Pasti caldi ai poveri, il lavoro "invisibile" in giro per la città dei ragazzi di Coteto. Intervista

Coloro che volessero essere protagonisti nel pellegrinaggio che la Ronda compie ogni sera può scrivere a laronda.coteto@gmail.com

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di ROBERTO OLIVATO

“Che bello se ognuno di noi alla sera potesse dire: oggi ho compiuto un gesto di amore verso gli altri”. Questa è una delle frasi di Papa Francesco pronunciate nel corso della GMG (Giornata Mondiale Gioventù ndr ) in Brasile che i volontari della Ronda di Livorno vivono ogni sera. Infatti nonostante la pesante crisi economica, il mondo del volontariato, quello vero, quello che non percepisce gettoni di presenza o contributi elargiti sotto forma di rimborsi spese, non demorde, anzi. Il puro volontariato, laico o cattolico, che silenziosamente in diverse città del nostro Paese viene svolto da nord al sud nell’assistenza agli emarginati, senza vedere l’ombra di un Euro, brulica di associazioni come gli Angeli della Notte di Milano, tenda Amica della Valle d’Aosta, la Ronda della Carità di Verona, o i Fuochi della notte di Genazzano in provincia di Roma e tante altre sparse sul territorio.
Livorno quindi non è da meno e, grazie ad un’idea di don Luciano, parroco della chiesa di San Giovanni Bosco in Coteto, circa quindici anni or sono nacque il gruppo La Ronda, per portare aiuto a persone disagiate. A spiegare meglio l’operatività della Ronda è Michele Launaro, uno dei volontari. “Siamo circa una sessantina suddivisi in turni e grazie ad un vecchio pulmino ci spostiamo nella città distribuendo i nostri pasti caldi’’.

Chi prepara i pasti?
Sono le nostre famiglie che a turno ogni sera si avvicendano ai fornelli. Distribuiamo inoltre succhi di frutta, bottigliette d’acqua ed a volte anche delle pizze, messe a disposizione dalle pizzerie poco prima dell’orario di chiusura’’.

Quante persone riuscite a servire?
‘’Il numero varia da sera a sera, ma mediamente sono circa una cinquantina distribuite fra piazza Anita Garibaldi in Venezia e piazza Dante alla Stazione. Oltre a queste persone, che assieme al piatto caldo desiderano sentirsi rivolgere una parola, vi sono anche alcuni interi nuclei familiari livornesi”.

Ricevete dei contribuiti per la vostra attività?
‘’Assolutamente no . Non ci aiuta nessuno ed i pasti che distribuiamo ed il nostro impegno, è frutto di una nostra personale scelta ’’.

E’ sufficiente il numero dei vostri volontari?
“Per la verità l’attuale numero è insufficiente, anche perché a volte per vari motivi non riusciamo ad essere tutti presenti e per coprire le esigenze, molti di noi si sobbarcano ore di lavoro extra”.

Cosa vi ha spinto ad aderire all’idea di don Luciano e perché nonostante le difficoltà continuate in quest’ avventura?
‘’Innanzitutto per dare un senso alla quotidianità della nostra vita, troppo presa da impegni e problemi, che ci impediscono di vedere e percepire cosa accade a pochi metri da noi, magari dietro la porta del nostro vicino di casa. Quella che lei chiama avventura noi la sentiamo quasi come una missione, in cui c’è senz’altro la mano di Dio’’.

Una realtà non molto conosciuta quella de La Ronda che opera nella piena gratuità per il bene dei più disagiati ed emarginati della nostra città. Coloro che volessero essere protagonisti nel pellegrinaggio che la Ronda compie ogni sera fra le persone disagiate o desiderasse informazioni più dettagliate può scrivere a: ronda.coteto@gmail.com, anche perché come sempre ricordato da Papa Francesco ai giovani a Rio:  “A volte sappiamo quello che dobbiamo fare, ma non ne abbiamo il coraggio”.

 

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13 commenti

 
  1. # bobbe1

    Un saluto a tutti i volontari e a tutte le famiglie che preparano i pasti caldi, in modo che la ronda tutte le sere possa portare un sorriso e un conforto ai nostri amici in difficoltà. Un grazie a Don Luciano che con il suo inpegno lo rende possibile.

  2. # la livorno oltre il boia deh!

    un BRAVO a tutte quelle persone che aiutano il prossimo senza sapere chi è?

  3. # cc

    un grande grazie a tutti i volontari per il lavoro che stanno svolgendo. questa attività di aiuto ai disagiati dovrebbe essere presa come esempio anche da altre parrocchie della nostra città.

  4. # Nestore31

    Caro”cc”,sono completamente concorde con il tuo suggerimento,ma mi sembra che esistano in città’ anche autorità che potrebbero dare un aiuto materiale visto che si può spendere più. Di 1milione
    Per le palme in piazza grande.

  5. # chiarezza

    perchè non fare una raccolta firme contro la ristrutturazione di piazza Grande, dirottando il milione di euro per altri fini: a famiglie soggette a sfratto e bisognose,
    emarginati, anziani con pensione minima, sistemazione manto stradale. A proposito, gli introiti delle contravvenzioni, per legge, non dovrebbero servire a migliorare la viabilità ? Con le contravvenzioni rilasciate a Livorno, dovremmo avere strade e marciapiedi d’oro, a meno che tali introiti non prendano altre strade.

  6. # max

    Non ci sono altri aggettivi,grazie a questi Angeli le persone che soffrono hanno un conforto,

  7. # Susanna

    Caro Nestore pero’ e’ giusto al di la’ delle palme di piazza grande in questo caso e’ diverso perche’ qui ognuno da qualche cosa di se stesso sia i ragazzi meravigliosi chela sera fanno la ronda, sia le famiglie che cucinano sia le persone che portano i viveri da cucinare al di la’ delle offerte, basta quando ognuno di noi fa la spesa magari acquistare un pacco di pasta, o latte eccetera e portarlo in parrocchia per cucinare

  8. # Ephraim Pepe

    Abito vicinissimo alla Chiesa di Coteto, e ho avuto la fortuna di fare 2 volte la Ronda. E’ un’esperienza molto forte che all’epoca non riuscii a portare avanti perché stavo male a vedere scene di famiglie che aspettavano un pasto caldo. Posso solo immaginare ora con la crisi come si sia trasformata in peggio la situazione. Don Luciano è sicuramente una figura unica e lo stimo profondamente per il suo lavoro!

  9. # Simone

    Bravo, ed io concordo con te!!!!

  10. # amedeo

    queste sono notizie stupende…. ci manderei tutto i politici corrotti, sia a fare il servizio sia a ricevere un modesto pasto cosi si renderebbero conto.
    POPOLO ITALIANO SVEGLIATEVI E QUANDO VOTATE PENSATECI

  11. # Francesca

    mi sono molto allontanata dalla chiesa,e diciamo pure che sia atea, ma ho frequentato la parrocchia di Don Luciano, e proprio perché l’ho conosciuto che dico che non mi stupisco che questa bella iniziativa venga da lui.
    Un prete differente, uno in gamba diciamo, quello che le omelie non erano omelie, ma riflessioni e filosofia,e le parole non erano solo parole,ma azioni concrete.
    Complimenti, mi confermate che la sua è una chiesa giusta, una chiesa dei bisognosi che vengono ascoltati, una chiesa vera, e non come tante che al bisognoso non si interessano.

  12. # aldo

    Ma perché i 226 milioni che saranno spesi per il nuovo ospedale che quasi nessuno vuole? Con tutti quei soldi si dava da mangiare ai poveri di tutta la Toscana! Il marcio è nelle istituzioni che sperperano denaro pubblico per i propri interessi e non per la comunità!

  13. # chiarezza

    tutti bei complimenti che avremmo piacere si tramutassero in azioni concrete venendo a darci una mano, perchè abbiamo bisogno di tutti voi che credete nel nostro impegno. Non dateci solo pache sulle spalle, rimboccatevi anche voi le maniche ed assaporerete il piacere di aiutare. Grazie a tutti.
    e-mail ronda.coteto@gmail.com

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