Lions, il ruggito non basta: promozione sfiorata

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Lions Amaranto Livorno – Polisportiva Paganica Rugby 26 – 22

Livorno: Tamberi, Del Moro, Novi, Mazzotta, Taherzadeh, Pacini, Magni, Scardino, Biagi (C), Basha, Giugni, Montagnani, Doja, Giusti, Ciapparelli. A disp. Umpetti, Ibraliu, Del Re, Rossi, Masciullo, Sarno, Gaggini. All. Daniele Conflitto.
Paganica: Rotellini S, Fiore, Anitori, Cinque (C), Marchi, Rotellini F, Alfonsetti, Chiaravalle, Paiola, Grossi, Proietti, Speranza, Ciampa, Lattanzio, Tresca. A disp. Ciocca, Cona, Barone, Di Fabio, Carratelli, Masciovecchio, Paiola. All. Sergio Rotellini.

di Gabriele Pritoni

I ragazzi di Conflitto non ce l’hanno fatta, troppo alto da ribaltare il passivo patito in trasferta nella gara di andata (9 punti); a festeggiare la promozione sono gli abruzzesi di Paganica, seguiti da un nutrito gruppo di tifosi nonostante la lunga distanza da casa (clicca sul link in fondo all’articolo per guardare la fotogallery di Simone Lanari e Gabriele Pritoni). Fa effetto vedere dei ragazzoni protagonisti di un gioco rude commossi fino alle lacrime ma l’amarezza è assai comprensibile, visto come sono andate le cose: in Abruzzo gli amaranto avevano subito la quarta meta, quella del bonus, all’ultimo minuto, e senza quella segnatura oggi staremo probabilmente parlando di un finale diverso.
I Lions entrano in campo decisi a fare la grande rimonta, sostenuti da almeno 150 persone: hanno i volti determinati ma sono troppo tesi, complici l’inesperienza e la gioventù (ben più alta l’età media del Paganica), e questo, come è naturale nel rugby, fa perdere loro la disciplina. I placcatori non rotolano, la palla non è subito liberata per paura e ci sono delle proteste: l’arbitro fischia e il Paganica ringrazia e calcia. Rotellini fa 4 su 4 nelle punizioni, segnando anche da metà campo, e al 16esimo siamo 0 – 12, con i Lions che, tra in avanti e up and under sbilenchi, non riescono a risalire il campo. Al 20esimo finalmente, dopo una rubata, l’attacco di Livorno cambia lato due volte in velocità, la difesa non riesce ad adeguarsi e c’è la meta, non trasformata, del 5 – 12.
Il match si fa equilibrato ma le migliori giocate sono dei livornesi, che però non riescono mai a concluderle: al 24esimo gran rubata di Biagi, il migliore in campo, che però scivola e non riesce a proseguire la corsa; l’azione sfuma, successivamente, per un banale in avanti. Tre minuti dopo è ancora Biagi che, su un’altra giocata, obbliga al primo fallo Paganica. Il calcio però è sbilenco, il guadagno è scarso e la touche, come non bastasse, è persa. Livorno preme ma è ancora disordinata e non capitalizza neanche su un’altra occasione propiziata dal capitano, che raccoglie in grande acrobazia una touche e apre il gioco, interrotto poi dall’ennesimo in avanti. Emblematica del primo tempo è l’ultima azione, con il secondo calcio di punizione che i Lions sprecano, non riuscendo nemmeno a farlo uscire dal campo, e con un cartellino giallo guadagnato lontano dalla palla.
Nella ripresa Livorno parte ancora male e subisce la meta in spinta, trasformata, per il 5 – 19. E’ forse l’unica occasione in cui il pacchetto di mischia livornese subisce, perchè la sua superiorità, già emersa nei primi 40 minuti, diventerà poi addirittura schiacciante. Ottima la prestazione della prima linea e addirittura magistrale quella del pilone Ciapparelli, che al decimo si fa anche una gran sgroppata sulla sinistra rompendo diversi placcaggi e consentendo la superiorità ai suoi sulla destra: inizia l’ondata amaranto con rapidi passaggi alla mano ma è ancora un in avanti, banale, a fermare gli entusiasmi. Al 12esimo, comunque, ancora grazie alla mischia arriva la seconda meta, trasformata, per il 12 – 19. Il Paganica appare stanco e i Lions prendono fiducia: è ancora Ciapparelli, dopo un paio di splendide folate sulla fascia di Gaggini placcato in fallo laterale, a riportare gli amaranto ai 5 metri: Paganica, che ha rimediato pure lei un cartellino, può solo fare falli per interrompere la spinta livornese e l’arbitro decreta la meta tecnica. Sul 19 pari giocatori e pubblico ci credono ma a dieci minuti dalla fine i Lions commettono l’errore fatale: perdono una touche ai 10m e commettono un fallo sul ribaltamento di fronte: Rotellini non perdona e segna il 19 – 22. Paganica prende un altro giallo e i Lions, con orgoglio, segnano ancora una meta tecnica ma il tempo finisce e la vittoria 26 – 22 ha un gusto amarissimo.
“E’ mancata la disciplina – sono le parole di un deluso Edoardo Biagi – nel rugby è fondamentale; probabilmente abbiamo pagato un po’ l’inesperienza, peccato perchè potevamo farcela”.
Così il DS Bertolini: “Abbiamo perso laggiù, con quella maledetta ultima meta. Qui abbiamo fatto la partita ma i primi falli e i troppi errori ci hanno tagliato le gambe. Abbiamo comunque fatto una grande stagione, guidati da un bravissimo allenatore. L’anno prossimo ci riproveremo”.
L’allenatore Conflitto conferma le parole del giocatore e del dirigente: “Abbiamo perso laggiù perchè il passivo pesante ci ha fatto entrare in campo troppo tesi oggi. Complimenti comunque a loro”.
I complimenti sono ricambiati dall’allenatore abruzzese Rotellini: “Grandi complimenti al Livorno, per come ha giocato da noi e soprattutto per oggi, è stata una bellissima partita. Noi siamo contenti, non speravamo nella finale B ma ce l’abbiamo fatta: a Paganica c’è una grande tradizione di rugby e la società e il pubblico meritavano questo successo”.

 

 

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