo stile del “cabaret politico” in auge in alcuni ambienti culturalmente evoluti nella Vienna degli anni ’20, che Kalman non esitò a sfruttare per prendere di mira con evidente ironia, gli anni ruggenti “Americani”, ispirato dai ritmi jazz e del charleston e dall’evidente influsso musicale di Gershwin, di cui era amico e che compose proprio sul suo pianoforte la sua celebre “Rapsodia in blue”.
Il confronto con Gershwin investì Kàlmàn di una nuova, inesorabile energia e fu così che, accordandosi con gli esperti librettisti Brammer e Grunwald, nel 1929 pensò di scrivere un’operetta che evidenziasse il contrasto tra melodie viennesi post-straussiane ed accenti propri della musica di Gershwin. Nacque così questo singolare prodotto nel firmamento operettistico, tutto da scoprire, che narra le divertenti peripezie di una giovane miliardaria americana, Mary Lloyd, che girando il mondo a caccia di nuove emozioni finisce per acquistare il castello reale nel paese di Silvaria, sull’orlo della bancarotta, assicurando così una cospicua somma per l’agonizzante bilancio statale ma con il disappunto dell’orgoglioso principe Sandor Boris del quale subito s’innamora. Le schermaglie fra Miss Mary e il principe continueranno fino al momento in cui anche il principe, in un finale pieno di colpi di scena, confesserà a Miss Mary il suo amore.
“Ho cercato di calare la storia in un ambiente più adatto a mantenere costante il rapporto musica parola – spiega il regista Marco Prosperini – ho voluto infatti, che tutto il racconto si sviluppasse in un clima di favola all’interno di un castello di un regno immaginario, con i personaggi che da quel regno scaturiscono. Non caricature certamente, ma raccontati come in una favola dei fratelli Grimm. Invece, reali, veri e presenti, saranno solamente gli “Americani” della storia, la Duchessa e mister Bondy”.
Attiva da oltre 60 anni nella produzione di un genere di spettacolo a cui non è mai mancato il favore popolare, la Compagnia Italiana di Operette oggi si avvale di una ricca scenografia e lussuosi costumi, con il comico Matteo Micheli e la soubrette Silvia Santoro attorniati da giovani e capaci attori, un meraviglioso balletto, cantanti lirici e caratteristi affermati sulla scena nazionale ed internazionale. La direzione musicale è a cura del M° Maurizio Bogliolo mentre le coreografie sono ideate da Monica Emmi.

Biglietti ancora disponibili presso il botteghino del Teatro Goldoni (tel. 0586 204290). Tutte le informazioni su www.goldoniteatro.it

 

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