Italiani assoluti: Vizzoni vince ancora

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di Gabriele Pritoni

Fine settimana dedicato ai Campionati Italiani Assoluti su pista a Rovereto, con risultati alterni per la spedizione livornese.
Non nasconde la delusione il DS della Libertas Silvio Laudani: i due atleti di punta amaranto, Mattia Contini e Giacomo Grotti sono rimasti lontani dalle loro migliori prestazioni. Giacomo, al disco, paga forse un anno fin troppo pieno di aspettative, giustificate dai brillantissimi risultati della scorsa stagione ma che lo hanno evidentemente caricato in modo eccessivo sul lato emotivo. In allenamento le misure ci sono ma in gara i risultati non arrivano (11esimo con 47,56m al primo lancio e due nulli). “Credo sia opportuno un piccolo periodo di riposo per ricaricare le batterie a livello mentale – sono le parole di Laudani – le potenzialità di Giacomo non sono assolutamente in discussione”. Mattia, dopo aver bruciato un personale dopo l’altro nei mesi scorsi, è incappato in un sorteggio di batteria non troppo fortunato, visto che non aveva nessuno nella corsia accanto a fargli da lepre e ad aiutarlo a recuperare una partenza non brillante. L’allungo è stato, come sempre, impetuoso, ma non sufficiente a recuperare (ottavo con 52.23). Ancora Laudani: “Mattia dice di essere in forma leggermente calante ma il suo allenatore (Vittorio Vece) non la pensa così; probabilmente si è trattato solo di una gara un po’ storta”. Sfortunata, invece, la martellista Debora Tantillo, che per un malanno fisico ha dovuto rinunciare alla gara; peccato perchè aveva possibilità, se non di medaglia, quanto meno di accedere alla finale.

Molto più nutrita la spedizione biancoverde, che porta a casa – in maniera indiretta – una medaglia d’oro, l’ennesima, con il leggendario Nicola Vizzoni al martello. L’atleta in forza alle fiamme gialle fa suo il ventottesimo titolo nazionale con 75,99m. Due piccoli rimpianti arrivano da Andrea Lemmi e Joao Bussotti, che sfiorano il podio nell’alto e negli 800. Lemmi fa percorso netto fino ai 2,16m ma poi si ferma e accarezza soltanto un podio cui teneva in modo particolare, visto che la gara era intitolata al suo storico allenatore, l’indimenticato Vittoriano Drovandi. Joao invece manca proprio nella sua specialità, l’allungo finale, e chiude in 1:50.72, un tempo che per lui è alto, considerando l’exploit di Nembro della settimana precedente in 1:47.66.
Bene Luca Marsi, sesto nel decathlon nonostante un problema ad una gamba, e Samuele Dini, settimo nei 5000 in 14:18.93 ma primo tra le Promesse. Sempre grintosa Ilaria Cariello, che si qualifica per la finale ed è nona nonostante il 19esimo accredito. Luca Lemmi, afflitto da problemi muscolari, è 20esimo nei 3000 siepi.
La staffetta 4×100 femminile rinuncia per il forfait di Michelle Girardi e Irene Buselli mentre la 4×400 maschile, nonostante un paio di cambi dell’ultimo minuto, ben figura con Nicholas Tori, Emilio Marconi, Marco Landi e Alessandro Bacci classificandosi 19esima.
Chiudiamo con le note negative. Marco Landi nei 200m incappa in una delle sue gare no (22.43), Francesca Boccia all’asta supera solo la prima misura di 3,30m e non fa meglio Sonia Ruffini, che dopo la soddisfazione della meritatissima convocazione in nazionale ha mostrato una condizione decisamente calante. “Purtroppo ultimamente non sono riuscita ad allenarmi a dovere – ci ha detto – ero anche sotto stress per gli esami universitari; ho provato a partire piano perchè sapevo di non avere il passo delle altre ma contavo su un passo più brillante che invece, rimasta sola, non sono riuscita a tenere”. Irene Antola parte invece troppo veloce nei 3000 siepi e paga amaramente nel finale. Se è vero che è fresca di questa disciplina, è pur vero che vanta ormai una grande esperienza nel fondo e il suo errore tattico sorprende un po’. Alla fine è 15esima in 10:58.50.

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