Don Gabriele Bezzi nuovo parroco dei Santi Pietro e Paolo

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di ROBERTO OLIVATO

“Sono il dodicesimo parroco di questa chiesa, se fossimo una squadra di calcio, sarei il portiere di riserva dopo il numero uno che fu il Servo di Dio don Giovanni Battista Quilici. Se lui creò questa parrocchia, a me l’impegnativo compito di conservarla e farla crescere con l’aiuto di voi tutti”.
Con queste parole padre Gabriele Bezzi, nuovo parroco dei Santi Pietro e Paolo ha rivolto il suo saluto ai parrocchiani presenti alla Messa concelebrata ieri pomeriggio dal vescovo Simone Giusti, in occasione della sua investitura a parroco. Presenti alla cerimonia religiosa, i presidenti ed i labari del Serra International Club, Misericordia, S. Sepolcro, Unuci ed una rappresentanza della Guardia di Finanza in ricordo dei trascorsi quale cappellano militare delle Fiamme Gialle di padre Gabriele Bezzi.
Monsignor Giusti ha ricordato che ‘’accettare la sofferenza, come Gesù accettò la propria croce, ci rende testimoni del Vangelo. Il dolore non è fine a se stesso, ma tempra ed irrobustisce la nostra Fede, come dimostrano i miracoli che avvengono in ogni parte del mondo, ma anche qui a Livorno, dove lo scorso anno ne ho certificati quattro”.
Proseguendo nell’Omelia il vescovo ha ricordato che i dieci Comandamenti sono ancora attuali e “ogni tanto dovremo ricordarci dei dieci punti cardine della nostra Fede, uno su tutti quello di santificare le festa. La messa domenicale non è solo una giornata di festa, ma è soprattutto la giornata del ringraziamento a Dio per la vita che quotidianamente ci dona. Dovremmo anche ricordarci che il decalogo vieta l’aborto, l’adulterio, gli atti impuri e le convivenze che sono situazioni aberranti”.
Un richiamo alle origini quello del nostro vescovo, che prosegue sul cammino indicato nel Convegno diocesano di domenica scorsa, dove ha ribadito che il cristiano deve testimoniare la propria Fede più con le opere, che con le parole.

 

 

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