Il film di Virzì fa arrabbiare la Brianza. “Basta, ora ti quereliamo”

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LIVORNO –  “Il Capitale Umano”, il bellissimo e allo stesso tempo spietato (nel senso artistico) ultimo lavoro del regista labronico Paolo Virzì ha fatto arrabbiare non poco il presidente della provincia di Lecco. Più che altro le affermazioni dell’artista livornese che avrebbe descritto in un’intervista la terra brianzola come ricca di persone dedite solo al denaro e spregiudicate.
Il presidente della provincia di Lecco, Daniele Nava,  non ci sta e ha annunciato, dopo aspre polemiche scatenate nei giorni scorsi, che ricorrerà ai suoi legali per ottenere giustizia in quanto Virzì avrebbe leso l’immagine della provincia. E’ lo stesso Nava che poche ore fa ha pubblicato la notizia sulla sua pagina facebook scatenando un’ondata di reazioni. E il politico del nord, commentando lui stesso precisa: “L’azione legale non è a carico della Provincia, la promuoverà con i miei soldi, visto che c’è già chi parla di sprechi”.

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37 commenti

 
  1. # Stefano

    si vede c’hanno il … sudicio
    🙂

  2. # Salvatore Favati

    non entro nel merito della querelle con la Brianza, che mi lascia indifferente; non sa di niente denunciare un regista che definisce una popolazione regionale più o meno avida o dedicata all’ accumulo di soldi, direbbe un personaggio famoso che son cose di vento.
    Invece apprezzo infinitamente la pellicola di Virzì, forse la prima di respiro e livello internazionale, è un prodotto Italiano che ha vinto l’estrema tendenza nazionale a pavesarsi di neorealismo da un lato o fantozzianesimo dall’altro. E’ un bellissimo lavoro, che forse disturba qualcuno o qualcosa, ma le critiche non intaccano la valenza artistica e l’impegno cinematografico di alto livello; semmai fa pensare l’opportunità di certi commenti a posteriori, ma se si dovessero prendere a cartate tutti coloro che parlano male del tale o talaltro angolino d’Italia passeremmo la giornata ( ognuno di noi ) in tribunale; e non ne varrebbe la pena, né qui né in Brianza!

  3. # carlo

    Se da un lato l’idea Tarantinesca di trame intrecciate da punti di vista diversi, che non tengono conto dello spazio temporale può essere valida, il dipingere il nord come una massa di speculatori e truffatori appare patetica e molto ideologica. La piccola e media impresa del nord Italia invece è un patrimonio inestimabile per l’intera nazione. Del resto il monopolio della cultura cinematografica di sinistra (quel Chic e al Caviale) dovrebbe averci abituato a certe visioni della realtà, dove tutto il male è visto nella classe imprenditrice (ricchi) ed il bene solo e soltanto nei poveri operai: normalmente il pulpito da cui provengono queste paternali sono da parte di ricchissimi cantanti, registi, attori e conduttori televisivi, i quali odiano sì il capitale, ma quello degli altri.

  4. # Ephraim

    Il ritratto di Virzì è stato anche tenero in confronto a chi ho avuto la sfortuna di conoscere quando lavoravo a Milano

  5. # Luca

    Se a Livorno ci fosse un minimo di spirito brianzolo non ci si troverebbe con le pezze al sedere come oggigiorno.

  6. # RABAGLIATI DOC

    …MA SA ASSAI VIRZI’ COS’E’ IL LAVORO E IL CAPITALE UMANO…

  7. # Marco Sisi

    Sarebbe il caso di parlare avendo visto il film, prima. Non mi va, per evidenti motivi, di anticipare il finale, ma quando si scopre chi è che ha investito il povero ciclista ci si rende conto che tanti preconcetti non hanno senso e che nel film è presente la denuncia di una meschinità che non appartiene a una classe sociale in particolare. La polemica messa in piedi da personaggi legati alla Lega Nord è patetica e strumentale, ispirata solo dall’aver appiccicato insieme qualche parola presa qua e là dalle interviste rilasciate da Virzì. Sarebbe il caso che, come succede nei paesi civili, certe querele di sapore intimidatorio, una volta rigettate dal Tribunale, portassero a versare una bella cifra di risarcimento, al querelato e alla Pubblica Amministrazione, per compensare, oltre al danno, anche il tempo perso.

  8. # Malizioso Troll

    A parte il fatto che non è scritto da nessuna parte che un “compagno” deve avere per forza le pezze al …, mi sa che “sai assai” tu di cosa è il film, il “capitale umano” e anche il lavoro. Vallo a vedere, e poi potrai pestare sulla tastiera con cognizione di causa.

  9. # Tony

    Ma si parla male anche dei pisani… e non ci denunciano…..

  10. # Marco Sisi

    Penso che tu non abbia visto il film, forse neanche il trailer. Certo, se ci si deve offendere perché si ambienta un thriller con cadavere in una zona piuttosto che in un altra, allora non si può fare più nulla. Se giri un film con un morto ammazzato a Torino, si offendono i torinesi, se lo giri a Roma, si offendono i romani. Questa polemica mi sembra assurda, un po’ come quando Berlusconi l’aveva presa con “La Piovra” perché rovinava l’immagine dell’Italia all’estero. La storia raccontata nel “Capitale umano” mi sembra abbastanza chiara, i protagonisti naturalmente hanno i loro caratteri, ma ci si rende conto che i cosiddetti “ricchi” tutto sommato non ci fanno una brutta figura. L’intellettuale (Luigi Lo Cascio) che viene coinvolto nel recupero del “Politeama” che sta chiudendo, è un tipo viscido e penoso, certo, al pari dell’assessore leghista che suggerisce di dare spazio alla cultura padana. Giovanni Bernaschi (Fabrizio Gifuni), quando viene a sapere che il figlio Massimiliano (Guglielmo Pinelli) è indagato per la morte del ciclista, gli assesta un sonoro ceffone: pescecane quanto vuoi, ma certi valori sono importanti anche per lui. Che dire del Giampi, il personaggio interpretato da Gigio Alberti? Non è un brianzolo che lavora, ma un disgraziato che tira a campare da parassita. E poi, tra parentesi, Virzì si è ispirato a Pete Travis, più che a Quentin Tarantino…

  11. # Marco Sisi

    Credo che basterebbe imparare dai pisani, senza tirare in ballo la Brianza…

  12. # ciccio

    Ma almeno l´hanno capito il senso del film??? La critica non sta al luogo, ma è l´ennesimo film, in questo caso in ambito assicurativo, che fa capire di come la vita di una persona possa essere mercificata. E quando si è meno abbienti, essa vale ancora meno!

    Ottimo film 😉

  13. # Gerone

    Fossi il Sindaco di Roma prenderei spunto per querelare Bossi e la Lega per la cattiva pubblicità arrecata con “Roma Ladrona!” urlato e scritto per anni ai quattro venti, per poi fare la figura cacina che hanno fatto non appena ci hanno messo piede. Una richiesta danni da ripianare il bilancio … così ci risparmiamo il “salvaroma”!

  14. # Omersimpons

    Ma stare zitti Polentoni ruffiani di Silvio.

  15. # Fox65

    Ha detto cose che rispecchiano la realtà….. Solo dediti ad accumulare denaro e cosi avidi da non donare in beneficenza qualcosa…. Vedere le percentuali nazionali della percentuale di soldi dati in beneficenza pro capite

  16. # emmeemme

    Ho visto il film.Non sono un critico ma film ne vedo parecchi e questo mi sembra il miglior film italiano della stagione. Chi l’ha denunciato rischia il ridicolo, di sicuro ci fa una figuraccia, peggio per loro.

  17. # leghorn47

    Dè allora ce ne sarebe uno di film da querelà… si vede che un c’hanno altro da fà.

  18. # dave

    polentoni stateci in brianza se vi garba tanto ma anche d’estate!
    bellini… la lega di vi la lega di va, sbandieravate l’onesta, il risparmio, il non spreco ma levativi…

  19. # Marco Sisi

    Se ora mi metto a parlare dei film girati a Livorno e magari aggiungo che in questa città le uniche cose che crescono sono i depositi bancari con più di 70.000 euro e il giro d’affari dei compro-oro e delle sale con scommesse e slot machine, esce fuori Kutufà che mi querela? Non credo, un po’ perché dico la verità e un po’ perché esiste ancora l’articolo 21 della Costituzione.

  20. # amaranto67

    parole santi signor sisi

  21. # traf

    deh. c’hanno ragione i brianzoli!!! Anche i newjorkesi s’arrabbiarono quando hanno girato zombie

  22. # Frankie

    Allora con tutti i film prodotti su Napoli, mezza Italia doveva essere denunciata.
    cerca spazio e notorietà per le prossime elezioni.
    Perché non presentava denuncia contro l’ Anas al tempo delle code infinite in auto sul ponte per andare e tornare dalla Valtellina?

  23. # Barbarica

    Alla fine del FIlm o di ogni pellicola.. C è scritto,ogni riferimento a persone o cose e’ puramente casuale… Credo che la perderà prima di iniziarla la causa..si si e poi dice a spese sue… Lo voglio proprio vede…

  24. # karl

    Imparate da loro come si tiene pulita la città..e il rispetto delle istituzioni e delle opere pubbliche…e poi prima di parlare andate in brianza..a vedere..
    voi e ir mare..

  25. # loppidario

    vedrai che un film sui luoghi comuni del sud (SENZA POI FARE MARCIA INDIETRO A META’ DEL FILM, RIABILITANDOLI) non verrà mai fatto! sarebbe razzismo, figuriamoci…

  26. # Ste

    Ho visto il film e mi è piaciuto. Sinceramente non ci sono elementi che portano ad associare la Brianza ad una terra di speculatori finanziari e chi dice il contrario è in malafede e/o non ha visto il film. Nella pellicola ci sono personaggi negativi e personaggi positivi. Forse a qualche leghista non è piaciuta la rappresentazione di un politico in camicia verde nel film… ma la realtà politica mi pare molto peggio di quella descritta nel film. Per il resto un bel film che fa riflettere sull’Italia: limitarlo alla Brianza è a dir poco ingenuo. Peraltro non vengono neanche nominate località specifiche… Certi politici si sa, sono un po’ mitomani.

  27. # Ste

    Ecco il pensiero pseudo-komunista (volutamente con la K) da stadio che impedisce a Livorno di crescere! E lo scrive uno di sinistra!

  28. # Yuri

    resta tra le buche e cacche dei cani se ti piace tanto.

  29. # Den

    Ti sei dimenticato di dire che in aumento ci sono anche i negozi cinesi. Le sale slot, i centri scommesse e i compra oro sono un simbolo di una disperazione, a volte invece di un vizio, di una società che non sa più dove sbattere la testa

  30. # marcello

    (estratto della mia recensione)Il Capitale Umano, l’ultimo film del regista livornese Paolo Virzì, è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Stephen Amidon, un thriller ambientato nel Conneticut.
    Il film inizia con un incidente stradale nel quale un cameriere viene travolto, morirà poi in ospedale, da un’auto (il SUV di Massimiliano Bernaschi). Paolo Virzì racconta la storia delle persone coinvolte con tre capitoli, ognuno dedicato ad uno dei protagonisti: Dino, Carla e Serena. C’è poi il capitolo finale nel quale, con sorpresa, si scopre l’identità della persona alla guida del SUV. Il film ha dato luogo ad aspre polemiche e critiche in particolare da parte della Lega Nord: un maldestro Assessore leghista (cravatta e fazzoletto verde) propone per la cerimonia di inaugurazione del teatro il coro di montagna “espressione delle tradizioni del territorio”. E’ un film intenso, ben diretto e ben recitato in particolare Fabrizio Bentivoglio (Dino) un ambizioso e spregiudicato immobiliarista pronto a tutto pur di ottenere successo e denaro…..

    Per quanto riguarda le minacce di querela contro Virzì perché “ha diffamato la Brianza” oltre al fatto che non ci sono i presupposti: il comune citato nel film non esiste, voglio attirare l’attenzione dei cinefili sulla frase pronunciata da Servillo nel film che Sorrentino ha dedicato ad Andreotti (figura politica mostruosa):”Mi hanno detto di tutto, non ho mai querelato nessuno, ho il senso dell’umorismo!”. Andreotti, nel bene e nel male era un grande politico, questi sono proprio dei piccoli politici!

  31. # ugo

    QUUNTA RAGIONE HANNO I BRIANZOLI.,…..MA TANTA PRORIO TANTA..

  32. # virzìmipiace

    e pure tanto, ma non capisco come mai gli abbiano dato 700.000 euro di contributi, ragazzi, 700.000 euro per un film!! ecco com’è che in Italia poi si andrà a fa le coltellate peggio di kiev

  33. # emmeemme

    comunque se andate sulla pagina facebook di Nava vedete la sua faccia. Si capiscono tante cose……

  34. # Lorenzo

    Ah già, perché un film, nella mentalità dell’ignorante italiano medio, non produce ricchezza, vero?
    Ma lo sapete che un solo film ha costi e un indotto sul territorio (tra occupazione, spese, etc. etc.) di milioni e milioni di euro?!! Su un film lavorano 80-100 persone, per due, tre mesi, tutti i giorni! Non è un hobby. Queste persone vanno pagate!!! E questo film ha un interesse culturale tale che è normalissimo che il Ministero gli dia 700.000 euro! Non vuol dire che quei 700 mila euro (che poi saranno state minimo 1/4 del costo totale) siano andati nelle tasche di Virzì. Ci sono spese immense in un film, al di là della troupe e del cast! Probabilmente siete abituati a considerare “cinema” i filmini che i pensionati fanno per hobby. Il cinema, la Cultura, sono lavori!!! E bisogna investirci per la loro qualità e per far sì che siano un motore di crescita economica oltre che sociale!

  35. # ZenEros querelato

    Finalmente uno che querela il Virzì!!! Quando si parla si deve parlare a proposito e smettere di sparare cavolate… politically correct solo perché uno è nato in una città politicamente assoggettata da 70 anni di oppressione sinistrese. Finalmente!!! Poi a me sinceramente questo film un piace per niente. Non vedo proprio dove stia il capolavoro. Un coacervo di luoghi comuni…

  36. # virzìmipiace

    ignorante medio italiano sarà lei. dare 700.000 a un film a prescindere per me è una follia, un film è un prodotto, se piace e fa incassi guadagna sennò perde.
    se in un film lavorano decine di persone per due o tre mesi (due o tre mesi mi vien da ridere…) e vanno pagati, beh, li paghi lei , il regista, la produzione o chi le pare, ma non la collettività: ci sono aziende che hanno lavoratori che lavorano ANNI e non hanno un euro di contributo; se fanno prodotti che stanno sul mercato sopravvivono, altrimenti fanno festa e non sono mantenuti da nessuno.

  37. # Giorgio

    Concordo con “virzìmipiace” senza contare la miriade di testate giornalistiche sovvenzionate dallo Stato…allora mi chiedo: perché non aiutano le piccole medie imprese che magari, proprio perché vantano crediti inevasi nei confronti dello Stato, rischiano la chiusura? ecco un piccolissimo esempio di quello che è accaduto nel nostro Belpaese dal 1994 al 2006:
    Dei 544 film finanziati, ben 155 (il 28%) non sono mai usciti in sala.
    – Di quelli usciti l’incasso medio è stato 378.000 €, gli spettatori medi circa 70.000
    – Soltanto 25 film dei 544 finanziati sono riusciti a recuperare in toto i soldi ricevuti
    – Hanno ricevuto fondi 61 case di produzione e 390 registi

    alcuni film a fronte di finanziamenti milionari hanno incassato addirittura la bellezza di quasi 7.000 €!!!!
    sarebbe l’ora di finirla con il Bengodi, non possiamo più permetterci il “panem et circenses” per far felice il “popolo bue”. Un esempio su tutti è il fallimentare Sanremo che continua a trascinarsi con una formula vecchia e con gente strapagata che non riesce a rianimare un cadavere ormai mummificato…
    Virzì è bravo, oggettivamente, ma sono sicuro che potrebbe riuscire anche senza l’aiutino…

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