Kino Dessé, sala piena per l’ultimo film. “Grazie a tutti”

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Dopo la notizia recente della chiusura del Grande, un altro cinema abbasserà la saracinesca. Si tratta del Kino Dessé in via dell’Angiolo.
Il 29 dicembre, giorno dell’ultima proiezione, si è visto però un folto pubblico. I tanti presenti hanno così voluto dire grazie per questi dieci anni di vita del cinema. Il Dessé dal 2003, anno di apertura, si è sempre contraddistinto per la proiezione di pellicole sperimentali, impegnate o provenienti da premi e festival internazionali in alternativa a quelle meramente commerciali. Serafino Fasulo e Raffaello Gaimari, gli storici gestori, hanno deciso di chiudere con Federico Fellini,  “I Vitelloni”, pellicola con cui iniziarono l’avventura il 3 novembre 2003. “Un ringraziamento a tutto il nostro pubblico che ci ha apprezzato in questi dieci anni di programmazione e un augurio di buon 2014”.
La decisione di chiudere, in primis, è dettata da un calo dei biglietti. Solo da settembre a dicembre i gestori hanno registrato un meno 40 per cento. Gli altri due fattori – la concorrenza della multisala di Porta a Terra, l’obbligo di legge di dotarsi di un proiettore digitale che sarà in vigore dal 2014 o un problema legato all’affitto dei locali – hanno influito meno. Neppure la rassegna, lanciata a dicembre online e sui quotidiani, “Commedia all’italiana”, è servita a risollevare il botteghino.

L’INTERVENTO  DI LIVORNO DEMOCRATICA
In questi giorni si è scritto e detto di tutto sulla chiusura del Kino Dessé, e come di consueto si è cercato il capro espiatorio, un colpevole attraverso il quale liberarsi delle proprie responsabilità. La situazione di Livorno ed in particolare della sua cultura è legata a tanti fattori tra cui la crisi, la mancanza di mezzi, le responsabilità di gestione della cultura nella nostra città, ma a questo punto si deve aprire una riflessione più profonda. Per quanto sia vero che il grosso delle risorse della cultura vengano destinate ai due colossi della città, il Teatro Goldoni e l’Istituto Superiore di Studi Musicali Pietro Mascagni, e che la provincia ormai sia latitante in fatto di concedere risorse al Mascagni, noi Livornesi dobbiamo porci delle domande. Possiamo pensare che i due enti comincino ad ottimizzare i costi introducendo dei risparmi, per liberare parte delle risorse da destinare ad altre iniziative culturali, tra cui il Kino Dessé. Ma il vero punto che emerge da quanto letto è se i livornesi disertano questo cinema d’autore, oppure le nuove tecnologie offrono una vasta scelta a basso costo? Com’è cambiata la domanda di cultura in questa città? Occorre una promozione mirata ed una programmazione più competitiva per ampliare il pubblico? Gli investimenti che richiedono le nuove tecnologie per i cinema, obbligatorie a partire dal 2014, che impatto hanno sulle realtà di nicchia come il cinema d’autore? Di fronte ad una dura realtà, che ha visto l’uno dopo l’altro quasi tutti i cinema di Livorno chiudere e per lo più diventare garage o centri commerciali, davanti ad una trasformazione di questi edifici che non rispetta più la vocazione originaria di apertura culturale e di luoghi di ritrovo, ma anzi dove questa viene violentata, non possiamo non tenere conto di come in questi decenni è cambiata la nostra domanda di cultura, magari in senso più consumistico. Questo cambiamento non dipende solo da chi ci amministra ma anche da noi, il Kino Dessé chiedeva solo che i Livornesi andassero a vedere il cinema d’autore, di fronte a questo risultato avrebbero continuato ad affrontare le mille difficoltà; non possiamo dire che ci hanno obbligato ad andare da altre parti, ma qualche cosa nelle nostre abitudini è cambiato. Siamo sempre a lamentarci di come veniamo amministrati, ma poi ci sottraiamo dai quei piccoli gesti quotidiani, che vanno contro questa evoluzione di Livorno, che non piace a nessuno. Vogliamo la città turistica e siamo i primi a disertare i luoghi e le iniziative culturali, che abbiamo e che sarebbero attrattiva. La nostra partecipazione è linfa vitale per chi si occupa di cultura. Tutto questo deve aprire una profonda riflessione sulla città, come è e come vorremmo che fosse, e deve vedere i Livornesi protagonisti del cambiamento, cominciando a fare nel proprio piccolo quelle cose che la migliorano. Sono andato poche volte a vedere il cinema d’autore anche se mi piace e se ci fosse una seconda possibilità, ci andrò più spesso con la consapevolezza di vedere un film nel suo naturale contesto e che con questo comportamento contribuirò alla cultura della città. Finché i cinema ed i teatri andranno deserti mentre i centri commerciali no, i risultati saranno questi, il peso delle nostre azioni ed abitudini sarà sempre maggiore di quello delle nostre parole. Ma se questo aprisse una fase di discussione su come vogliamo che diventi la città, su che parte deve avere la cultura, su come devono essere concepiti e strutturati gli edifici di interesse artistico, storico e culturale per continuare ad essere polo di attrattiva al passo coni tempi, invece di essere una pagina nera sarà l’occasione di un nuovo inizio. Ma tutto questo sarà possibile solo se i Livornesi saranno attori protagonisti del proprio cambiamento anche nelle piccole cose di tutti i giorni.

Marco Ristori Portavoce Associazione Livorno Democratica

 

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87 commenti

 
  1. # sucasuca

    un altro pezzo di storia di livorno va via mi dispiace molto e questo fa parte della recessione che c’e’ in citta’e penso che sara’ sempre peggio se non riusciranno i nostri amministratori a ridare vita all’economia livornese. .

  2. # Antani

    Tenete duro fino a giugno, poi vanno tutti a casa!!!

  3. # ombrettaluna

    e vai….che bellezza …scelte giuste in una città di 180.000?? abitanti però apriranno altre due COOP, siamo grandi mangiatori abitudinari delle solite catene ….o no?

  4. # Sabrina

    certo che ne ha fatti di danni il Medusa, da quanto ha aperto hanno chiuso tutti

  5. # bi

    che cosa triste… così l’ignoranza viene proiettata sulla nostra città

  6. # Francesco

    Eccone n’altro…
    Dovevano trasmettere il Sorpasso come ultimo film, la scena finale sarebbe stata più simbolica per Livorno.

  7. # anna

    peccato .. ringraziamo Rino per quello che ci ha permesso di vedere in questi anni , è proprio vero la cultura non paga

  8. # Il Moralizzatore

    concorrenza del cinema di porta a terra? si si Vitelloni, contro l’ultimo film di natale uscito… secondo voi i due cinema pescano la medesima clientela? ma dai siamo seri…
    Volevano fare un cinema alternativo a livorno la città + pottaiona e modaiola della toscana… è già tanto se sono durati dieci anni

  9. # stefania

    e’ un vero peccato

  10. # Anna

    Rinooooo, e ora dove si va?

  11. # yoghi

    dare la colpa alla coop perchè la gente non va al cinema?
    secondo me è colpa delle rotatorie……
    sarebbe bastato comprare il biglietto ed andare a vedere un film ognitanto, siamo circa 160mila abitanti………….

  12. # pino

    è la libera concorrenza poi vorrei sapere di tutti coloro che fanno commenti quante volte sono entrati in quel cinema
    (ex cinema arlecchino)

  13. # LIbero 1°

    ma quello che mi fa più inc…. è che non c’è MAI un commento pubblico di un amministratore, un consigliere anche dell’opposizione, di un dirigente di qualsiasi partito. No,del sindaco non ne parliamo proprio.

  14. # Epifanio

    Fate fate, tanto i parcheggi faranno la fine degli altri due : VUOTI.

    Tutto questo in una città che si dichiara di “sinistra” dalla parte dei lavoratori !!!!

    Aggiungiamo poi l’apertura di un altro supermercato in zona Borgo ?? E i piccoli negozi ?

    Possibile che nessuno ci pensi ? Davvero mancanza di programmazione, incredibile.
    In questi giorni sono andato a Lucca in centro, si distingue per negozi storici, molto belli e caratteristici, che hanno prodotti e tradizione come nessun altro. riflettere…

  15. # andy

    Parte della colpa sara´dovuta anche alle multisale, anche se ci credo poco perche´proiettano film piu da massa tipo cine panettoni avatar signore degli anelli ect che hanno un pubblico diverso da chi vuole film di una certa qualita´. Darei piu´la colpa allo stato di sottocultura in cui e´caduta livorno, per troppi livornesi meglio un film per fare due risate e vedere un paio di belle cosce che un film impegnato. Un film con la sosia della Fenech fa il pieno mentre invece metropolis di fritz lang forse raduna una decina di spettatori.
    Buon anno nuovo cultura

  16. # paola nencioni

    Ma no!

  17. # Roberto-Bobbe

    Un cinema che ricorda la mia fanciullezza e i suoi molti nomi assunti nel tempo… Un suo soprannome negli anni Cinquanta era
    “il bubbo-cine”. e quelli della mia età sapranno anche il significato di tale nome…

  18. # Samarcanda

    e quanti danni hanno fatto le tecnologie mp3 e divx ?

  19. # Francesca

    La scelta di proiettare dei film “vecchi” nella rassegna “commedia all’italiana” è stata fatta proprio per protesta contro il caro biglietti ma soprattutto contro l’imposizione del digitale che ha tolto di mezzo la pellicola.
    Il biglietto costava 3 euro e potevi vedere “non ci resta che piangere”, “Amici Miei” e altri capolavori del nostro cinema. 3 Euro capisci…

  20. # Francesca

    ha dato anche molte commedie, molti film leggeri e nuove uscite… non è che se è un cinema d’essay, da solo pipponi russi, in bianco e nero, e muti…
    Parlate parlate del cinema, indignatevi per la sua chiusura, ma da ciò che scrivete mi fate capire che non ci avete mai messo piede al Kino…

  21. # gemma

    Trovo vergognoso che chiuda un altro pezzo di storia della nostra meravigliosa città…la colpa non è né della multisala, né delle coop, né dell’amministrazione. La colpa è solo della maggioranza dei livornesi a cui va bene questo stato di cose. Alle prossime elezioni tanti soliti discorsi e poca voglia di cambiare davvero.

  22. # CIP ciop

    mi spiace tanto Kino Forever

  23. # liburnico

    l’ultime volte che sono andato al cinema, mi sono trovato in mezzo a gente ignorante che commentava ad alta voce, bimbetti che chattavano al cellulare, insomma mancando la gente di qualita’, si sono impoveriti anche i cinema, se poi ci metti che a casa abbiamo quasi tutti dei TV “enormi” di nuova generazione, on line puoi scaricare quasi tutto a gratis… ecco il risultato

  24. # Kees Popinga

    In una città di ignoranti come questa un cinema del genere purtroppo era davvero fuori posto. Culturalmente ci impoveriamo ancora di più, adesso per vedere un certo tipo di film toccherà andare minimo a Pisa.

  25. # Mirko

    Bettini realizzaci un altro parcheggio e candidati pure con livorno democratica che democraticamente i livornesi non ti voteranno mai ! Sel solo per averti buttato fuori dal partito ha preso il mio voto da ex simpatizzante di Grillo !

  26. # Massimo

    Non è colpa di nessuno, e di tutti, nel senso che comunque gli italiani sono così basta ascoltare le parole della canzone del Liga il sale della terra per condividere, se non cambiamo rotta c’è poco da fare, la cultura non è’ da cercarsi solo al cinema ma anche tra le mura domestiche alla tv sul lavoro in auto dovunque ma siamo un popolo misero sarà dura….

  27. # caterina

    Tutti questi parcheggi in città, ma se tutti i negozi chiudono,a chi serviranno i parcheggi?

  28. # fox65

    la sua invece di ignoranza e’ grande in quanto fa di tutta l’erba un fascio tanto per blaterare qualcosa…

  29. # fox65

    Concordo pienamente con lei e suggerisco al”signor” popinga di leggere attentamente la Sua riflessione

  30. # nedodimare

    putroppo si! al lumiere a pisa c’e di tutto virginiana a gratisse… spettacoli a rotazione etc… ci andavo spesso quando potevo al kino! un pezzo di storia che come al solito se ne va….GRAZIE LIVORNO SI SI!!

  31. # Stefano

    Boia, Liga!?
    Te si che ne sai di cultura

  32. # Stefano

    la recessione e la crisi economica non c’entrano nulla. A Livorno ci sono realtà che proiettano film gratuitamente o ad offerta libera e che raramente fanno il “pieno”, anzi sono spesso vuote. E’ essenzialmente un problema culturale e le scelte coraggiose di chi alza l’asticella della qualità dei film proiettati non sono premiate dal pubblico. Se il problema fosse di natura economica il multisala The Space dovrebbe essere giù chiuso, visto che si permette anche un prezzo dei biglietti più alto.

  33. # Stefano

    la “colpa” è di tutti questi elementi mescolati. Chi governa la città ha le principali responsabilità sia per il degrado culturale della maggioranza dei cittadini che per le scelte urbanistiche: era chiaro fin dal 2003 che aprire in una città come Livorno il multisala avrebbe favorito la spinta per chiudere i tradizionali cinema della città e abbassato il livello culturale, già su un piano inclinato da anni (e questo a livello nazionale). La programmazione del multisala ce lo dimostra ogni settimana. Siamo un popolo di “analfabeti filmici” e Livorno non fa eccezione, anzi….

  34. # Silvia

    Per SEL rimane come una grossa colpa – fra le altre – quella di aver scelto Bettini come proprio candidato nel 2009…..

  35. # valina

    Io credo che il livornese non è più voglioso e volenteroso di andare in città, non trovi mai posto e se c’è è bello pago, quindi per comodità va a porta a terra, dove trova parcheggi facili, ristoranti bar cinema e negozi
    E la città si svuota. . .

  36. # Karl

    ora di sicuro entreranno i ragazzi… della caserma Occupata

  37. # Cristian

    Appunto !! Non è un discorso di soldi ! Sono film che non interessano al livornese medio !

  38. # Cristian

    mettere sullo stesso piano film come ” Il signore degli anelli” e i cinepanettoni fa capire che lei di cinema ne capisce ben poco !!

  39. # Cristian

    Esatto! finche resiste il Lanteri c’è ancora speranza per i cinefili !

  40. # la semmy

    LA STORIA DI LIVORNO STA MORENDO!!!!!!!

  41. # asciugati

    boia deh resiste solo i quattro mori perchè dietro c’è la compagnia ma non so fino a quando. se aspettiamo commenti pubblici del sindaco, di politici importanti i amministratori ci illudiamo ancora. ma chi deve educare ha la colpa maggiore !

  42. # Jack Alcatraz

    Quello che hai scritto si commenta da sé. Il Kino-Dessé, prima del recente ciclo di classici del cinema, era quello che forniva i migliori film d’autore usciti sul mercato. Se poi questa scelta non è stata sostenuta da un’adeguata partecipazione di pubblico, questo lo si deve a una serie di fattori che Serafino Fasulo ha spiegato bene: non c’entra neanche il multiplex di Porta a Terra. Piuttosto, la città che definisci pottaiona e modaiola, una volta era quella che offriva un cinema d’essai che in altre città toscane si sognavano. Perché siamo diventati così?

  43. # prociuno

    il kino era nato per dare visione a film minori che non passavano nella grande distribuzione, purtroppo questa scelta non ha pagato potendo contare su pochi appassionati, ora tocca pupparci la multisala.
    io cmq rimpiango la colonnina bianca(per chi la ricorda)in piazza cavour dove c’era la programmazione di tutti i cinema di livorno.

  44. # Marco Sisi

    Ecco, dal gesto eclatante dei ragazzi dell’Ex Caserma Occupata, che hanno denunciato l’ennesimo scempio di una parte importante della cultura cittadina, siamo passati praticamente in contemporanea all’annuncio della chiusura del Cinema Kino-Dessé, della quale si stava parlando già da diversi mesi. Serafino Fasulo e Raffaello Gaimari hanno svolto in questi ultimi dieci anni un lavoro grandioso, che però non è stato supportato dal pubblico. E, senza incassi, non si va da nessuna parte. Ora, per favore, tutti voi che avete preferito (non è per criminalizzare questa o quella struttura, monosala o multiplex) andare a vedere film altrove, oppure chiudervi in casa o in camera davanti a uno schermo, forse con un film scaricato o comprato per pochi euro dal senegalese in piazza, ecco, tutti voi, risparmiateci le lacrime di coccodrillo. Si poteva fare di più. Io, che vivo e lavoro a Roma, quando mi è capitato di passare da Livorno, se c’era un film da vedere, normalmente, sceglievo il Kino, che è comunque stato il mio interlocutore preferito per qualsiasi iniziativa avessi da mettere in piedi in città. Comune di Livorno, assessore Mario Tredici… Anche questo è un patrimonio della città, come lo era il “Telegrafo” ai tempi della vertenza col petroliere-editore Attilio Monti. Il sindaco Alì Nannipieri, allora, dimostrò di avere due coglioni così e, coi suoi occhialetti spessi e la fascia tricolore a tracolla, salì gli scalini di viale Alfieri 9 col decreto di requisizione in mano. E’ inutile che il presidente del consiglio Letta dichiari che, se verranno effettuati tagli alla cultura si dimetterà, è inutile che il PD, che è il vostro partito, si inalberi quando Giulio Tremonti spara cose tipo “con la cultura non si mangia”, se poi in questa città vi comportate in tutt’altra maniera e lasciate morire tutti i cinema. Se ci siete, battete un colpo.

  45. # gionni

    mah a me il Medusa mi pare sempre pieno….a volte non si trova un posto !!!

  46. # mau

    anche qui viene detto chiaramente(come per altre chiusure) che vi è stato un problema con la quota da pagare per il fondo..che in pratica non hanno voluto minimamente venire incontro ai gestori!…questo è il problema altro che ignoranza come dite voi o dorcioni!
    I fondi sono in mano a poche famiglie ( ma va?) e si sono messi d’accordo..meglio far chiudere che fare sconti..bei comunisti haahahah!!

  47. # Alessandro Mariani

    Ero un assiduo del Kino! Quasi non ci credo. E ora? Sono dispiaciutissimo!!! Spero possano ripensarci……..

  48. # NICOELE

    ma ndov’era sto cinema?!?!??!

  49. # sandro

    negli anni 50 si chiamava “bubbocine” e,uscito da scuola,venivo..parcheggiato dai miei genitori nel cine poichè loro gestivano una trattoria nei pressi,vedevi il film 2 3 volte finchè non mi venivano a riprendere ,stavamo in via delle galere e ricordo che la maschera ci faceva entrare,ero con mio cugino,da una porticina di via d.galere senza pagare-scusate la nostalgia dei tempi trascorsi

  50. # anto

    non mi piacciono film tipo corazzata potemkin.. quindi non sono mai stato in quella sala, sono figlio di una sottocultura che spende una media di 60 euro al mese in libri, voi colti qual è l’ultimo libro che avete letto? e l’ultimo film visto in quella sala? di certo c’è più commentatori che spettatori.

  51. # sandro

    ho trascurato il ricordo delle SEME e dei BRUSCOLINI più buoni del mondo-non c’era altro!-ho scoperto più tardi che la maschera capitava spesso in trattoria e mangiava gratis in breve era il nostro..tutore.L trattoria era frequentata da “AQUILA NERA” ed altre macchiette livornesi;ricordo un film girato in trattoria (sbarco a mezzanotte)con PAUL MUNI ;la zona era quasi per intero ridotta in macerie.

  52. # fabian

    Dopo la guerra si chiamava Italia. Altro non era che la sala B” dell’attiguo Moderno.Con una sola pellicola ,infatti, si servivano i due cinema:il primo tempo tempo al Moderno , poi si passavano le “pizze” all’Italia e così via fino alla chiusura. Poi diventò Arlecchino, dove si proiettava il classico “doppio programma”, con un solo biglietto vedevi due film. Quindi diventò Gragnani (in memoria di uno dei maggiori proprietari di Cinema a Livorno.Infine Kino dessè, le cui buone intenzioni dei gestori sono fallite tra l’indifferenza sia del pubblico ma soprattutto delle autorità cittadine.

  53. # attivate i neuroncini

    che oramai la gente i film (specie quelli vecchi) se li guarda al pc o in tv no?????
    tutta colpa del multisala….. solo le coop non fanno chiudere i piccoli negozi eh…..
    ??

  54. # anto

    poi spieghi.. cosa c’entrano i comunisti? prima mangiavano i bambini…ora fanno chiudere i cinema?

  55. # silvia

    È colpa del sindaco, dell’ amministrazione , degli immigrati, delle bue per le strade, delle coop rosse ,se il cinema chiude.

  56. # Marco Sisi

    Non hai mai messo piede al Kino e si vede. “La corazzata Potemkin” , chissà, in dieci anni forse una volta l’avranno anche data, ma hanno passato anche molti altri film, di prima visione o d’autore, non necessariamente noiosi, il pubblico del “Dessé” non è composto da masochisti. Il fatto di spendere 60 euro al mese in libri non mi garantisce che tu li legga, comunque…

  57. # lello di blasi

    Ammesso che vadano “tutti a casa”(come doveva succedere a Roma e infatti sono tutti lì che governano)… cosa c’entra col cine che chiude perché un vende i biglietti perché i livornesi (evidentemente anche quelli del “tutti a casa!”)vanno al multisala a vede’ pieraccioni e de sica?

  58. # il mare

    Mi piace l’analisi di Marco Si si anche perché dimostra che fra i “comunisti” alla Nannipieri ed i partiti PDS-DS-Margherita etc. ci ‘orre. L’ultime amministrazioni, antiberlusconiane a parole, erano rigurgiti di miglioristi, socialisti in carriera, demoGristiani, arrivisti della peggior specie che hanno sfruttato la riserva centenaria della Livorno che rimpiangiamo, fiera e ribelle. Ora ridotta a gregge.

  59. # Livio

    Così un’altra parte della storia di LIVORNO sparisce!!!!!!
    Un cinema chiamato ad molti BUBBOCINE, poi intitolato ARLECCHINO che i giovani andavano con cento lire vedevano un DOPPIO e “vendevano” il posto per venti lire e dove si fumava ancora, con le CICCHE che volavano e le bottiglie della ARANCIATA CORALLO rotolavano tra le gambe….E i bimbi che rincorsi dai genitori si affrettavano ai gabinetti dove potevi trovare anche…..PIPPOLO…
    Questa era la stori di certi CINEMA no il progredire di MERCATI per racimolare gli ultimi soldi a chi LAVORA….Come eri bella LIVORNO…..

  60. # marta

    grazie rino, il kino è stato un punto di riferimento importante nei miei 6 anni di residenza a livorno! Auguri di buon anno! marta c.

  61. # Samarcanda

    come anche il fatto che tu guardi un film d’autore non garantisce che tu lo capisca.

  62. # mauilmoro

    qualcuno dei soliti criticoni che addossano la colpa della chiusura del locale si è mai chiesto se i gestori riuscivano a pagare l’affitto del cinema???? a me risulta di no, il debito mera troppo oneroso e gli incassi ridicoli….poi fate voi…..o doveva pagare il Sindaco….

  63. # Marco Sisi

    Sono autore di un paio di saggi di storia del cinema e lavoro nei media dal 1975, avendo realizzato documentari, videoclip, cortometraggi, riduzioni televisive di spettacoli teatrali, trasmissioni radiofoniche e servizi giornalistici. Ho anche preso qualche premio. Se mi permetti, l’unica cosa che non capisco è il tuo gratuito commento. Forse, se ti spieghi meglio, ce la faccio.

  64. # Marco Sisi

    Il cinema “Arlecchino” riaprì nel 1995 col nome “Gragnani”, per celebrare il centenario del Cinema. Otto anni dopo, la gestione venne presa da Serafino e Raffaello, credo perché le cose non stessero andando bene. Fu un atto di grande coraggio, dato che in quel periodo iniziò a funzionare anche il “Medusa” (ora “The Space”), e già allora si parlava di chiusura per Gran Guardia, Odeon e Metropolitan. Il “Kino-Dessé” ha resistito eroicamente dieci anni. Certo, puoi tirar fuori tutte le analisi dietrologiche che vuoi, le “famiglie che contano” (ma non credo che i Gragnani, se sono loro i proprietari del fondo, ne facciano parte), il “cartello”, i “comunisti”… Per me la ragione principale sta nel crollo verticale dell’affluenza del pubblico, al “Kino” come altrove, e in un paio di “siluri” come l’assurda contrapposizione con un’altra sala per proiettare in contemporanea le dirette dell’opera lirica, e l’affidamento della gestione delle due salette “Gran Guardia” a un’altra società (dopo che il “Kino” si era fatto avanti) che si è aggiudicata tutti i titoli che sarebbero dovuti arrivare in via dell’Angiolo. Grazie, Rino e Raffaello, per questo decennio di buon cinema. Speriamo che, almeno l’estate, le rassegne dell’Arena Ardenza siano ancora targate “Kino”!

  65. # Marco Sisi

    Era sulla Luna… Scherzo, ovviamente… Era in via dell’Angiolo 19, traversa di via Grande.

  66. # Marco Sisi

    Il film con Paul Muni era intitolato “Imbarco a mezzanotte” (non “Sbarco”) e venne proiettato anche negli USA. C’erano attori famosi come Aldo Silvani, Arnoldo Foà, Giulio Marchetti (che in seguito diventò il commentatore televisivo di “Giochi senza frontiere” assieme a Rosanna Vaudetti) e Linda Sini. Venne restaurato nel 1998 e riproposto al Festival di Venezia, qualche settimana dopo ci fu una proiezione anche al 4 Mori.

  67. # Marco Sisi

    Al “Kino-Dessé”, salvo per occasioni particolari (rassegne tematiche), i film erano tutti di prima visione. Certo che l’abitudine di scaricare o vedere copie pirata ha comunque “fatto male” al cinema, ma penso che questo abbia riguardato più che altro blockbusters o cinepanettoni, dubito che i film d’autore abbiano avuto un grande spazio nel download/filesharing, o sulle coperte stese a terra dai senegalesi in piazza Cavallotti e dintorni. E’ la conseguenza della crisi, della poca voglia di tenere il cervello in funzione…

  68. # Marco Sisi

    Il sindaco non ha tra le sue responsabilità quella di pagare l’affitto del “Kino”, d’accordo. Ma la sua giunta e i suoi assessori avrebbero potuto aiutarlo inserendolo in un programma destinato alle scuole, ad esempio, o di concerto con associazioni culturali di ogni genere, patrocinando, non finanziando, iniziative che, a un prezzo simbolico, comunque remunerativo per il cinema, avessero lo scopo di far crescere l’interesse nei confronti delle produzioni di qualità. Intendo dire che se vai avanti a suon di cinepanettoni e di filmoni hollywoodiani anche la curiosità ti si spegne dentro. Se invece inizi ad apprezzare altre pellicole, allora può venirti voglia di andare a vedere qualcos’altro. E un “Kino”, come altri cinema del centro città, frequentato piuttosto che vuoto, significa un miglioramento della qualità della vita per tutti.

  69. # vito

    Ti sei scordata Berlusconi ?!

  70. # Malizioso Troll

    Non dico di esprimere progetti o altro, ma l’assessore Tredici, almeno per educazione, un salutino a un cinema che per dieci anni ha “remato contro” per tenere alta la bandiera del cinema di qualità, lo poteva anche fare!

  71. # gianna

    Solo parole di sconforto per questa perdita per la nostra città….Ho passato bei momenti in quella sala accogliente nella quale mi pareva di sentirmi a casa e dove si remava per il cinema di qualità che adesso dove andremo a vedere?

  72. # ugo

    CONVINTA?…….SIAMO A LIVORNO. CARA

  73. # yoghi

    i libri sono sono come i film, possono essere libri-panettoni, il fatto di spendere 60 euro, 100 o 1000 non signifa niente

  74. # yoghi

    a sentire le critiche, i frequentatori della sala cinematografica erano migliaia, molto probabilmente allora chiude per colpa delle file chilometriche ai botteghini…….forse è per questo che è colpa del Bettini, delle rotatorie , dei centri commerciali dei parcheggi che non ci sono, no anzi ora ce ne sono troppi………etc etc
    se titti quelli che ora accusano a destra e a sinistra avessero comprato un biglietto in un anno, il cinema sarebbe sempre aperto…. ma lo sport preferito è saltare sul carro

  75. # yoghi

    i negozi chiudevano perchè non c’erano parcheggi…….ora chiudono perchè ce ne sono troppi?

  76. # valeria

    secondo me non si può paragonare un cinema “alternativo” gestito da privati appassionati (ed elitari) con delle realtà solide e fondamentali per la nostra città quali il conservatorio mascagni ed il teatro goldoni.
    è come se la sottoscritta aprisse un locale jazz e poi si lamentasse perchè la gente disinteressata non ci viene, e allora tutti a battere cassa al comune, alla provincia o a chicchessia.
    certo, dispiace che una realtà interessante e particolare vada in fumo, ma non vedo perchè gli enti comunali debbano finanziare delle attività private aperte per propria scelta. il kino dessè ha aperto per scommessa, e purtroppo ha perso.
    detto questo, andate al medusa nei giorni feriali e vedrete la realtà…sale semideserte e persone che si portano il cibo da casa.
    aprite gli occhi: sono cambiati i tempi, non usa più andare al cinema la domenica con la famiglia e/o con gli amici, non usa più andare a fare un giro in centro e poi rimanere al cinema a guardare un film, sono cambiate le mode ed i tempi.
    senza contare che tolto il medusa, gli altri cinema non si sono MAI voluti modernizzare (e parlo di schermi minuscoli, poltroncine scomode, difficoltà di visione a causa delle persone davanti, eccetera) e non hanno retto il passo con i tempi.
    se devo guardare un film su uno schermo più piccolo del mio televisore full hd me lo scarico e me lo guardo sul divano di casa comodamente seduta. ah, e senza difficoltà di cercare parcheggio.

  77. # pierino

    Pezzo di storia? ma se aveva aperto ieri l’altro!
    Basta con le solite frasi fatte, non è obbligatorio dire qualcosa se non si conosce l’argomento in questione.

  78. # pierino

    Ma certo! facciamo l’imprenditoria privata con i soldi pubblici!
    Tanto, per male che vada alla fine ci pensa pantalone!

  79. # Stefano

    La banalità del male! Ognuno è libero di pensarla come vuole ma te hai descritto sì, probabilmente, la realtà ma ciononostante è il degrado e l’impoverimento culturale che per me – e non sono solo – va contrastato anche per tutelare il diritto di scelta di chi magari va in “direzione ostinata e contraria”. Il cinema è cultura e se perdo la possibilità di vedere film di qualità che per il Mercato e la Distribuzione non passano, io ho diritto di incazzarmi e di pretendere, anche, che le Istituzioni facciano sforzi almeno per ridurre questo disagio e per salvaguardare questo “bene comune”. Ovvio che non mi riferisca al cinema di intrattenimento e di disimpegno (che non demonizzo ma vivaddio c’è pure altro). E un certo senso di indignazione lo rivolgo anche a chi esprime posizioni di pragmatismo e di puro cinismo. Per questo e anche per altro la chiusura di uno spazio come è stato il Kino Dessè in questi 10 anni è davvero una notizia dolorosa e una perdita assoluta.

  80. # ciaccione

    Scusami ma tu in quale dimensione vivi? Che lavoro fai? (Sempre che tu abbia la sfortuna di farlo) Quanto hai guadagnato alla fine del mese? Con che macchina ti sposti abitualmente? Che ristoranti frequenti? Vai in ferie quante volte all’anno?
    Ma soprattutto puoi permetterti tutto questo?

  81. # Stefano

    A chi ti rivolgi? A me? Se così fosse non capisco il nesso….

  82. # Ciaccione

    Come del resto non hai capito quello che ha scritto Valeria…..
    Comunque, se vuoi, puoi sempre rispondermi.

  83. # Stefano

    Risponderti non è un problema, anche se davvero non comprendo la rilevanza dei miei fatti personali.
    Faccio l’operatore socio-culturale. Pertanto quotidianamente mi occupo di favorire, con varie iniziative ed attività (fra l’altro gratuite) la socializzazione, l’aggregazione, la riduzione della dispersione scolastica, l’educazione permanente ecc.
    Guadagno pochissimo, vado avanti con contratti a progetto e da un pò di tempo il mio “reddito mensile” si aggira attorno ai 550 euro.
    Solitamente uso la bici per i miei spostamenti, o l’autobus.
    Non vado spesso ai ristoranti, magari più solitamente un pezzo di pizza o un panino.
    Ferie? Se intendi andare fuori Livorno, raramente, quasi mai.
    Posso permettermi cosa? Andare al cinema due o tre volte al mese? Direi di si, seppure col mio stipendio da “nababbo”, ma preferisco rinunciare ad altro.
    Soddisfatto?
    Adesso però, se dimostrerai anche te cortesia ed educazione, prova a farmi comprendere il nesso di cosa potrei permettermi e soprattutto cosa c’entrano le mie situazioni personali con quanto ho scritto. Secondo te la mia necessità di “cultura” sarebbe legata ad alti redditi?

  84. # Stefano

    Ah, dimenticavo, stenterai a crederlo ma ho pure famiglia (composta dal sottoscritto, dalla mia compagna che lavora ma part time e un bambino piccolo). E non sono benestante nè ho altre entrate economiche. Pratico però quotidianamente “utopie concrete” e credo che sia sempre più necessario praticare altri stili di vita.

  85. # exciaccione

    Con le utopie, che non sono mai concrete, il cinema non lo riapri e neanche ci mangi.Il tuo amato cinema ha chiuso perché non guadagnava. Tutto il resto sono parole tanto belle quanto vuote. L’economia che ci accompagna, piaccia o no, è un’economia di mercato e dove non c’è guadagno la rimessa è certa.

  86. # mario3

    boia: marco sisi hai più cultura te che tutta Livorno e pisa messe insieme.
    quanto prendi a lezione per acculturarmi ?

  87. # valeria

    belle parole davvero ma appunto come scritto sopra da ex ciaccione, nessuno ci mangia. bisogna anche contare che livorno è una città piccola e modaiola e quindi certe iniziative finiscono prima di iniziare…magari se il dessè fosse stato a Milano (città più grande e quindi più pubblico “alternativo”, è soltanto un discorso di percentuali) sarebbe stato aperto per altri 10 anni…

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