Minipalio, il ringraziamento di Martelli e di Sportlandia

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di GIANNI PICCHI (@picchigianni)

“Un ringraziamento a tutti gli atleti di Torino, La Spezia, di San Miniato e di Livorno. Ali accompagnatori, familiari, partner, volontari de amici, che occupano un posto in prima fila per la voro che svolgono durante l’anno.

Vittorio Pasqui, per il quale non vi sono abbastanza parole, il Comitato Palio Marinaro, il Comune di Livorno, la Scuderia Kinzica.

La “Voce del Palio” Max Bardocci, oltre che amico – sostenitore – accompagnatore, e molto altro ancora… degli Atleti Speciali e Valeria Volpe.

Le Sezioni Nautiche che hanno prestato i gozzi, Alessandro Ceccherini e la sua meravigliosa famiglia.

Paolo Ramoni, che, sicuramente, avrebbe preferito essere con noi, che ci ha sostenuto fino in fondo. Pino Cocco, al quale attribuisce sempre “ La colpa di vere dato inizio a questo grande movimento di canottaggio Special Olympics. La pizzeria Paradosso, che, domenica 7 luglio, nonostante fosse di chiusura, ha aperto aperto noi, facendoci sentire tutti a casa.

Chi ha trainato i gozzi fino alla partenza, e, poi, ci ha riportato in Cantina. Gino Falanga, Simone Marchionni, siper star atleta speciale di San Miniato, che scrive “a tutta randa” su FB, e Doranna.

L’assessore allo sport, Maurizio Bettini, che ha promesso di venire a La Spezia, e San Miniato, ad ottobre.

Le bimbe del Labrone, che, per la prima volta, sono montate in barca, come partner, e sono state catturate dai nostri Atleti Speciali.

Andrea Carbone arrivato apposta per noi da Ronma. Augusto Zamboni, arrivato apposta da Genova. Le “splendide Sorelline” Rossi, arrivate apposta per noi dall’Isola d’Elba, Alessia , Maicol ed Aliona, Giacarlo, e tutti i timonieri delle barche Special. Betty, che ha filmato e taggato tutto in tempo reale su FB

Tutte le persone, che hanno contribuito a far sì che, il Palio Special, sia risultato una grande festa gioiosa per tutti. Un abbraccio grandissimo da Sportlandia ( Anna, Olga, Giocaomino, Said, Gabriele, Vittorino, Francesco, David, Daniel, Mauro, Vittorio e Giuliana)”

Questo è il messaggio di ringraziamento che, tramite il nostro giornale, desiderano far arrivare a coloro, che hanno permesso, agli Special Olympics, di allenarsi, e gareggiare, in questa stagione, che, tra l’altro, non è ancora finita.

E’ ormai risaputo, che, il Presidente di questo movimento, è Mauro Martelli. Un atleta, e personaggio, che per vederlo, od andiamo in Cantina dei Vigili del Fuoco, dove si allena, insieme a tutto il gruppo di Sportlandia livornese, od in gara. Gli altri giorni è un normale cittadino labronico. Tanto che i colori di Sportlandia sono amaranto, come del resto sono i colori della squadra dei Vigili del Fuoco, maglia che vediamo, spesso, addosso a Mauro, durante le gare.

Il mondo remiero lo ammira e rispetta, per ciò che ha fatto nel canottaggio, a livello nazionale ed internazionale. Oltre a preparare, ed insegnare, agli Atleti Speciali, chi lo interpella per consigli, e non solo, inerenti, al mondo della voga, è sempre pronto a dare il suo contributo. Così ha fatto quest’anno con il Labrone. Simone Giovannetti, suo amico dai tempi della gioventù, che gli ha chiesto la possibilità di mettere in acqua, al Palio, un armo maschile Under 18. Mauro, in poche ore, ha fatto scendere in gara la gozzetta, con i colori del Labrone, e vincere. Qualcuno, e non sono pochi, non hanno gradito questo suo intervento, e qualche critica se l’è tirata addosso.

E così, come è nel nostro costume, alla richiesta di pubblicare i ringraziamenti, per tutti coloro, che hanno permesso questa bella edizione del Palio nazionale degli Special Olympics, siamo andati in Cantina, ad ascoltare ciò che Mauro Martelli aveva da dire.

Poco distante dalla Cantina dei Vigli del Fuoco vi è la cantina del Palio Marinaro, dovere, davanti, vi è un puntone, con tanto di copertura-tendone, e sopra un tavolo con sedie. Gino Falanga, colui che ha fatto della Cantina un vero e proprio Museo, che varrebbe la pena, almeno una volta, farci una visita, ci invita. Ci sediamo, mentre un venticello ci accarezza, e rende, ancor piu’, piacevole l’incontro.

“ Il Labrone non aveva un equipaggio per il Minialio. Ed ho ritenuto di dare loro la possibilità di gareggiare. Pensai, anche, tre equipaggi solo in gara al Minipalio, non è una bella cosa per Livono. Così iniziai a pensare alla formazione dell’equipaggio. E , conclusi, che vi era bisogno di un equipaggio che avesse già un “insieme”. Cosi’, per l’amicizia, che ho con l’allenatore del Porto Azzurro, gli chiesi se si poteva far gareggiare i suoi vogatori. Dobbiamo però tenere presente, che, questi ragazzi vogano su un tipo di barca, che è diversa da quelle del Palio. Il gruppo è arrivato a Livorno sabato mattina, alle 11 e 15. Gli ho buttato giu’ gli scarmi e loro sai cosa mi hanno detto?…”Come mai sono unti?… Un altro avrebbe detto….Ciao, tiriamo su la barca, ed andiamo a mangiare una pizza, grazie lo stesso, e si và a casa… Però, andiamo avanti, facciamo finta di niente. Una cosa, che è da sottolineare, che, vogando su altre barche, queste, per loro, sono un ferro da stiro. Però dobbiamo dire, a loro favore, che, nonostante i traguardi raggiunti nella loro categoria, hanno tanta umiltà. Ascoltano, recepiscano, ed applicano. Così anche i loro allenatori. Quando vanno a gareggiare, guardano, recepiscano e trasmettono. Mentre, nel nostro mondo remiero, qualcuno pecca di presunzione, e si chiude a riccio. Io, sabato li ho portati in barca, fino alle una, e li ho, solo, impostati, non ho fatto altro. Un’altra cosa che ho fatto, ho preso le misure antropometriche. Nel pomeriggio siamo usciti un’altra ora. Non dimentichiamo, che, poi, le “bimbe, avrebbero gareggiato, con la stessa barca, quindi, altre misure. Quindi, ricordando che le bimbe gareggiavano prima dei bimbi, quelli del Labrone, al termine della gara femminile, hanno dovuto eseguire tutti i lavori necessari, quindi, i ragazzi, hanno fatto poco riscaldamento, forse un’ora, poi, il via della gara. Tra l’altro hanno avuto la fortuna di avere una buona boa.

Non bisogna mettere i ragazzi in secondo piano, nei confronti del risultato. In fondo sono ragazzi di 17 anni come gli altri. Livorno non deve far paura l’Isola d’Elba. Caso mai il contrario. Livorno mette in campo 150 vogatori, quindi non può dare fastidio agli elbani. Dobbiamo fare un passo indietro e riflettere. Poi, in fondo, il mio ruolo è quello di stare con i “miei” bimbi, che non hanno colore. “

Allora perché sei andato sotto i colori del Labrone in questo Palio?

“ Il Labrone è un rione povero. Quindi mi sembra giusto dare un aiuto a chi ha dato un segnale di rispetto verso le nuove regole. E’ uno dei pochi rioni, che hanno i 10 remi, 4, femminile, e maschile. Ed in seconda battuta, il mio rapporto con Simone Giovannetti, amici da sempre. E poi mi dà sempre un aiuto quando ho da fare qualcosa con Special Olympics. Pensiamo che è arrivato ultimo a 10, ultimo a 4, quindi, se c’è bisogni di dargli una mano, perché nò? Andare nel Venezia, Ovo Sodo, in una cantina, dove si vince piu’ spesso, sarebbe stato troppo facile. Senza aver niente contro queste Sezioni Nautiche. Anche dal fatto, se vinci, con questi colori, la gioia, ha una dimensione diversa. Un altro sapore.

Io, innanzi, tutto debbo stare con Sportlandia, che è un patrimonio per Livorno. Basti pensare che, presentare quattro equipaggi, in una manifestazione remiera, come il Palio, cosi’ come al Fattori di San Miniato, è una cosa molto rara. Così come presenteremo, salvo imprevisti, quattro equipaggi ai Giochi Nazionali di Canottaggio. Lo Special Olympics richiede qualcosa in piu’ a differenza di altri sport. Non è che gli alleni, e li metti in gara. Qui vi è bisogno di piu’ persone, che li possano seguire, accompagnare, e dare quell’indirizzo giusto per vogare. E non ci scordiamolo lo scopo umanitario. I ragazzi che non possono vogare, dovranno essere inseriti in maniera diversa, e che si possano sentirsi importanti come gli altri. Migliorare l’autostima, migliorare lo stato psicofisico. Ottenere tutto questo, è piu’ del raggiungimento del risultato sportivo. Poi a quello che non può vogare si fa leggere il giuramento. Si fà portare la bandiera piu’ grande. E proprio perché il Labrone mi è sempre vicino, in un momento, che avevano bisogno di me, non mi potevo tirare indietro. Non mi sembra di aver fatto un dispetto a nessuno.

Sergio Biagini, l’allenatore del Borgo, secondo me, è una delle persone piu’ corrette, e piu’ squisite, all’interno del Palio Marinaro, e mi è dispiaciuto, perché, forse, è stato privato di una vittoria.

Credo che portare un’altra barca nel MiniPalio, abbia migliorato l’immagine della manifestazione. Non dimentichiamoci, che, in passato, hanno partecipato in due, ed a volte in tre. ( che, poi, non ha fatto… gara n.d.r.).

Spegniamo il registratore, e Gino, solerte come sempre, ci porta una bottiglia d’aranciata, belle fresca. Un modo per brindare anche questo.

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