Il Rigoletto conquista piazza XX, in 1500 applaudono l’opera. VIDEO

Non si poteva sperare finale migliore per questa kermesse estiva che riesce sempre a divertire ma anche a proporre momenti di alta e ricercata cultura

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A conclusione di questi intensi dieci giorni di Effetto Venezia, ieri sera 4 agosto in piazza XX settembre, si è svolta la famosa opera di Giuseppe Verdi, Il Rigoletto, davanti a oltre 1500 persone.
Rigoletto è la prima in ordine cronologico (1850) di quella che viene definita la “trilogia popolare”, seguita da La traviata e Il trovatore. L’ opera è tratta da “Le roi s’ amuse” di Victor Hugo, libro che fu censurato perché narrava senza mezzi termini delle dissolutezze della corte francese dell’epoca. Stessa sorte subì quindi il libretto di Francesco Maria Piave, che con Verdi dovette convenire la necessità di adattare il libro di Hugo ad una lettura decontestualizzata. Verdi decise quindi però di avere come protagonista non il Duca di Mantova ma il suo buffone di corte Rigoletto, che diviene anche il titolo dell’opera dopo un provvisorio “La maledizione”.
Le vicende si svolgono quindi alla corte di Mantova e narrano di Rigoletto, buffone di corte dalla satira pungente, che nasconde dietro questa maschera ufficiale, un uomo vedovo traviato da tristezza e solitudine che riesce a placare solo con l’amore possessivo e pieno di timori che prova per la figlia Gilda. Ma per un destino avverso sarà proprio l’adorata figlia a subire il destino peggiore, a causa della ricerca da parte del padre di una vendetta vacua.
A esattamente 160 anni dalla prima rappresentazione livornese nell’estate del 1853, il pubblico della città labronica accoglie con egual calore il Rigoletto una delle opere più apprezzate fin dagli esordi, che si fa ricordare anche nella quotidianità con una delle sue più famose melodie, La donna è mobile.

La produzione di questa sera nasce in collaborazione con il Concorso Titta Ruffo da cui provengono i protagonisti della serata e con la Fondazione Goldoni di Livorno da cui proviene l’orchestra.
La trama in un crescendo di suspense verso la tragedia finale, è interpretata magistralmente dal baritono Ohyoung Kwon (Rigoletto), di grande presenza scenica e con una alta capacità di calarsi nel personaggio. I caratteri del buffone dal profilo di un grottesco vicino a quello di Pirandello sono espressi con una mimica forte e presente. Altra grande rappresentazione è stata quella del soprano Giselle Baulch (Gilda) dalla voce soave ma al tempo stesso vibrante e elevata. Nella parte del Duca di Mantova invece un altro successo lo ottiene il tenore Angelo Fiore. I protagonisti sono affiancati da Marco Simonelli (Sparafucile) e Cristina Alunno(Maddalena).
Il tutto sapientemente diretto in cabina di regia da Giampaolo Zennaro con la bacchetta d’orchestra guidata da Gian Paolo Mazzoli.
Le scenografie ricche e sfarzose, colorite anche da affreschi di Andrea Mantegna, le musiche sublimi, le voci cariche di pathos fanno di questa rappresentazione un vero successo, acclamato da tutta la piazza contenente circa 1500 persone.
Non si poteva sperare finale migliore per questa kermesse estiva che riesce sempre a divertire ma anche a proporre momenti di alta e ricercata cultura.

(articolo tratto da Effettovenezia.it scritto da Lavinia Tredici)

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5 commenti

 
  1. # salvalivorno

    Un’ottima operazione e un plauso a Mario Menicagli per aver riportato l’entusiasmo per l’opera a Livorno

  2. # Mentore Siesto

    Peccato che il terzetto Marullo-Ceprano-Borsa non venga mai citato… Come se non fossero loro gli artefici del rapimento di Gilda e causa diretta del 70% della storia. Proprio un peccato, perdonatemi l’istante di egoismo.

  3. # cristiana

    Un suggerimento all’organizzazione per la prossima volta: sarebbe meglio non mettere le sedie dopo la statua visto che il bar è rimasto aperto e gli avventori hanno disturbato l’esecuzione per tutto il tempo con urla, schiamazzi e risate ed hanno pesantemente preso per i fondelli i malcapitati spettatori che hanno tentato di chiedere un po’ di silenzio

  4. # Valeria

    Spettacolo veramente bello. Voci importanti e personaggi ben interpretati. Vorrei solamente aggiungere una cosa sull’organizzazione: biglietti comprati con prevendita su internet (con sovrapprezzo naturalmente), posti scelti e poi…..il posto è “do cojo cojo”. Peccato! Dobbiamo lavorare ancora un pochino sull’organizzazione…..

  5. # fabian

    80 an ni fa, era l’Agosto del 1933, si svolse,presso l’incomparabile scenario dei Granducali Casini di Ardenza, una eccezionale stagione lirica con ben 6 repliche del Piccolo Marat di Pietro Mascagni. Interpreti di grandissimo valore furono Galliano Masini e Maria Caniglia. Sarebbe un sogno poterla fare oggi …..

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