Premio Rotonda, 150 artisti in gara

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di Gianni Picchi

Si apre sabato 12 luglio alle 21 nella Pineta d’Ardenza, la 62esima edizione del tradizionale premio di pittura e scultura “Rotonda” (o meglio, per esteso, “Premio Città di Livorno-Rotonda 2014-Mario Borgiotti”).
La classica manifestazione d’arte contemporanea dell’estate livornese si potrà visitare fino a domenica 27 luglio, dalle 8.00 a mezzanotte. Sono 150, fra pittori e scultori, gli artisti in gara (clicca sul link in fondo all’articolo per leggere il programma dell’evento e i nomi degli espositori in gara).
Per la prima volta, come spiega Paola Turio, presidente dell’Associazione Ro-Art (che organizza la manifestazione insieme al Comune), il premio sarà differenziato tra arte tradizionale e arte moderna, e vi sarà un’estemporanea dedicata a Mario Borgiotti, pittore e fondatore, nel 1953, del Premio Rotonda.
Quest’anno è stato scelto di anticipare l’avvio della rassegna al 12 luglio (negli anni passati si svolgeva in agosto), perché in quel giorno, nel 1884, è nato a Livorno Amedeo Modigliani:dunque un omaggio al grande artista conosciuto e amato in tutto il mondo.
La manifestazione è organizzata dall’associazione RoArt insieme al Comune di Livorno, con il patrocinio della Provincia di Livorno e il contributo della Fondazione Livorno. Contribuisce la Fondazione Teatro Goldoni. Sponsor l’agenzia pubblicitaria Scorpio. Un altro aspetto da sottolineare è che, già dallo scorso anno, si sta muovendo in maniera diversa, andando, così, incontro alle esigenze artistiche del momento. Inoltre ha allargato il suo raggio di azione, portando rassegne e collettive in altri luoghi, per esempio in Fortezza. Sarà anche dedicato spazio alla fotografia e si è parlato di una edizione invernale del Premio. Dalla scorsa stagione è nata una sinergia con la Fondazione Teatro della città di Livorno Carlo Goldoni, rappresentata da Raffaello Paloscia, con ottimi risultati artistici, e di spettatori. Anche quest’anno sarà ripetuto l’esperimento, e la lirica entrerà in casa della pittura. Per questa 6esima edizione è stato scelto “L’Amico Fritz”, l’opera più pittorica mascagnana, su libretto di Nicola Daspuro (sotto lo pseudonimo di P. Suardon).

Al termine della Mostra i quadri vincenti saranno esposti al teatro Goldoni, sin dal 7 dicembre, giorno della nascita di Pietro Mascagni (7 dicembre 1863-Roma 2 agosto 1945). In questa stagione vi sono altre ricorrenze il 130° anno dalla nascita di Amedeo Modigliani (Livorno , 12 luglio 1884 – Parigi , 24 gennaio 1920 ) e il 120° anno dalla nascita di Giovanni March ( Tunisi 1894 – Livorno 1974).

Un’altra novità per questa edizione. Sono stati divise le correnti artistiche, ed ognuna avrà la sua premiazione. Tutto questo per facilitare la giuria nel momento della suo giudizio finale. Nella programmazione delle serate collaterali troviamo la proiezione del film “ I colori dell’anima. Modigliani” divisa in due serate. Per permettere agli spettatori di avere, al termine, il tempo per poter visitare la mostra.

Poi troviamo serate dedicate ai “figli” di Livorno. Amedeo Modigliani, a cui è stata dedicata questa edizione, Pietro Mascagni, Mario Borgiotti, Nedo Luschi, Giovanni March, e Beppe Orlandi.

 

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0 commenti

 
  1. # Mario

    A mettere l’immagine di un opera di Modigliani ci vuole coraggio! E’ .un offesa alla sua memoria . Un premio che ha toccato il fondo perdendo negli ultimi anni i più grandi artisti livornesi che hanno preferito non partecipare più . Come e’ cambiata la giunta comunale e’ arrivato il momento di fare piazza pulita dei vecchi organizzatori e mettere nuove figure che abbiano sprint e idee. La ‘sagra’ ardenzina deve finite e devono tornare gli anni d’oro della manifestazione .

  2. # chico

    sono d’accordo fino ad un certo punto, la rassegna ardenzina ha da sempre ospitato pittori livornesi spesso “della domenica” e non ha mai preteso di essere chissà cosa se non una vetrina / mercato per vendere qualche quadro ai turisti e ai livornesi. Come al solito si vuole strafare mettendo la cravatta al maiale, lasciamo la rassegna quella che è una vetrina , togliamo dall’organizzazione le congregazioni di pittori (vedi RoArt) e lasciamola organizzare al Comune.