Cala il sipario sul locale della movida a picco sul mare. Riaprirà con un’altra veste?

A fine anno si è svolto l'evento di chiusura della gestione Marchini. Le indiscrezioni dicono che si voglia dare una impronta meno "disco"

Mediagallery

La notizia circolava da alcuni giorni su Facebook, dove era stato creato l’evento di chiusura “The End, The last night” andato in scena il 27 dicembre e in cui l’imprenditore Matteo Franchini spiegava che sarebbe stato l’ultimo grande evento. “Ma non chiedetemi niente riguardo al futuro del locale”. Il locale in questione non è uno qualsiasi ma “Le Cafè Dai Dai”. Sì, proprio quello delle famose mattonelle “Dai Dai” ubicato sul promontorio di Castiglioncello, poco prima di arrivare nel centro del paese.
Sul locale, gestito dal maggio 2007, appunto, da Matteo Franchini, cala dunque il sipario. Non è tanto una questione di pochi clienti, non c’è stato il rinnovo del contratto da parte della proprietà, la famiglia Bartoletti. Tuttavia, non si esclude una riapertura, anche nel giro di qualche mese. Le indiscrezioni dicono che si voglia dare una impronta diversa al locale, più tranquilla, meno cioè orientata all’idea di discoteca.
Nell’attesa di capire quale nuove vesta assumerà diciamolo chiaramente: il laboratorio situato accanto, quello che produce cassatine e tanti altri prodotti e che dà lavoro a 14 persone, non chiude. Continua a esportare, in Italia e all’estero come Russia, Svizzera, Inghilterra e Francia.

LA STORIA
Sul finire degli anni venti per i viottoli ghiaiosi e la pineta di Castiglioncello, ( piccolo promontorio che si tuffa, in breve parabola, nel mare che lambisce la costa toscana, luogo di villeggiature un tempo esclusive, dolcemente fissato su memorabili tele da Fattori o narrato nei suoi diari da Pirandello.) si aggirava il carretto del gelataio, che addolciva palati e coscienze con la sua cassatina di panna ricoperta di cioccolato. “…dai…dai!!!” era l’incitamento che il gelataio gridava a Dorotea, l’asina che trainava il carretto, perché allungasse il passo.
E “DAI DAI” divenne il nome della cassatina che il gelataio produceva nella cucina di casa, con il prezioso aiuto della moglie. In pochi anni il gelataio consolidò la sua posizione e aprì un “bar dancing” proprio sopra la ferrovia che sovrasta la costa, sul limitare del Castello Birindelli oggi Pasquini. Il locale si chiamò “DAI DAI”. Tra una chiacchiera ed un ballo si consumava il caratteristico gelato. La guerra cancellò abitudini e modificò luoghi. E, terminato il conflitto, il gelataio aprì a Rosignano un nuovo bar, il bar Norge. Continuò a produrre cassatine che dette a vendere anche ad altri esercizi di Castiglioncello, come il “Tennis” e il “Cardellino”. Nel 1964 il vecchio gelataio lasciò l’attività e cedette il bar Norge ad una famiglia che proseguì per soli sei anni la produzione della cassatina. All’inizio degli anni ottanta, sempre a Castiglioncello, Toni Bartoletti dei Bartoletti, imprenditori turistici in loco, si ricorda di quel gelato tante volte conumato da ragazzino, ed essendo lui stesso imprenditore, decide di acquisire, dai proprietari del bar Norge, i diritti di produzione della cassatina.
L’anno 1984 saluta l’esordio ufficiale della nuova “DAI DAI”. Una limitata distribuzione nei bar e nei ristoranti della zona conferma l’enorme potenzialità del prodotto. A merito di Bartoletti va ascritta la linea di fabbricazione: aver conservato, nei modi e nei contenuti, quella genuinità tutta domestica che conferisce alla cassatina “DAI DAI” un tono di “straordinaria continuità” con il passato.

Riproduzione riservata ©

4 commenti

 
  1. # etb

    cassatina dai dai trovata in diversi locali statunitensi, una vera chicca. speriamo che non siano costretti a chiudere

  2. # Vale

    Continuiamo ad andà a pisa a dà i vaini ai gosti Ci s’ha una provincia che è STUPENDA (niente a che vedere con quella pisese) mi raccomando facciamo morire anche quella! A Livorno la parola movida non esiste, preserviamo almeno quello che può essere preservato.

  3. # mario3

    scommetto che non sapevi nemmeno che esisteva fino alla lettura dell’articolo

  4. # Vale

    Caschi male, in provincia ci son cresciuto. Te lo posso dì tranquillamente.

I commenti sono chiusi.