Archeologia in Cantiere, mostra al Museo

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di Filippo Ciapini

“Dobbiamo vivere di cultura e turismo perché queste cose le abbiamo solo noi. Questo caratterizza l’Italia, questo è quello sul quale dobbiamo puntare”. Con queste parole il sindaco Filippo Nogarin ha concluso la conferenza di presentazione della mostra “Archeologia in Cantiere” relativa al ritrovamento di 15 tombe etrusche durante i lavori alle tubature effettuati da Asa Spa nella zona di Baratti, vicino a Populonia, celebre necropoli etrusca, per mantenere inalterata la qualità e la pulizia delle acque della nostra costa caratterizzata per numero di bandiere blu.
La mostra, dopo essere stata inaugurata al museo di “Cittadella di Piombino”, si è trasferita nella sala delle esposizioni temporanee al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo in via Roma, dove alle 18 del 18 luglio è stata inaugurata. Prima dell’intervento finale del sindaco, i relatori invitati alla manifestazione, Fabio Baldassarri, Presidente del Consiglio di Sorveglianza Asa Spa, Fabio del Nista, presidente del consiglio di gestione Asa Spa , Anna Roselli, direttrice del Museo e l’archeologa Carolina Megale, che si è occupata personalmente degli scavi, sono intervenuti ribadendo a più riprese quanto sia stata decisiva la sinergia tra l’Asa e la Soprintendenza. Hanno poi aggiunto che “sebbene ci fosse stata una probabilità di trovare qualche reperto, non si aspettavano di trovarne così tanti”.
Le strutture rinvenute, dopo essere state documentate, sono state smontate per garantire il prosieguo dei lavori ed, al fine di preservarne l’integrità, sono state apportate varianti al progetto iniziale. I ritrovamenti sono emersi in sequenza cronologica.  L’esposizione, aperta e visibile gratuitamente fino al 16 novembre prima di trasferirsi a Volterra, presenta un connubio di elementi che vanno dai primi insediamenti della civiltà fino al’influenza ellenistica. La datazione è stata possibile grazie ad un’attenta analisi da parte di un’equipe antropologica che, studiando oggetti e defunti, è riuscita a stabilirne il tempo,il luogo di provenienza dei corredi funebri rinvenuti e l’appartenenza di genere. Particolare la presenza di un’anfora da vino, proveniente da Gaza, contenente resti ossei di un neonato,che ha permesso agli studiosi di scoprire ed ampliare la conoscenza delle già note rotte commerciali etrusche. Con l’inizio dell’anno scolastico il Museo offre visite guidate gratuite con l’archeologo con l’obiettivo di incentivare i giovani studenti nella formazione e nella conoscenza della storia etrusca.

 

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0 commenti

 
  1. # Baccio

    Visto che molti ritrovamenti etruschi si trovano nel territorio della provincia di Livorno, perchè non allestire un museo etrusco nella nostra città? Ci pensi sig. sindaco è un occasione se la cultura è un occasione per la nostra città questo allora diventa necessario