Anche don Giuseppe festeggia 50 anni da parroco

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di Roberto Olivato

Non è frequente assistere a festeggiamenti in contemporanea per il 50esimo di due sacerdoti, ma è quello che la nostra Diocesi si appresta a vivere lunedì 30 alle ore 18, alla chiesa di San Giovanni Bosco. A celebrare l’Eucaristia il vescovo Simone Giusti assieme a don Luciano Musi e don Giuseppe Coperchini, i due festeggiati. Don Luciano, parroco di Coteto, lo abbiamo presentato su Qui Livorno nel numero di ieri 29 giugno, al nostro taccuino mancava no però le parole di don Giuseppe, Cappellano Arciconfraternita della Misericordia, che abbiamo incontrato ieri pomeriggio in Cattedrale dove è presente quale Canonico. Nato il 6 gennaio 1937 ad Alseno in provincia di Piacenza, don Giuseppe è ormai livornese d’adozione essendo presente nella nostra città dal 30 giugno 1964, data della sua ordinazione. Don Giuseppe da qualche giorno non è più solo alla Misericordia. “Ringrazio monsignor Giusti per avermi affiancato un valido aiuto qual’è padre Gabriele Bezzi, perché con i miei settantasette anni non sono in grado di seguire nel migliore dei modi l’Arciconfraternita, quindi padre Bezzi sopperirà al mio calo fisico”. A che età entrò in Seminario? “Avevo 11 anni quando varcai la soglia del Seminario di Piacenza, in seguito venni a completare gli studi di Teologia a Fienze, grazie all’interessamento del parroco di Borgo Val di Taro.” Quale fu il suo primo incarico sacerdotale? “ Su disposizione dell’allora vescovo di Livorno Emilio Guano, venni destinato quale cappellano a San Jacopo dove rimasi per cinque anni, dal settembre 1964 sino allo stesso mese del 1969 ”. Dopo questa prima esperienza dove andò? “ Arrivai alla parrocchia di Shangai come vice parroco, dove rimasi per dieci anni e nel contempo fui parroco a Stagno alla chiesa di San Leonardo. Poi venni mandato a Torretta alla parrocchia di S.Maria Assunta dove dal 1979 rimasi sino al 1994, quando andai alla parrocchia di S. Giovanni Battista e Ilario a Rosignano Marittimo, sino al 2001, che dovetti lasciare per essere operato di un tumore.” Fra i vari incarichi lei è stato anche Cappellano di bordo è giusto? “ Proprio così, per tre anni dal 2003 al 2006 sono stato a bordo di una nave da crociera e fu una bellissima esperienza per l’incontro quotidiano con tante persone di diverse nazionalità e con l’equipaggio alla ricerca di conforto nella figura del Cappellano, per colmare la nostalgia di casa”. In ogni frase, in ogni ricordo, gli occhi di don Giuseppe brillano di una gioia quasi infantile, a testimonianza del suo mite carattere, che per innata modestia non gli ha fatto ricordare il premio che ricevette nel 2003 dal Panathlon Club Livorno quale fondatore ed animatore del Gruppo Sportivo Torretta, grazie al quale riuscì a togliere dalla strada molti giovani, inserendoli nelle squadre di calcio, ciclismo e soprattutto pallavolo. Il riconoscimento a don Beppe, come era chiamato affettuosamente dai suoi parrocchiani, portava questa motivazione: per aver permesso al Torretta di ritagliarsi un ruolo importante nel mondo della pallavolo livornese, ormai ampiamente consolidato ed evoluto sia come numero di atlete che come numero di società.” Anche questo è don Giuseppe Coperchini, il piccolo e mite sacerdote, schivo al protagonismo ma con tanto cuore grande più di lui. Oggi pomeriggio alle 18 in Coteto, don Luciano e don Giuseppe, due sacerdoti caratterialmente lontani, ma presenti sempre fra la loro gente, saranno festeggiati con una S.Messa solenne celebrata dal vescovo Simone.

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