Chiesa di San Simone, ecco il nuovo parroco

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di Roberto Olivato

Di ritorno da S. Miniato, dove aveva partecipato alla beatificazione di Pio Alberto del Corona, il vescovo Simone Giusti ha presenziato alla nomina di Amministratore parrocchiale della chiesa i S.Simone di Don Annibale Reyes, che è subentrato a don Carlo, tragicamente scomparso lo scorso mese di giugno. Nato a Santa Marta nel nord della Colombia, don Annibale avrebbe dovuto essere a S.Simone già dal luglio, come si apprende dal documento di nomina redatto dalla dicesi, ma motivi di salute lo hanno tenuto lontano dalla parrocchia. Oggi l’incarico da parte del vescovo davanti ad una gremitissima navata, una famiglia felice di riavere un proprio padre spirituale. Si, una famiglia quella della parrocchia di S.Simone alla quale Giusti si è rivolto ricordando come ogni parrocchiano debba offrire la propria disponibilità per il buon funzionamento della parrocchia, ricordando “i lavori che possono sembrare i più umili, come quello di lavare i pavimenti, in realtà rende maggiormente grazia a Dio e vale molto più di tanti gesti teatrali, perché come in ogni famiglia ognuno deve contribuire al bene della comunità”.

Don Annibale Reyes

Don Annibale Reyes davanti al vescovo Simone Giusti

“L’esempio- ha proseguito il vescovo- ci viene da Papa Francesco che in più di un’occasione quando noi vescovi ci riuniamo a Roma, viene a pranzo sedendosi al nostro fianco senza alcuna formalità”.
Monsignor Giusti nella sua lettera pastorale dell scorso 8 settembre lei ha detto fra l’altro, che se lo Stato e l’economia non ce la fanno è perché la famiglia non è messa in grado di funzionare, cosa intende? “Semplicemente che occorrerebbe una maggiore attenzione da parte degli Enti pubblici ai problemi che attanagliano le famiglie, per aiutarle a superare le difficoltà, perché nella povertà aumenta la disperazione che porta allo sgretolamento di interi nuclei, portando allo sbando figli e genitori”.
Sempre nella sua lettera parla degli oratori come luoghi educativi a sostegno della famiglia.
“Assolutamente si. E’ necessario che in ogni parrocchia si creino spazi da dedicare ai giovani per far trovare loro molte esperienze vissute da ragazzi, favorendo l’edificazione della propria identità personale che porta all’amore verso Gesù, offendo servizi sociali alle famiglie”.
Come si sta organizzando la diocesi per realizzare questi spazi?
“Abbiamo costituito un ufficio che partendo dall’esperienza di Amichiamoci, dove circa settecento giovani hanno ideato e partecipato a diverse attività, costituirà delle aree per ragazzi in ogni parrocchia”.
L’interesse della Chiesa nei confronti della famiglia sarà al centro della veglia di preghiera che il Papa ha organizzato sabato 3 ottobre, alla quale il giorno dopo seguirà in cattedrale un Convegno ecclesiale, a cui parteciperanno il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli ed il vescovo Simone Giusti.

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7 commenti

 
  1. # Carlo Antonucci

    Il mio pensiero va a Don Carlo .

  2. # Claudia

    carlo non lascia un bel ricodo di sè.

  3. # Federica

    Una precisazione: don Annibale è presente nella parrocchia di S. Simone da domenica 7 giugno. Avrebbe dovuto insediarsi a luglio al suo posto un altro sacerdote che però ha declinato l’incarico per motivi di salute. Così da giugno a ora don Annibale non ha mai lasciato la parrocchia. Per motivi meramente burocratici l’insediamento ufficiale è avvenuto solo ora.

  4. # Teseo

    Claudia, vergognati. Don Carlo ti perdoni.
    Il ricordo di don Carlo è bellissimo in tutti noi che lo abbiamo conosciuto. Ancora non si è fatta chiarezza sulla sua morte. Se proprio non sapete avere un po’ di carità cristiana, almeno state zitti !

  5. # Teseo

    L’altro sacerdote che ha declinato per motivi di salute ora è viceparroco in un’altra parrocchia. Allora? In questa storia ci sono troppe cose che non tornano. Non si è fatta chiarezza, non si parla. “Quietare, sopire… ” (Alessandro Manzoni)

  6. # Claudia

    1 non sta a me giudicare
    2 non mi vergogno affatto

  7. # carneade

    Ad onor del vero, don Annibale dovette assentarsi dall’Italia per essere ricoverato in Colombia per motivi cardiologici, come da lui stesso dichiarato e
    dopo una breve convalescenza è rientrato a Livorno. Quindi per gli amanti del thriller, nessun complottto od ostacolo burocratico

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