Amaranta. Casa Modì e Museo Ebraico

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Casa natale Amedeo Modigliani e il Museo ebraico partecipano alla seconda edizione di Arcobaleno d’Estate con aperture straordinarie.
Questi gli appuntamenti:
Venerdi 20 giugno ore 21 – Serata frizzante con champagne e visita della casa. Costo 10 euro.
Sabato 21 giugno ore 21 – Profumi verdi nella Notte Blu: Visita della casa e degustazione di assenzio. Costo 5,00 euro.
Domenica 22 giugno ore 10.30 – 12. 30 – Un caffè a casa di Dedo e visita della casa. Costo euro 5,00

Livorno è famosa nel mondo per aver dato i natali ad Amedeo Modigliani. La sua bellezza da dio greco, la sua vita breve ed intensa, la sua estetica hanno fatto di Modigliani l’artista più amato del 900 una vera e propria icona dell’artista romantico; bello e dannato. Hanno vestito i suoi panni attori come Gerard Philipe ed Andy Garcia, ed è stato scelto dalle Manifatture toscane per dare nome ad un sigaro: Modigliani come Garibaldi. Livorno, per una serie di circostanze fortunate conserva ancora la casa natale, quella famosa, di Via Roma 38.
La casa dove Dedo è nato, ha mosso i primi passi, la casa dove Eugenie ha vissuto felice, inconsapevole, del dolore che l’attendeva. Una casa ricca di fascino, dove ancora si respira l’aria delle case della borghesia ebraica postunitaria.
La casa è in via Roma n 38, primo piano. Si consiglia la prenotazione al 320.888.70.44
Domenica 22 giugno ore 21 – Visita guidata del Museo ebraico Yeshivà Marini ed a seguire degustazione delle famose roschette (di origine sefardita) e vino kasher, con spiegazione di ricette ebraiche. Punto di ritrovo: Via Micali, 21 Si consiglia la prenotazione al 320.888.70.44
Il museo ebraico rappresenta una tappa importante per conoscere la storia di Livorno e approfondire le testimonianze della presenza ebraica e delle contaminazioni sefardite ancora presenti nella città labronica. Al primo piano, nella sinagoga dell’oratorio, sono presenti bacheche che mostrano oggetti sinagogali della tradizione ebraica livornese, i pochi rimasti dopo la guerra: una corona del 1636, tessuti pregiatissimi, le manine di corallo, testimonianza della tradizione artigianale della lavorazione del corallo, la ricchissima borsa dei massari tessuta con fili d’oro e d’argento. Molti di questi ornamenti, recuperati dalle macerie della vecchia sinagoga, mostrano una qualità di esecuzione che difficilmente troviamo in altri luoghi.

 

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